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Dinamiche Uomo-Donna · Feb 7, 2025

I problemi dell'androsfera

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Andrea Rodolfo Nadia · Dinamiche Uomo-Donna

In un mondo in cui gli uomini faticano sempre più a ritagliarsi dei luoghi fisici in cui essere completamente se stessi e discutere dei propri problemi e interessi, lontani dall'intrusione femminile, l'esistenza di luoghi virtuali come l'androsfera, di cui faccio parte, si rende necessaria.

Tuttavia, certo non si tratta di un luogo privo di problemi. Problemi che spesso offuscano ciò che di buono si può trovare al suo interno e su cui, appunto, i suoi detrattori facilmente capitalizzano per dipingerla come qualcosa di intrinsecamente dannoso.

Quando dunque Matteo Fais, autore del blog e del magazine Il Detonatore mi ha proposto di fare una live su YouTube per parlarne assieme ad Aldo Petrillo, del blog Essere Uomo, ho pensato potesse essere un'ottima occasione per un approfondimento “dall'interno”, che guardasse ai suddetti problemi in modo un po' più fine rispetto alla tipica presentazione mainstream per cui 'spazio maschile = misoginia' a prescindere. Ho invitato Davide Stasi, originale fondatore del sito La Fionda, a prender parte all'iniziativa, chiesto al mio buon amico Luca Vitale, del canale satirico WannaBeBuddha, di farci da moderatore e abbiamo tirato fuori circa due ore e quarantacinque minuti di discussione.

Ore di cui sono soddisfatto… all'80%, diciamo. Ma prima che vi lasci alle mie ulteriori considerazioni, vi consiglio di guardare il video per intero. Qui vi riporto la suddivisione in capitoli, per una miglior fruizione.

0:00:00 - Introduzione e presentazioni

0:11:08 - La piaga dell'isolamento sociale

00:14:45 - “Statisticamente parlando, la persona media ha un testicolo”

0:18:35 - La piaga dell'effetto echo chamber creato sui gruppi social

00:26:51 - Che valore porta l'androsfera, se ne porta?

00:38:45 - Un mondo creato a misura di donna e non di uomo

00:47:27 - A fare audience sono i pagliacci

00:52:00 - Esiste la mascolinità tossica?

1:00:28 - Differenze fra l'odio femminista e la misoginia nell'androsfera

1:02:51 - “Il femminismo è una teoria seria, la Red Pill non esiste”

1:09:28 - L'importanza di capire la radice del male

1:15:10 - La società non può permettersi di dire 'fatti loro'

1:19:07 - I celibi involontari sono meno violenti della media

1:26:13 - Non solo le sparatorie sono violenza

1:33:06 - La rabbia dei gruppi incel è rivolta anche verso l'interno

1:37:37 - Troppo banale analizzare la violenza a partire dai social

1:47:01 - Andrea inizia a dire una cosa, ma non la finisce

1:52:00 - L'esperienza di Marco con la Red Pill

2:00:22 - La Red Pill non è verità oggettiva, ma utilità

2:04:56 - Il silenzio di chi si limita a far ciò che deve

2:07:45 - Un ulteriore motivo per cui tanti tacciono

2:16:15 - Domande di Davide a Marco

2:18:29 - Matteo viene insultato dagli spettatori

2:21:15 - La necessità di una formazione culturale per recepire correttamente certe idee

2:33:53 - Davide presenta il sondaggio sulla violenza sugli uomini

2:39:32 - Matteo conclude buttando tutto in caciara

Qui invece rispondo a una domanda e a un paio di affermazioni dalla chat rimaste in sospeso.

“Perché nella manosphera non si criticano gli uomini che hanno tante partner? Perché prevale il desiderio di emulazione piuttosto che quello di una solidarietà maschile per dare più chances a tutti?”

Perché siamo naturali capitalisti delle opportunità riproduttive, come ogni essere vivente. Gli uomini di successo suscitano odio in alcuni e ammirazione in altri, ma nessuno – nessuno di ragionevole perlomeno – si aspetta che criticarli possa portarli a cambiare comportamento.

Gli uomini di successo hanno frame. Non lasciano che siano le donne a rompergli i coglioni su come dovrebbero comportarsi, figuriamoci altri uomini. Nessuno comanda la loro narrativa all'infuori di loro stessi. Le critiche gli rimbalzano addosso: se si vuole che cambino, bisogna dargli gli incentivi.

