Ogni settimana milioni di appassionati di anime in tutto il mondo passano ore di fronte al televisore, al telefono o al computer a godersi puntate su puntate dei propri cartoni animati giapponesi preferiti. Vi siete mai chiesti, però, come quegli episodi arrivano sui vostri schermi? Dietro ogni sequenza d’azione esplosiva o scena drammatica strappalacrime che guardate c’è l’immenso lavoro di una macchina estremamente complessa che coinvolge centinaia di professionisti. In questo articolo cercherò di spiegare in maniera semplice ma precisa le fasi che compongono la produzione di un anime, per darvi un’infarinatura generale del processo grazie al quale un’idea cartacea si trasforma in un cartone animato.
La produzione di un anime si divide in tre macrofasi, che racchiudono tutti i processi necessari per arrivare alla trasmissione televisiva del cartone animato. Tutti i ruoli di produzione che trovate citati in questo articolo sono stati spiegati nel dettaglio nella guida ai ruoli di produzione, perciò vi rimando a quella per un’analisi più approfondita.
La pre-produzione di un anime inizia generalmente molto tempo prima della messa in onda della serie, anche diversi anni prima. La creazione di un anime parte sempre da un progetto, per questo la prima fase di ogni produzione è quella di pianificazione (planning). Il progetto può avere diversi natali: potrebbe essere ad esempio la proposta di adattamento di un prodotto di una casa editrice di manga o light novel; un pitch per un’idea originale proposta da uno sceneggiatore, un regista, un animatore; un’idea di un produttore di un’emittente televisiva. Nella proposta di progetto vengono specificati diversi elementi fondamentali per renderlo appetibile ai finanziatori, come il target di spettatori ipotizzato e le tematiche dell’opera. I planner valutano quindi la profittabilità del progetto e lo propongono a diverse aziende dalle quali ottenere i finanziamenti necessari per portarlo in vita. In caso di successo viene formato il comitato di produzione della serie, che riunisce appunto le aziende interessate alla creazione dell’anime (tra cui si possono trovare produttori di giocattoli e figure, emittenti televisive, produttori di merchandise, case discografiche, ma anche catene di minimarket e chi più ne ha più ne metta).
Si prosegue quindi con la scelta delle figure chiave della produzione: in primis il regista, che è colui che determinerà l’impostazione artistica dell’intera serie, e poi character designer, sceneggiatore e direttore artistico, che si occuperanno di tradurre la visione del regista in storia, personaggi e scenografia. Con la collaborazione tra queste figure e con la supervisione dei produttori dell’animazione vengono prese tutte le decisioni su come verrà realizzata la serie. A questo punto i produttori e il regista si consultano per selezionare il personale per i ruoli chiave non ancora coperti - supervisione dell’animazione, direzione del suono, direzione della fotografia, color design, eventuali animatori principali - andando quindi a completare lo staff principale della serie. Sempre in questa fase regista, produttori e direttore del suono scelgono anche il cast del doppiaggio. Una volta assemblato lo staff si parte con la produzione vera e propria.
La fase di produzione è quella in cui la storia prende vita sotto forma di sequenze di disegni. Qui il lavoro viene diviso episodio per episodio e vengono realizzate sceneggiatura e storyboard. Lo storyboard è la chiave dell’intero processo di animazione. Si tratta di uno schema visivo che contiene tutte le informazioni necessarie a creare le scene: dialoghi, inquadrature, effetti speciali, effetti sonori, indicazioni per i movimenti di camera, e varie note del regista per facilitare agli altri la comprensione delle proprie scelte. Lo storyboard è il riferimento che viene usato dall’intero staff per realizzare l’anime.
Gli storyboard vengono quindi tradotti in layout, un’altra delle componenti più importanti per la buona riuscita di un cartone animato. Se lo storyboard è lo schema visivo dell’intera puntata, ogni layout è lo schema visivo di ogni singola scena della puntata. In esso sono rappresentati in modo molto più dettagliato l’ambientazione della scena (tramite uno schizzo dello sfondo o un render 3D), la posizione dei personaggi e i loro movimenti, le inquadrature e i movimenti di camera.
I layout vengono quindi passati al dipartimento artistico e agli animatori. Seguendo le direttive del direttore artistico, il dipartimento artistico si occupa di realizzare gli sfondi - basati sulle indicazioni dei layout - e decidere la palette cromatica da usare. Gli animatori, invece, traducono i layout in disegni chiave (key frame). Questi disegni sono chiamati così perché mostrano le pose chiave di azioni e recitazione dei personaggi, ovvero quelli che ne definiscono il movimento. I key frame vengono corretti dai supervisori dell’animazione e passati agli intercalatori che realizzano gli in-between, ovvero le immagini intermedie aggiunte per rendere il movimento più fluido seguendo le indicazioni del key animator. Anche gli in-between vengono controllati da dei supervisori appositi e, una volta approvati, tutti i disegni vengono inviati al dipartimento di clean-up che si occupa di pulirli. Nel caso in cui i disegni chiave sono fatti con carta e penna, dopo essere stati puliti a mano vengono scannerizzati; quelli realizzati in digitale con le tavolette grafiche vengono direttamente puliti al computer.
