RSS Amplifier

Anime Tea Time · May 13, 2026

Anime a 60 FPS: Perché la "fluidità" sta rovinando i tuoi cartoni preferiti

0
Sign in to vote or save

Anime Tea Time · Anime Tea Time

Siamo nel 2026 e l’ossessione per gli anime a 60 FPS - iniziata qualche anno fa quando si è diffuso il fenomeno di pubblicare video manipolati su YouTube e sui social come TikTok e Instagram - sembra inarrestabile. Sicuramente vi sarà infatti capitato più e più volte, nel vostro scrolling quotidiano, di imbattervi in questi video in cui, in nome di una “maggiore fluidità”, il numero di fotogrammi al secondo di scene tagliate da alcune puntate dei nostri amati cartoni animati giapponesi - spesso sigle o combattimenti - viene aumentato e portato dai nativi 24 FPS a 60 FPS. In pratica, grazie all’interpolazione assistita dall’intelligenza artificiale (tweening), a queste scene vengono aggiunti forzatamente dei frame intermedi (in-betweens), inseriti tra i disegni chiave per dare una maggiore sensazione di fluidità. Ma siamo sicuri che questi video “più fluidi” siano davvero migliori?

Esempio di frame interpolato con l’IA nella versione UHD 60FPS fanmade della prima opening di “KonoSuba”

L’equazione “più FPS = maggiore fluidità = maggiore qualità” è stata mutuata dal mondo dei videogiochi, dove i frame rate (frequenza di fotogrammi) elevati garantiscono una migliore esperienza di gioco. La motivazione principale per cui un gamer necessita di frame rate elevati è la riduzione dell’input lag, ovvero quanto tempo è necessario al software per elaborare i comandi ricevuti dal giocatore e riprodurli sullo schermo. I videogiochi sono un media interattivo, ovvero dei contenuti digitali in cui la partecipazione attiva del giocatore tramite l’interazione con le informazioni presentate è fondamentale. In essi la reattività è fondamentale, e quando in una partita anche solo pochi istanti di esitazione possono decidere una vittoria o una sconfitta ogni fotogramma conta. Per questo motivo la frequenza di fotogrammi elevata è una necessità funzionale, e non un mero capriccio estetico.

È innegabile però che un gioco “scattoso” non piaccia a nessuno, e che soprattutto al giorno d’oggi l’estetica conta. Avere un frame rate più elevato si traduce in una maggiore fluidità delle animazioni, che rende più appagante l’esperienza di gioco. Questa abitudine visiva ha portato un gran numero di spettatori a sovrapporre il concetto di “fluidità” a quello di “qualità”, e ad applicarlo anche all’animazione.

Nel corso di questi anni, varie figure legate al mondo degli anime hanno esternato più e più volte disprezzo verso la pratica dell’interpolazione a 60 FPS. Emblematico fu il caso del produttore Fuminori Honda (“Atom the Beginning”, “The Orbital Children”, “The Wonderland), che nel 2022 pubblicò una risposta a un tweet contenente questo video con scene di alcuni film Ghibli manipolate.

L’animazione non è semplicemente composta da 24 disegni al secondo, è un progetto basato sul “timing”, ovvero decidere esattamente quanti e quali disegni posizionare in quel secondo. Aumentare arbitrariamente con l’AI gli in-between equivale a distruggere l’intento della regia. Onestamente, lo trovo sgradevole.

E in effetti, se si osservano bene queste scene modificate dall’AI per raggiungere i 60 FPS, basta poco per percepire che qualcosa non va nei movimenti: sembrano innaturali, posticci. Perché succede questo?

Read the original on animeteatim3.substack.com

Comments

Nothing yet. Say the first thing.

    Sign in to join the conversation.