Quali incentivi? Beh, dal canto mio – e penso di poter serenamente parlare a nome di molti – se e quando deciderò di non avere altra figa all'infuori di quella della mia compagna, sarà perché lei mi ha dimostrato di valere la rinuncia. Non certo per una mal posta solidarietà nei confronti di chi ha i miei stessi mezzi per arrivare dove sono arrivato e, nella mia stessa posizione, farebbe esattamente come me.

Git gud!

“Non bisogna mettere le donne come obiettivo ultimo. ​​Le donne devono essere una naturale CONSEGUENZA del tuo successo personale.”

Questa è arrivata da Marco, l'utente della chat che nell'ultima ora abbiamo incluso nel pannello con noi affinché condividesse la sua esperienza nella Red Pill. Ho gradito molto il suo intervento, seppure non fossi d'accordo con un paio di sue affermazioni. Una era quella che la Red Pill sia un'analisi di realtà oggettiva, a cui ho risposto sul momento, l'altra era appunto questa.

Ne capisco il proposito: fissarsi eccessivamente sulle donne come metrica di successo può portare a trascurare molti altri aspetti necessari ad avere una vita soddisfacente a 360 gradi. Messa così, però, è un po' come dire che non bisogna mettere i muscoli come obiettivo ultimo dell'allenamento in palestra. Che va bene se qualcuno ci va per la salute, o per prepararsi a uno sport. Ma se uno desidera i muscoli, è nascondersi dietro a un dito.

C'è poi da dire che quest'idea del successo con le donne come qualcosa che arriva in automatico quando si hanno LMS – look, money, status – viene da una lettura della Red Pill filtrata attraverso la lente incel. Cosa di cui, ahimé, non mi sono sorpreso dal momento in cui Marco ha detto di esservi stato introdotto tramite il Redpillatore. Ma la verità è che con le donne bisogna saperci fare. Ciò non significa solo saper essere seducenti, ma anche saperle gestire. E per chi non ha la fortuna di imparare naturalmente nei propri anni formativi, il processo richiede un'attenzione dedicata. Trascurarlo non limita soltanto i risultati in termini di numeri, ma anche e soprattutto di qualità delle proprie relazioni.

Gli esempi di uomini ricchi e famosi che possono avere un sacco di donne e si fanno rovinare malissimo da quella sbagliata si sprecano. Ecco, queste sono le conseguenze di lasciare che le stesse siano solo una conseguenza del proprio successo. È come mettersi addosso un'esca potentissima per attirare dei predatori e poi non essere minimamente preparati ad affrontarli.

“​​Redpill, blackpill, incel, MGTOW ecc. ecc., tutte realtà che, individualmente o sovrapposte/collaborative tra loro, sono destinate a fallire e a non smuovere le coscienze finchè non accogliete DIO”

Hahahahah!

E ora veniamo alle considerazioni residue.

La presenza di Matteo è stata assai poco gradita dal pubblico. Non posso dire che non mi aspettassi questa eventualità, avendo collaborato altre volte con lui e conoscendo bene come è fatto, ma al contempo non mi è minimamente passato per la testa di escluderlo per prevenzione: l'idea stessa della diretta era sua, e sarebbe stata una mossa estremamente scorretta. Invero, al netto dei toni discutibili, lì per lì ho comunque ritenuto perlopiù positivo il suo contraddittorio. Se fossimo stati solo io, Davide e Aldo, ci saremmo stretti fin troppo la mano a vicenda. Questa era la mia impressione.

Solo a diretta conclusa, riguardandola per tirarne fuori i capitoli, confrontandomi con gli altri partecipanti e con la mole di commenti, ho realizzato che, oltre a una certa, il continuare a battere sull'unico punto che a suo giudizio valeva la pena discutere – le esternazioni misogine tipiche di certi gruppi – ha cominciato a detrarre seriamente da tutto il resto. Sul fatto che infine sia sceso a insulti con gli utenti nella chat mi limito a un “no comment”. È andata come è andata e ne terrò conto per le prossime dirette.

Frattanto, elaborerò qui quel che avevo iniziato a elaborare al momento 1:47:01, in parte per rispondergli, e poi ho lasciato cadere.

Quello della perdita progressiva dell'originale valore aggiunto è un problema che riguarda qualsiasi sottocultura. Quando una nicchia creata intorno a qualcosa di utile, figo o interessante si espande, diventando popolare in una massa di persone che non ne sono davvero all'altezza, queste finiscono inevitabilmente per diluirla e sporcarla fino a non lasciarne nulla.

All'inizio di un fenomeno, sulla scena ci sono solo secchioni. Questi si dividono in creativi e fanatici. I fanatici non creano, ma non deviano neppure dal proposito dei creativi: sono fedeli alle idee di questi e le riportano con entusiasmo come tali. Finché le cose rimangono così, tutto ciò che viene prodotto all'interno della scena dà un valore aggiunto, ma al contempo non arriva mai ad un più vasto pubblico. I creativi e i fanatici, da soli, non sono mai abbastanza per permetterlo.