Una volta puliti, i disegni dell’animazione vengono inviati al reparto di colorazione e colorati. Nel frattempo, il team della computer grafica si occupa della realizzazione di tutti gli elementi 3D necessari. Le scene vengono montate al computer nella fase che chiamiamo fotografia o compositing: i disegni colorati e gli elementi in CG vengono sovrapposti agli sfondi e al risultato vengono applicati filtri ed effetti digitali per ottenere la scena finita.
Una volta completata la produzione delle scene si passa al montaggio, che consiste nella connessione dei cut per ottenere un risultato finale che abbia la lunghezza stabilita in fase di pre-produzione (solitamente quella dei 24 minuti canonici, sigle incluse, degli episodi televisivi). Di base il montaggio è già stabilito nello storyboard, ma può sempre capitare che sia necessario rivedere e tagliare alcuni cut. Terminato il montaggio viene registrato il doppiaggio, e per finire vengono aggiunti gli effetti sonori e la musica (missaggio sonoro, o dubbing in gergo tecnico). Nonostante si tenda a considerare il doppiaggio come una fase della post-produzione, in realtà spesso e volentieri questa attività - almeno nel caso delle serie tv - viene svolta in contemporanea con la fase di animazione, e infatti i doppiatori solitamente si ritrovano a lavorare utilizzando come guida solo i layout o i key frame, piuttosto che le scene già finite. Questa modalità di registrazione viene chiamata in giapponese “afureco” (dall'inglese "after recording"), indice di quanto sia diffusa la pratica in cui i doppiatori danno voce ai personaggi recitando su scene ancora abbozzate o incomplete. Il processo intero si conclude quindi con la compilazione video, in cui si effettua il controllo finale del prodotto per verificare che non ci siano problemi. A questo punto, il prodotto finale (il master) è pronto per essere consegnato all’emittente tv per la messa in onda.
Le varie fasi di produzione vanno ripetute per ogni singolo episodio e normalmente viene portata avanti contemporaneamente la produzione di più episodi alla volta. I membri dello staff devono dividersi i compiti, per questo motivo nella maggior parte dei casi possono lavorare solo a determinate puntate, non a tutte quante.
Come avete potuto vedere, la produzione di un anime richiede una gran quantità di processi differenti che devono lavorare in perfetta coordinazione e sincronia. A controllare il tutto è il supervisore della produzione, detto anche “desk”, che si occupa dell’intera serie, aiutato dai vari assistenti di produzione, che hanno il compito di controllare la realizzazione di un singolo episodio e che, in parole povere, fanno i galoppini: sono infatti i production assistant a partecipare a tutte le fasi della produzione per supportare ogni membro dello staff e assicurarsi che le varie operazioni non subiscano rallentamenti che compromettano le tempistiche stabilite per la lavorazione. La tabella di marcia dei lavori - nota come “tabella di produzione” o “schedule” - indica a livello cronologico tutte le fasi di una produzione animata, attribuendo a ognuna di esse un determinato lasso di tempo. Production manager e production assistant hanno il ruolo fondamentale di assicurarsi che la schedule proceda con i giusti ritmi.
Una produzione che riesce a rispettare le scadenze di consegna della schedule viene considerata “in salute”, ma il caso contrario è molto più diffuso. Gli anime televisivi - quelli che chiamiamo “stagionali” - vengono prodotti per essere distribuiti da emittenti televisive, come Fuji TV, TV Tokyo o TV Asahi. Queste emittenti sono strutturate in blocchi di programmazione, detti “slot”, e la maggioranza degli anime che guardiamo vengono trasmessi negli slot notturni, tra le 11 di sera e le 2 del mattino. Tramite accordi commerciali - che fra l’altro spesso vedono le emittenti tv presenti all’interno dei comitati di produzione stessi - i produttori di una serie animata si accaparrano un segmento dello slot di programmazione di uno o più canali tv per distribuire le proprie opere. La programmazione stagionale si divide in fasce da 3 mesi che siamo soliti chiamare “cour”. Considerando l’uscita di un episodio a settimana, prevedono serie one cour da 12-13 episodi, two cour da 24-25 episodi, o nel caso di anime annuali, intorno alle 50 puntate. L’esigenza delle emittenti tv, una volta assegnato un determinato slot a una serie, è mandare in onda un episodio nuovo ogni settimana allo stesso orario, a qualunque costo. Per questo è fondamentale che la schedule di lavoro sia seguita rigorosamente: nel caso si incorresse in qualsiasi problema, non importa quale, bisogna che l’episodio vada in onda comunque, anche a rischio di consegnarlo incompleto. Nei casi peggiori gli episodi possono essere rimandati, ma questo causa gravissimi danni economici a tutti quanti.
Un anime è un organismo “vivo”, in cui i vari reparti di produzione lavorano in simbiosi e si influenzano a vicenda. Per questo motivo la sua creazione è praticamente un miracolo di coordinazione, dedizione e resilienza. Non si tratta solo di saper disegnare, ma di saper incastrare con precisione tanti tasselli mentre si è costantemente minacciati dalla spada di Damocle della pressione temporale e delle ristrettezze economiche. Consapevoli di questo immenso lavoro, la prossima volta che guarderete una puntata ricorderete e apprezzerete lo sforzo titanico dello staff in questa lotta contro il tempo che rende ogni serie, a modo suo, un’impresa straordinaria!
Di Gianluca Fini

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