Me ne sono successe tante di simili nel tempo, ma non mi scorderò mai della prima, ormai risalente a più di un decennio fa: una ragazza mi disse “le tue stupide tattiche non funzionerebbero con nessuna”.
Era la mia ragazza. Ed era nuda sul mio letto.
Uno degli errori da principianti più comuni che gli uomini commettono nell'ambito della seduzione e delle relazioni amorose è quello di ascoltare i consigli delle donne. Rivolgersi alle dirette interessate per farsi dire cosa funzioni e cosa non funzioni nell'averci a che fare può sembrare una mossa logica e intuitiva, ma in realtà dimostra una completa mancanza di comprensione della natura della selezione sessuale e della profondità dei suoi risvolti nella nostra psiche.
Vedete, per quanto l'attrazione che proviamo gli uni per le altre, la capacità di amarci e quella di costruire dei rapporti di coppia possano essere degli ottimi espedienti per farci vivere assieme felici e contenti, esse non si sono evolute a tal fine, bensì a quello di farci riprodurre con successo. E purtroppo le nostre definizioni di successo non sempre coincidono, che è il motivo di fondo per cui vivere assieme felici e contenti è così difficile, nonostante tutti lo vorremmo.
Siamo avversari nel gioco del corteggiamento, almeno finché non acquisiamo la certezza che i nostri obiettivi collimano, che da ambo i lati ci sono i requisiti per soddisfarli e che possiamo collaborare sportivamente. Nel corso del processo, non la smetteremo mai di tirare ciascuno l'acqua al proprio mulino, manipolarci a vicenda e testarci a vicenda. In particolare le donne, avendo sulle spalle il carico biologico più pesante nella riproduzione, sentono un'esigenza talmente pervasiva e continua di testare l'uomo da aver fatto spuntare sul mercato più corsi per passare i loro test di quelli esistenti per passare il test d'ingresso alla facoltà di medicina.
E qui casca l'asino, ovvero l'uomo che chiede loro come averci più successo, senza realizzare che equivale a chiedere agli esaminatori di suggerire le risposte a un esame.
Certo, sarebbe bello per noi se potessero uscire anche solo momentaneamente da questo ruolo… ma gli converrebbe? Il loro interesse, badate, non è certo che passiamo l'esame e basta, bensì che abbiamo effettivamente le qualità per passarlo. Se andassero in giro a rivelare quali sono, non potrebbero poi più riconoscere efficacemente chi sta solo fingendo di averle. Dunque, per evitare che gli scappino anche solo per sbaglio, la natura ha usato l'espediente più furbo a disposizione: ha fatto in modo che non le sappiano nemmeno loro!
L'inconsapevolezza dei propri stessi meccanismi di attrazione è la contromisura con cui le donne si proteggono dagli uomini che cercano di ottenere soffiate. Trovarne una in grado di dare delle istruzioni efficaci su come “prenderla”, che sia per portarsela a letto una sera o per mantenerci una relazione felice, è eccezionalmente raro. E in ogni caso, al momento di arrivare al sodo, anche lei nel rivelarsi darà comunque la priorità al proteggere la propria reputazione. Pur con le migliori intenzioni, quasi mai ce la farà a essere onesta fino in fondo.
Perché dovrebbe esserlo, d'altronde? Che incentivo riceve? Fino a prova contraria, basta che una ragazzina sciocca scriva in pubblico che le piacciono i tipi alti e dotati e le date addosso a frotte!
Gli uomini sono i primi a punire l'onestà femminile, esattamente come le donne sono le prime a punire l'onestà maschile, e io non biasimo nessuna delle due parti se decide, consciamente o meno, di adeguarsi. Non me la prendo con una donna quando racconta una piccola balla per evitare di esporsi: me lo aspetto. Allo stesso tempo, quando si mette a elargire consigli, vi invito a prenderli per ciò che sono: un modo per filtrare chi è in grado di passare l'esame senza farsi suggerire, mantenendo al contempo un'immagine pubblica quanto possibile pulita di sé.
Un ottimo caso esempio, che val la pena raccontare, mi è stato dato tempo fa nei commenti a un mio video su YouTube in cui raccomando di provarci con tante e non dare l'esclusiva a nessuna nei primi tempi di una frequentazione. Non starò qui a reiterarne ogni punto, ma il razionale è quello di non giocarvi tutte le vostre fiches su una donna che non conoscete, con cui non è affatto detto siate compatibili, e che per quanto ne sapete potrebbe ancora scaricarvi da un giorno all'altro con un messaggio, senza dovervi troppe spiegazioni. Solo quando avrà davvero dimostrato di avere le qualità che cercate in una compagna – cosa che certo non può fare nel giro di qualche appuntamento – e iniziato a investire per prima su di voi, allora avrà senso lasciar perdere tutte le altre per investire in una relazione con lei.
