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Anime Tea Time · May 22, 2026

Perché Masaaki Yuasa è speciale?

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Anime Tea Time · Anime Tea Time

In principio era “Tex Avery”, “Tex Avery” era presso Masaaki Yuasa e “Tex Avery” ERA Masaaki Yuasa. Sin da piccolissimo, l’artista di Fukuoka si beveva quantità industriali di cartoni animati di ogni tipologia e nazione, replicava disegnando quello che vedeva ed intanto lo interiorizzava, senza ancora capirlo davvero. L’animazione lo affascinava così tanto perché trasformava il movimento, un gesto tipicamente meccanico, in un parco divertimenti con migliaia di attrazioni: più cambiava canale, più il suo sguardo si riempiva degli stili di centinaia di individui che parlavano al suo piccolo cuore con la forma di comunicazione più potente che ci sia. Tra i suoi preferiti - racconterà anni più tardi ad ogni occasione possibile - c’erano dei cortometraggi particolarmente divertenti in cui i personaggi si deformavano in modi sempre più stravaganti, quasi come se prendessero vita in un mondo senza leggi della fisica. “Red Hot Riding Hood”, “A Wild Hare”, “Dumb-Hounded”; storie non sempre legate dagli stessi personaggi, ma comunque affidate ad una mente geniale.

Tex Avery, punto cardine dell’animazione mondiale, portava avanti una concezione del movimento animato tutta incentrata sull’enfasi comica e sullo slapstick, un’estremizzazione dello stretching che puntava prima di tutto a “scaldare la folla” e a farla uscire dalla sala con il pensiero che il corto proiettato all’inizio fosse più bello del film per cui aveva pagato il biglietto. Ai tempi suoi (cit.) attrarre l’attenzione era l’ABC di ogni animatore accorto, perché gli spazi erano pochi e la benevolenza dei produttori ancora più scarsa. Oggi, paradossalmente, ci sono così tante opportunità che l’animatore medio è costretto a tenere il freno tirato; naturalmente la creatività riesce sempre a trasparire, il talento non è diminuito, c’è tutta una scena indipendente che copre le mancanze di quella mainstream, ma soprattutto in televisione si è creato uno standard preciso, che va mantenuto per esigenze produttive.

Masaaki Yuasa, cresciuto con un’influenza tanto sregolata e supportato da menti simili alla sua, si è fermamente opposto all’uniformazione sin dai suoi primi lavori, più che altro perché, come Obelix, da piccolo è caduto in una pentola piena di follia. Quando parla del perché fa animazione in modo tanto diverso dalla norma, non suona come un santone che vuole vendere la sua filosofia, e neppure come un artistoide impazzito a causa della necessità di essere diverso; è un bambino che ricorda, e questo introduce già abbastanza il perché, nel panorama dell’animazione moderna, sia una presenza veramente speciale.

Read the original on animeteatim3.substack.com

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