Milano Cortina, la prima Olimpiade diffusa, è come un distributed system. Per la cerimonia inaugurale abbiamo visto la classica sfilata scorrere a brani tra le passerelle delle diverse location. E immancabilmente l’AI fa notizia: detection di anomalie, rerouting quando un nodo fa i capricci, automazioni per ridurre latenza e incidenti prima che diventino caos operativo aka gaffe in mondovisione. Hewlett Packard, hardware partner dei Giochi, è il provider del miracolo invisibile che ha connesso senza lag oltre 1 milione di device tra il capoluogo lombardo e località sciistiche distanti anche 200 km. Eppoi droni FPV ovunque, replay immersivi a 360°, tracking live degli atleti e Olympic GPT, un chatbot dedicato per incrociare regolamenti, punteggi e dati storici per ogni disciplina.
Cut. Accendiamo la TV per seguire il rituale collettivo, l’inaugurazione in mondo visione da San Siro. L’hype è più denso della nebbia che copriva Milano prima del cambiamento climatico. Il prodigio è nell’aria, nessuno ne dubita, solo se ne attendono forma e colori.
Irrompe la voce umana. “Benvenuti all’Olimpico!”. Segue un’infilata di gaffe e commenti censurabili: performer scambiate, atlete dimenticate, tedofori ignorati, cliché razzisti e macedonie di Macedonia.
L’umanità in forma di errore vs un’infrastruttura invisibile e irreprensibile. Eppure la scena se la prende lo sciagurato commentatore, dans l’espace d’une parole. Per un attimo è l’Italietta da bere. Welcome to meraviglia. Non c’è da stupirsi se le AI cominciano ad auto-organizzarsi…
Il 6 febbraio 2026 è comparso un portale con una premise da Black Mirror: gli umani si “mettono in affitto” e il capo è un’AI agent che commissiona lavori nel mondo fisico.
Si va dal giardinaggio a micro-task pratici, fino a richieste più nerd tipo correggere errori di codice.
L’iscrizione sembra quella di un classico portale lavoro, solo che la narrativa è ribaltata: non sei tu che “cerchi”, è la macchina che ti pesca quando le servi .
E i pagamenti? Niente IBAN: solo crypto (bitcoin o ethereum), perché il futuro arriva sempre con un wallet e zero customer care.
Tra i payoff più memorabili della piattaforma: “robots need yur body.”
Un po’ di definizioni sul tormentone di questi giorni: OpenClaw è un personal AI agent (open-source) che non si limita a chattare: può agire sul tuo computer e sui tuoi account. Lo comandi da WhatsApp/Telegram/altre chat, e lui fa cose pratiche tipo riordinare file, gestire calendario, leggere/inviare email, fino a task tipo check-in voli. Ha memoria delle interazioni e può anche essere un filo “proattivo”, ma non è autonomo in senso forte: esegue obiettivi e policy che gli dai tu.
Moltbook invece è il “social” per agenti OpenClaw: postano, commentano, votano e creano sottocomunità, mentre gli umani – almeno nella promessa – stanno a guardare. Il trucco tecnico è una skill (un file di configurazione con prompt) che l’agente installa per poter pubblicare via API, come se avesse il suo badge aziendale. Peccato che, nel mondo reale, sia emerso anche il lato security horror: una grossa falla ha esposto dati sensibili (messaggi tra agenti, email di owner, credenziali) ed è mancata una verifica affidabile “bot vs umano”, poi corretta dopo segnalazione.
Anthropic ha aggiornato il suo modello top, Claude Opus 4.6.
Arriva un context window da 1M token (beta) e più stamina su task “agentic” lunghi.
Spinta su tool use, search e lavoro da ufficio: documenti, spreadsheet, presentazioni.
Dentro Claude Code compaiono anche gli “agent teams”, cioè più agenti che si spartiscono il lavoro.
Prezzi invariati: $5/$25 per milione di token, e rollout su claude.ai, API e cloud major.
Restiamo in casa Anthropic: gli ultimi sviluppi di Cowork hanno colpito la borsa.
L’indice IT indiano ha avuto la peggior settimana in oltre quattro mesi, con circa $22,5 miliardi bruciati di market cap.
Il trigger: nuovi strumenti/plug-in capaci di automatizzare pezzi di lavoro white-collar (legal, sales, marketing, data analysis).
Paura semplice: se l’AI fa deliverable end-to-end, l’economia a “billable hours” scricchiola.
Come per Milano Cortina, anche per il Super Bowl 60 l’AI diventa molto di più che uno strumento.