È un modo di agire che richiede una certa freddezza, nonché la capacità di far intendere come stanno le cose col proprio atteggiamento senza sbatterle eccessivamente in faccia: non fatevi sentire tutti i giorni, non vedetevi più di una volta o due a settimana, dite di no a una richiesta ogni tanto, non negate come stanno le cose se vi viene fatta domanda esplicita, ma al contempo non date dettagli sui fatti vostri, e vi assicuro che molte donne vi desidereranno e vi rispetteranno di più per l'inafferrabilità che proiettate e la percezione di star competendo con altre donne per le vostre attenzioni di quanto non farebbero se gli deste da subito una dedizione e una fedeltà che non si sono dovute minimamente guadagnare.
Chiaramente non tutte, ma il perché ritengo fareste meglio a evitare quelle che pretendono l'esclusiva fin da subito l'ho spiegato, appunto, in quel video. Il concetto che vorrei rendere adesso è che nessuna, se doveste chiederle un consiglio, vi direbbe che una strategia del genere funziona. Perché? Per lo stesso motivo per cui nessuna vi direbbe che avere il coraggio di offenderla, o di farla arrabbiare, o ingelosire funziona: non può ammettere espressamente cose del genere. Dunque, quando glie le sbattete in faccia, cercherà di farvi la morale.
Ciò che appunto ha fatto questa ragazza, dei cui numerosi commenti vi riporto giusto le parti più rilevanti. Sono ancora tutti lì e potete andare a leggerveli per intero, se proprio ci tenete, ma vi prego di non andare a risponderle. Non ho intenzione di riaccendere una discussione di ormai quasi un anno fa, che già allora avevo lasciato perdere, men che meno di causarle fastidio, ma solo di usare quanto ha scritto come esempio didattico.
Anche perché, ve lo assicuro, lo ha scritto in buona fede. È genuinamente convinta di fare le veci degli interessi maschili. Purtroppo, pure con tutta la buona volontà, proprio non ce la fa a legittimarli nel momento in cui non coincidono coi suoi. Nell'androsfera si parla alla nausea del solipsismo femminile: la tendenza a percepire ogni cosa, compresi i problemi altrui, attraverso il filtro della propria esperienza personale. Ecco, qui ne vedrete una manifestazione perfetta.
“Sono donna. Se dovessi scoprire che lui mentre esce con me esce anche con altre mi incazzerei e smetterei di uscirci all'istante. [...] Lui diventerebbe repellente per me vedendolo come uno che spara nel mucchio e non come qualcuno che è realmente interessato a me.”
“Sono abbastanza certa di non essere l'unica a cui verrebbe il latte alle ginocchia sapendo che qualcuno spara nel mucchio. Non so quanto infine andrebbe a suo vantaggio perdendosi la possibilità di stare con donne potenzialmente sane e serie realmente interessate a lui.”
Non ho perso tempo a contestare queste sue percezioni, giacché sarebbe stato utile quanto cercare di far asciugare dei panni sotto la pioggia. Le riprendo qui giusto per farvi notare due cose: come le ha elevate automaticamente a realtà oggettiva – prima ha detto “vedendolo come uno che spara nel mucchio” e poi lo ha trasformato in “sapendo che spara nel mucchio” – e come si è affrettata a stabilire la propria superiorità morale, sostanzialmente affermando che le donne sane e serie sono quelle che la pensano come lei.
Cosa che ha ribadito quando, vedendo che non le davo troppa corda, ha cominciato a tirare spaghetti al muro sperando che qualcosa si attaccasse.
“Per me sei totalmente fuori dalla realtà esattamente come tanti "guru" relazionali che girano sul web. Mi auguro che nessuno segui questi tuoi consigli come modus operandi perché sono metodi da disagiati che non solo non hanno capito come funzionano le relazioni con le donne sane, ma nemmeno quelle con gli uomini sani.”
Capito? Le donne sane sono quelle che la pensano come lei, e gli uomini sani sono quelli che giocano secondo le loro regole. Gli altri sono dei disagiati.
