Negli ultimi anni, il fenomeno “anime” sta vivendo in Italia una nuova giovinezza. Grazie a titoli di grande successo come ”L’Attacco dei Giganti“, “Demon Slayer” e “Chainsaw Man” che hanno spopolato sulle piattaforme di streaming come Netflix e Crunchyroll, i nostri adorati cartoni animati giapponesi sono ormai sulla bocca di tutti e possono essere trovati ovunque: dai graffiti di “Gachiakuta” alle iniziative di “One Piece” a La Rinascente di Milano, passando per i brand di abbigliamento di massa tipo Bershka e Uniqlo che "vestono" “Naruto” e “Jujutsu Kaisen”, è chiaro che ormai gli anime sono diventati parte della nostra vita quotidiana.
Il crescere del fenomeno ha parzialmente fatto crescere anche l’interesse del pubblico nei confronti dei “dietro le quinte” della realizzazione degli anime; interesse non sempre facilmente saziabile, per via dei tanti luoghi comuni sulla produzione che nel corso degli anni si sono diffusi a macchia d’olio tramite i meme, le spiegazioni raffazzonate di qualche influencer e le traduzioni non sempre accurate di interviste e materiali di produzione.
Se qualcuno di voi stesse pensando “sarebbe bello poter scoprire come funzionano gli anime proprio guardando gli anime!”, il meraviglioso “SHIROBAKO”, serie che racconta la vita quotidiana all’interno di uno studio d’animazione fittizio, è stato per tanti patiti - sottoscritto compreso - un punto di partenza fondamentale per comprendere meglio questo mondo e appassionarsi ancora di più alle dinamiche nascoste agli occhi del pubblico che danno vita alle serie che amiamo. E se c’è una cosa che “SHIROBAKO” ci ha insegnato è che la realizzazione di un cartone animato è un’opera corale, che vede la collaborazione di un enorme numero di persone schierate su di un fronte comune a lottare contro mille avversità (tempo, soldi, comitati di produzione…) per consegnare in tempo a un’emittente televisiva - o una piattaforma streaming - un video composto da circa 24 minuti di disegni colorati che si muovono.
Con questa rubrica in due puntate vogliamo fornirvi gli strumenti per divertirvi a scoprire i nomi delle tante strane figure che lavorano alla realizzazione degli anime, e lo faremo… guardando insieme un anime! O meglio, una parte di esso: guarderemo le “rune lunari” (i caratteri giapponesi) che compaiono in ogni opening ed ending dei vostri cartoni preferiti, scoprendo insieme che cosa significano! Per questa guida ho preso come riferimento la quarta puntata proprio di “SHIROBAKO” e la prima puntata della prima stagione di “Frieren - Oltre la fine del viaggio”, così da avere sia un anime originale che un adattamento animato.
In questo primo articolo analizzerò approfonditamente i crediti che compaiono nelle sigle di apertura, e quindi dello staff chiave ricorrente per tutta la serie, spiegando voce per voce cosa significano e facendovi notare le differenze nei crediti delle due serie (e ne vedremo diverse!), mentre nel secondo articolo farò lo stesso con quelli della sigla di chiusura. Poiché di produzione in produzione ci sono tante differenze questa rubrica non potrà essere esaustiva al 100%, ma speriamo vi fornisca gli strumenti per capire il funzionamento di una produzione e vi invogli a scoprire per conto vostro i ruoli che dovessero comparire in altri anime che guardate e che non dovessero essere stati coperti da questi articoli.
Preparatevi, perché sarà un viaggio bello lungo ma gratificante, che vi darà la possibilità di scoprire qualcosa di nuovo sugli anime!

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