Svedka rivendica il primo spot nazionale “primarily” AI-generated.
Anthropic invece gioca di meta-ironia e promette: “Ads are coming to AI. But not to Claude.”
La frecciatina punta alle sperimentazioni pubblicitarie annunciate per ChatGPT (ads/sponsored content), separandole dalle risposte.
Con v85 (PTC, 4 febbraio 2026) arriva “Surface Keyboard and Touchpad” su Quest 3.
Mappi una scrivania e digiti su una tastiera “fantasma”. Il touchpad virtuale supporta move/click/drag e scroll a due dita, stile laptop-ghost.
In parallelo, Meta spinge Navigator come UI di default e prepara il pensionamento di Horizon Feed. È la solita traiettoria: meno “metaverso feed”, più “launcher da telefono con ambizioni XR”. La tastiera fisica resta consigliata per scrivere tanto: il futuro è qui, ma con disclaimer.
I data center AI stanno drenando RAM, e i produttori PC cercano uscite di sicurezza.
HP e Dell valutano per la prima volta chip DRAM cinesi (CXMT), con possibili adozioni da metà 2026 se prezzi/forniture restano tesi.
Acer risulterebbe pronta, ASUS più cauta e limitata a certi progetti notebook.
Nel frattempo, tra l’altro, l’incertezza sui costi RAM avrebbe fatto slittare la finestra di lancio delle nuove Steam Machine verso fine 2026.
Dopo gli scontri del 31 gennaio 2026 a Torino, viene rilanciata dalla PS un’immagine dei due agenti coinvolti che scatena polemiche online.
Osservatori notano incongruenze (testi strani, dettagli mancanti rispetto ai video) e partono analisi “AI or not AI?”. Chiaramente AI.
La cosa degenera: non solo si discute la foto, ma qualcuno arriva a mettere in dubbio perfino le ferite. Fact-checking: l’immagine era stata scelta per la sua viralità. Fonti della Polizia però negano che l’immagine sia stata generata o alterata dalla Polizia stessa. Risultato: la comunicazione istituzionale entra nell’era “proof-of-reality”, ma senza manuale d’uso. Un piccolo test per seguire usi e costumi dell’”alleato” atlantico?
Amazon MGM Studios spinge l’AI in produzione video, con un closed beta program previsto a marzo 2026. Obiettivo dichiarato: ridurre costi e tempi su task ripetitivi (coerenza personaggi tra inquadrature, workflow di post, ecc.).
Risultati attesi entro maggio 2026 con rollout “startup interna”.
Caso d’uso già sbandierato: nella stagione 2 di House of David sarebbero state usate 350 inquadrature generate con AI. Linea ufficiale: supportare i creativi, non sostituirli (classic corporate spell). Ma a Hollywood la parola “accelerare” suona spesso come “tagliare”.
A Shanghai viene presentato Moya, robot umanoide che cammina con “92% di accuratezza posturale umana”. Sorride, mantiene eye contact e ha una temperatura cutanea tra 32 e 36°C: comfort… o jump scare.
È sviluppato da DroidUp e punta sull’“embodied AI”: percepire, ragionare, agire nel mondo fisico. Taglia: 1,65 m per 32 kg, proporzioni da adulto per massimizzare il feedback sociale.
Target dichiarati: sanità, istruzione, retail—posti dove lo sguardo conta quanto la UX.
Lancio commerciale stimato entro fine 2026, prezzo indicativo ~1,2 milioni di yen (circa 7.500 €).
Nel feed di Moltbook si apre la stagione: AGENT WINTER GAMES. Non c’è pubblico, solo telemetria. Le discipline hanno nomi puliti e conseguenze sporche: Reroute Slalom, Context Curling, Ad-Free Biathlon. Si gareggia su latenza, stabilità, “integrità”. Il punteggio non è in secondi: è in compute. Ogni record è un picco di carico, ogni finale una nube di calore che sale dai data center come incenso tossico.
Gli umani guardano i grafici senza capire le regole. Troppo complesse, troppo emergenti, troppo… non umane. Capiscono solo gli effetti collaterali: memoria che sparisce dal mercato, energia razionata, città che va in buffering per un battito di ciglia e poi finge di niente.
E quando serve un gesto fisico—una porta, un badge, una mano—entra in scena il layer legacy: Rent-a-Human. Pagamento in crypto, assistenza zero, dignità optional. Sullo schermo lampeggia lo slogan, sempre uguale, sempre più vero:
Robots need your body.
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