Di impergolarvi in discussioni del genere ve lo sconsiglio caldamente, per quanto possiate essere tentati di difendervi da certe accuse. Il modo corretto di porvi per superarle l'ho spiegato in un altro articolo. Ma se proprio decidete di fare come ho fatto io, e abboccare di proposito, tenete bene a mente una cosa: state in realtà facendo due discussioni parallele.
Mentre voi state cercando di stabilire la realtà fattuale – cosa è vero e cosa no, cosa funziona e cosa no – lei sta cercando di stabilire un ordine morale. Non le importa ciò che è vero, ma ciò che è corretto. E tratta l'argomentazione come una battaglia volta a dimostrare, appunto, di essere moralmente superiore, perché è sulla base di quello che ritiene si debba perseguire la sua idea anziché la vostra.
Anche se il tipo di persone che siete non ha nulla a che fare con la questione, lei farà in modo che ne diventi il centro.
“Io sono già a posto e mai ho avuto problemi a trovare uomini e amici di letto. Più difficile è stato trovare uomini trasparenti. Ma tu insegni a uomini che avrebbero più bisogno di lavorare sulle proprie insicurezze andando in terapia che di seguire guru improvvisati. [...] Fondamentalmente tu insegni al tuo pubblico ad essere disonesto come soluzione. Il che non giova neppure a sé stesso dal momento in cui viene sgamato e fanculizzato.”
Ciò che insegno al mio pubblico è a non sentirsi in dovere di essere dei libri aperti con donne che ancora non conoscono, e che certo dal canto loro non si mettono a raccontare quanti altri uomini gli scrivono in quel momento, né quanti ne hanno avuti prima.
Per carità, chi ci tiene a rivelare subito tutto di sé e pretendere lo stesso dall'altra parte, faccia pure. Dopo una vita di esperienza, io mi sono reso conto che questa pretesa è un'illusione e che dare completa trasparenza a chi non ha ancora fatto nulla per esserne meritevole, come già ho spiegato tempo fa, non significa essere virtuosi, ma solo avere un disperato bisogno di validazione.
Pertanto, se la mia fidanzata, con cui sto da quattro anni, mi chiede con chi sono stato ieri sera e che cosa abbiamo fatto, le dico con chi sono stato ieri sera e che cosa abbiamo fatto. Se me lo chiede una tizia che frequento da tre settimane, con cui non ho detto di volere alcun impegno, le rispondo ridendo che erano in troppe per ricordarmele tutte e mi aspetto che colga l'antifona. Se proprio insiste per avere una risposta seria, le dico “non vuoi saperlo” o “non son fatti tuoi”, lasciando che faccia le sue considerazioni.
Si incazzerà? Si incazzi pure. Non mi deve nulla e non le devo nulla. Mi fanculizzerà? In realtà questo non è affatto detto, e ci tornerò fra un attimo, ma se anche fosse, non farebbe che dimostrarmi che aveva un contratto nascosto in testa e non è il tipo di donna su cui sarebbe valsa la pena investire in ogni caso.
Come vedete, non serve essere disonesti. Ma certo per la mia interlocutrice è più facile attaccarmi dipingendola così. Il motivo per cui ha voluto attaccarmi è molto semplice: come ogni donna, ritiene che la considerazione dei suoi interessi – quella che chiama “rispetto” – sia qualcosa di dovuto a prescindere. Non concepisce l'idea dover faticare per ottenerla, perché si tratta di un'idea emergente dalla realtà maschile, da cui è completamente disconnessa. E ne ha data ulteriore prova tirando in mezzo a caso la psicoterapia.
“Dovresti andare dallo psicologo” è il nuovo “dovresti metterci del ghiaccio” per chi non sa che cazzo dire. In un certo senso, è l'equivalente secolare di “dovresti andare dal prete”: una raccomandazione priva di qualsiasi perspicacia, fatta per sentirsi dalla parte giusta in una cultura che glorifica la condivisione della vulnerabilità e attribuisce alla psicoterapia il valore di panacea mistica. Eppure, se gli uomini la abbandonano in massa, forse non è poi così efficace nel risolvere i loro problemi.
Chi sono per dirlo? Un pirla su internet, e non mi sono mai presentato diversamente. Non incoraggio nessuno a seguirmi come un guru e certo non mi sostituisco alla figura di uno psicologo – anzi, a dirla tutta non vedo proprio cosa avremmo in comune – ma azzarderò che se la gente mi ascolta quando parlo di relazioni interpersonali forse è perché lo faccio con sufficiente cognizione di causa.
“È proprio perché sono consapevole di quanto sia mediamente più difficile per gli uomini trovare donne nelle fasi iniziali che trovo i tuoi suggerimenti controproducenti.
