Si tratta di una vicenda che non meriterebbe tutta questa attenzione, diciamocelo. Ma mi offre un espediente per elaborare al volo un paio di concetti mentre lavoro a un articolo molto più sostanzioso su un tema attinente, dunque eccomi qui.
Come ormai ben saprete, il comico Andrea Pucci era stato scelto da Carlo Conti come co-conduttore per Sanremo 2026. Ma un po’ di gente di sinistra non ci è stata, e lo ha riempito di insulti e minacce finché non ha rinunciato. Ovviamente affermano di averlo fatto non per via delle sue idee politiche, ma per le sue battute sessiste e omofobe – come se in tal caso il gesto fosse giustificato – poi però al contempo osannano un artista come Ghali, che a sua volta ha fatto battute sessiste e omofobe.
E la risposta istintiva da parte della gente moderata, di centro-destra o di centro-sinistra, che ancora ripone speranze nel dialogo con questa gente, è fargli notare come sempre l’incoerenza sperando che rinsaviscano. Ma amici cari, se questo è anche il vostro caso, sono qui per dirvi che il problema siete un po’ anche voi, che vi ostinate a non capire cos’è davvero a motivarli. Non è odio verso il sessismo, l’omofobia, o il razzismo. Non è odio verso l’ingiustizia, la disuguaglianza, la censura, o la tirannia.
È odio verso di voi.
Capite questo e capirete che è inutile appellarvi a dei principi quando ci parlate. Sanno benissimo di essere i primi a fare tutto ciò che vi contestano. Non glie ne frega assolutamente niente. Quella che per voi è incoerenza per loro è logica. Quelli che per voi sono dei principi per loro sono mezzi retorici funzionali unicamente a togliervi di mezzo. Loro devono decidere chi va sul palco a Sanremo, chi dirige l’orchestra di Venezia, chi può e non può andare alla fiera del libro, parlare in università, proporre una legge alla Camera. Loro devono dominare il discorso pubblico sempre e comunque, anche quando sono in minoranza.
E continueranno a farlo, se per paura di essere giudicati male – male secondo i loro criteri, che cambiano in base a come gli conviene – ci si rifiuta di rispondere agli schiaffi con gli schiaffi e si continua a porgergli l’altra guancia chiedendogli per favore di smetterla. Il modo in cui si fa smettere qualcuno a cui non frega niente, e anzi si sente legittimato a essere scorretto nei vostri confronti perché vi odia, non è spiegandogli che è scorretto e chiedendogli di smetterla: è imponendogli un costo che gli renda sconveniente continuare.
Ora, non dico che sarebbe stato facile, né do per scontato che al posto suo io sarei riuscito a farlo, ma la mossa giusta da parte di Pucci sarebbe stata andare a Sanremo nonostante le polemiche e andarci a maggior ragione pesante verso quelli che lo hanno attaccato. Fare proprio le battute che più li fanno schiumare. Farli pentire di averci provato. Andando anche sul politico nel caso, perché no? Ghali lo ha fatto senza porsi alcun problema nell’edizione del 2024, dopotutto.
Avrebbero urlato al Sanremo fascista? Lo hanno fatto anche l’anno scorso, in cui si era semplicemente chiesto agli artisti di evitare temi politici. Avrebbero cercato di boicottarlo direttamente sul palco? La destra lo avrebbe fatto eroe nazionale. Non sarebbe più riuscito ad avere ingaggi come comico? Non ci sta riuscendo comunque! Ha appena detto che gli è stato annullato quello che già aveva con la Conad per un evento aziendale. Quindi alla fine a cosa gli è servito piegarsi?
Ripeto, non do per scontato che io al posto suo avrei retto la pressione. Ma a dare a questa gente l’espediente per mangiarselo vivo non è il fatto che sia stato irriverente con le sue battute, bensì proprio che la sua irriverenza sia venuta meno appena gli sono arrivate delle critiche pesanti. Che anziché rispondere sfottendo, come ci si aspetterebbe da un comico professionista, si sia messo a piagnucolare con la coda fra le gambe. Ha dimostrato esattamente ciò di cui lo accusavano: che fa satira spicciola colpendo in basso, ma non è capace di colpire in alto. È stato questo a fargli perdere credibilità e sgretolargli il terreno sotto i piedi, molto più del fatto che le sue battute non facciano ridere.
D’altronde, parliamoci chiaro: Ghali ha forse tutto questo successo perché sa cantare? O è almeno in parte perché fa breccia sui suoi fan proprio sbattendosene altamente delle critiche e anzi usandole come espediente per rincarare la dose? Guardate l’assoluta sfrontatezza con cui si è comportato in occasione delle Olimpiadi.
Mi spiace dirlo, perché non lo apprezzo minimamente come persona né come artista, ma Pucci avrebbe qualcosa da imparare da lui.

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