Se però il prodotto cresce in popolarità, ecco che la scena comincia a riempirsi di fessi: individui che non sono in grado di apprezzarlo nella sua purezza e intricatezza, cercano di goderselo il più possibile col minor impegno possibile e se ne fregano di lasciare pezzi in giro. I secchioni li accolgono comunque, in parte perché sono i primi a dargli validazione all'infuori della nicchia, in parte perché sono gli unici ad avere, in massa, i fondi per finanziarli.

La presenza dei fessi attira i sociopatici: quelli che vedono nel tutto una possibilità per fare personal branding. Si vestono da creativi, ma parlano nel linguaggio che piace ai fessi. Banalizzano il prodotto per massimizzarne il consumo e lo espandono al punto che il pubblico generale si convince che il loro sia il prodotto.

La sottocultura della Red Pill, proprio come la sottocultura dei PUA prima di essa, è andata incontro a questo esatto fenomeno.

In origine non c'era una struttura: c'era qualche migliaio di uomini che cercava di capire le donne reinventando ogni volta la ruota. C'era la subreddit il cui manifesto diceva chiaramente: qui si discute di strategie sessuali e identità maschile positiva. Chi non era sulla stessa pagina veniva buttato fuori. Erano i tempi di Rollo Tomassi, Vox Day, Archwinger, Rian Stone, RuleZeroDad, Athol Kay, Ian Ironwood, JackTenOfHearts… erano i tempi dei creativi, alcuni dei quali sono attivi ancora oggi, altri sono spariti nel tempo. È al loro lavoro che la Red Pill deve la descrizione di prasseologia. Eppure sono certo che, a parte il primo e forse il secondo, nessuno che ad oggi si definisce “redpillato” li abbia mai sentiti nominare. Come sono sicuro, d'altronde, che non sappia neppure riportare per sommi capi la prasseologia a cui rimanda continuamente.

Perché? Perché la prasseologia è noiosa. Ha intricatezze e sottigliezze che piacciono ai secchioni. Non ai reazionari che si fingono secchioni. Non ai fessi che usano l'estetica della logica per giustificare il proprio desiderio di ritorno a un presunto ordine.

Fra il 2015 e il 2018, la Red Pill ha raggiunto una massa critica di fessi e cominciato ad attirare i sociopatici: Andrew Tate, Fresh&Fit, Pearl Davis… lascio a voi di decidere chi si pone allo stesso livello nel panorama italiano. I sociopatici hanno trovato nel fomentare la rabbia dei fessi un modo per fare successo, e hanno ormai saturato l'ambiente al punto che chi vi entra in cerca d'aiuto rischia di sprofondare ancor più nella propria miseria, incentivato a urlare nel vuoto anziché a migliorarsi.

È questo, come ho detto nel corso della diretta, il più grosso problema dell'androsfera al momento. Non che gli uomini al suo interno vengano spinti a fare chissà che cosa dalla misoginia dilagante, ma a non fare nulla per sé, perché convinti che non ne valga la pena.

Il consiglio migliore che posso darvi per non caderci, ragazzi, è di non passare il tempo su canali e gruppi che non fanno altro che giocare sulla vostra emotività. Che seguiate i miei contenuti o quelli di qualcun altro – e vi incoraggio a sentire più punti di vista – assicuratevi che vi passino qualcosa di utile. Se il vostro scopo è semplicemente intrattenervi, allora, per la vostra salute mentale, fareste bene a farlo al di fuori di questo spazio.

Parlando di qualcosa di utile, vi rimando ancora all'indagine conoscitiva sulle vittime maschili di violenza domestica o di genere di cui ha parlato Davide. Mi raccomando: rispondete numerosi e, se potete, fatela girare un po' all'esterno di queste cerchie. Più le risposte saranno eterogenee e meglio saranno rappresentative dell'effettiva popolazione.

È tutto! Nelle prossime settimane mi vedrete comparire giusto in qualche nota qui e in un paio di video che già ho pronti per YouTube. Ho intenzione di dedicarmi interamente a finire di preparare la prima di una serie di dirette che ho in progetto da troppo tempo di fare come ospite sul canale di Luca sulla storia dell'androsfera e la bibliografia della Red Pill. Sì, proprio quella che Matteo ha sostenuto non esistere.

State all'occhio per non perdervele!

Read the original on andrearodolfonadia.substack.com

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