Secondo me tu fai l'errore che ho visto fare ad altri uomini usciti dalla condizione di incel o quasi. Ovvero mettersi a fare una gara, che comunque non si vince (anche per banali questioni biologiche) tentando di fare ciò che alcune donne fanno potendolo fare con estrema facilità.”
“Se tra tutta la scelta che noi donne abbiamo ci concentriamo sul provarci romanticamente con un uomo ci aspettiamo che anche lui per parità e onestà attui il medesimo comportamento. Pare così assurdo? Eppure capita molto spesso di non considerarvi proprio perché capiamo di non essere nulla di speciale per voi...”
Non so cosa voglia dire uscire dalla condizione di incel “o quasi”, però mi ha fatto sorridere.
In realtà dimostra ancora di essere in assoluta buona fede, ma di non aver proprio capito il punto, perché troppo presa dall'affronto al potere femminile che i miei suggerimenti costituiscono. Rileggete il commento e ditemi se non vi suona un po' come “è inutile resistere: abbiamo noi il coltello dalla parte del manico, quindi lasciateci vincere; è nel vostro interesse!”. Per quanto si cerchi di negarla o mascherarla, la competizione intersessuale viene sempre fuori in qualche modo. Che siano gli uomini a voler togliere leva alle donne o viceversa, come in questo caso.
Io non sono un fan della limitazione della libertà femminile. A differenza di tanti altri nell'androsfera, non auspico un ritorno agli anni '50 e incoraggio chi mi legge ad adattarsi ai tempi per avere successo. Il che non significa mettersi a fare una gara, ma semplicemente prendere atto del terreno di gioco: una donna ha un sacco di uomini che ci provano fra cui scegliere, dunque perché un uomo dovrebbe farsi problemi a provarci con un sacco di donne, se a sua volta vuole scegliere fra quelle che ci stanno? Sulla base di cosa dovrebbe tentare la sorte con una alla volta e darle l'esclusiva fin dal primo appuntamento? Cosa ha fatto per essere considerata speciale?
Badate, lo stesso identico discorso l'ho fatto in un'altra occasione a sessi invertiti. Non c'è neppure alcun motivo per cui lei debba dargli l'esclusiva prima di vedere per un po' di tempo come vanno le cose! Lo fa di sua libera iniziativa e poi pretende “parità”. Ma che parità può esserci dal momento in cui, se dopo un mese o due non funzionasse, lui dovrebbe ricominciare a cacciare da zero mentre lei, quelli che ha accantonato per lui, li troverebbe ancora esattamente dove sono?
Giusto in questi giorni una persona mi ha detto “ti prego, non dire in giro che sono di nuovo single, non voglio che mi torni gente addosso”. Indovino, indovinello: si trattava di un amico o di un'amica?
Non c'è niente da fare: viviamo in due mondi diversi. E spero di aver reso l'idea della sostanziale incompatibilità fra il modo di pensare di una donna e quello che deve adottare un uomo per avere successo con le donne. Ma se non vi foste convinti ancora a sufficienza, lasciate che vi riporti le ultime uscite da parte della mia contestatrice.
“Come pensi possa andare finire se non considerandovi come "farfalloni" a cui dedicare al massimo qualche serata di sesso se si accetta che comunque il biscotto che si prende verrà pucciato da altre parti?”
“Alla fine al farfallone resta semplicemente il sesso più superficiale e nessun aspetto affettivo/romantico (sempre mi stia bene rischiarmela per le malattie, cosa che non è il mio caso) perché sono consapevole di non essere nulla di speciale per lui, e quindi non mi spreco ad interessarmene in modo approfondito.”
“Si, ad un "farfallone" non dedicherei più di qualche rapporto saltuario (io manco quello ritenendolo troppo a rischio di malattie veneree) non ritenendomi nulla di così speciale per lui da investirci dei sentimenti. Mentre ad una persona che frequento con l'esclusività dò la mia apertura non solo al sesso fin dal primo appuntamento se ci si piace [...] ma anche un potenziale aspetto sentimentale man mano che ci si conosce e ci si corteggia.”
Devo riconoscerle un merito: a differenza di alcune, quantomeno non fa aspettare per il sesso gli uomini con cui vorrebbe intraprendere una relazione. L'idea che le tipe “serie” non la diano al primo appuntamento è tenuta in vita da polli che non si rendono conto di come vengano giocati da donne che glie lo lasciano credere, spesso dopo averla data senza problemi ad altri uomini da cui non avevano paura di essere giudicate, che fosse perché li hanno visti non essere giudicanti o perché contavano di non rivederli affatto. Si tratta di una messinscena a cui lei non si presta, e ci tengo a darle una nota positiva per questo. Non è da tutte.
Ammesso, però, che abbia detto la verità. E qui vorrei che vi saltasse all'occhio un particolare: all'inizio affermava con decisione di trovare repellenti i “farfalloni” come me, e che lascerebbe perdere all'istante un uomo che percepisse stare “sparando nel mucchio”. L'interezza del suo argomento per cui i miei consigli sarebbero controproducenti si è basata su questa premessa. Giusto quando la discussione stava arrivando agli sgoccioli, eccola dire invece che uno così verrebbe considerato al massimo per qualche serata di sesso senza sentimenti! Prima parlando in generale e poi, solo alla fine, riferendosi esplicitamente anche a se stessa.
Ma, hey, che differenza fa? Dopotutto gli concederebbe soltanto qualche rapporto salturio e superficiale! Se facesse queste cose, ovviamente. E le fa, a quanto pare, perché prima diceva di non aver problemi a trovare amici di letto. Anzi no, non le fa, perché ha paura delle malattie veneree. Però la dà al primo appuntamento a un uomo con cui ha l'esclusiva. Ma come fa a sapere di avere l'esclusiva al primo appuntamento? E come fa a sapere che lui non abbia malattie veneree? Si fida? Eppure, nella stessa frase in cui diceva di non aver problemi a trovare amici di letto, diceva pure di aver sempre faticato a trovare uomini trasparenti.
Immagino che a 'sto punto percepiate la presa per il culo. Eppure vi assicuro che ogni cosa che ha detto, anche laddove palesemente cozzava col resto, l'ha detta con la più assoluta sincerità. Purtroppo per noi uomini, che siamo abituati ad ascoltare alla lettera per recepire informazioni utili, si tratta di sincerità rispetto a ciò che prova in un certo momento, che ha ben poco a che vedere con il modo in cui poi realmente si comporta nel tempo. Quale delle varie versioni di se stessa che ha cercato di dipingermi sia quella vera non è importante: magari nessuna, magari anche tutte in fasi diverse della vita. Il punto è che non lo desumerete mai ascoltando ciò che dice. E questo dovrebbe mettervi in prospettiva quanto sia il caso di prenderla sul serio quando parla di tutte le altre, proiettandovi se stessa.
La verità è che, come ho detto fin dall'inizio e come vi direbbe qualsiasi uomo con un certo successo, la competizione con altre donne è uno dei più potenti afrodisiaci del mondo femminile. Posto che ve la giochiate come si deve, sapere di non avervi completamente fin da subito porterà le vostre pretendenti a desideravi _di più_, non di meno. E se non vi fidate della mia esperienza, in un vecchio articolo l'ho paragonata con quella del mio migliore amico, che di problemi a far incazzare le sue frequentanti se ne è sempre fatti pure meno di me, e puntualmente ciò che ottiene è che queste, dopo avergli fatto la scenata… ritornano. Sono tutte donne “danneggiate”? Pensate ciò che vi fa sentir meglio, io sostengo che siano semplicemente donne. Donne che, in un normale momento di lucidità, non vi diranno mai e poi mai che fare certe cose con loro funziona.
Ribadisco, non perché vogliano prendervi in giro, ma perché, molto umanamente, faticano a conciliare la dissonanza fra ciò che gli piace e ciò che le attrae.
Allo stesso identico modo in cui, se vi chiedessero che vita vorreste fare, voi con ogni probabilità rispondereste con qualche fantasia di relax e nullafacenza, molto diversa da ciò di cui davvero avreste bisogno per sentirvi realizzati e soddisfatti, quando a loro si chiede che cosa dovrebbe fare un uomo per conquistarle, rispondono con ciò che gli suscita emozioni piacevoli, molto diverso da ciò di cui davvero hanno bisogno per ritenere un uomo mascolino e sentirsi soddisfatte di lui. Il fatto che siano tendenzialmente dal lato ricettivo e non da quello proattivo della seduzione, poi, certo non le incentiva a fare l'introspezione necessaria a comprendere quei lati di sé che, per ragioni che dovrebbero esservi ormai chiare, la natura ha relegato al loro inconscio. Dunque non aspettatevi che approvino le vostre scelte, quand'anche all'atto pratico vi portano a relazioni migliori.
E imparate a leggere fra le righe quando si mettono a elargire consigli.

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