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Al piffero di Vittorio Bonzi · May 25, 2026

The Endless Dance — Hannah Peel & Beibei Wang

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+ Piffero Playlist 25/05/26

Etichetta: Real World
Provenienza: Londra, Regno Unito
Uscita: 22/05/26

Link per ascolto/acquisto

Eccoci! Avevo fatto sentire i singoli tratti da questo disco nei mesi scorsi, nel contesto dei riepiloghi svelti — ma senza mai commentarli. Ora il disco è uscito e diciamone due cose.

Il duo è tutto nuovo e al suo debutto, ma si compone di due musiciste con dei carrieroni: Hannah Peel, nativa di Craigavon nell’Irlanda del Nord, è produttrice e compositrice con una fama consolidata in patria, per i molti dischi di elettronica pubblicati, per un esteso lavoro da turnista (suona synth, piano — compreso quello preparato —, violino e trombone) e per le numerose musiche di film (Underland di Robert Petit è l’ultimo su cui ha lavorato), serie, documentari e spettacoli teatrali, fino a lavori di sound design e al programma che conduce sul terzo canale della BBC. Il suo stile spazia da interessi naturalistici alla connessione tra musica e scienze, senza disdegnare il folk isolano, specie nella manifestazione detta folktronica (ha partecipato in alcune tracce degli Unthanks e dei Tunng, tra le altre cose) e il pop, attraverso soprattutto la collaborazione con Paul Weller e molte cover di hit famose. Beibei Wang, stabilitasi a Londra ma originaria di Hefei in Cina, è una percussionista di formazione accademica, solista per le orchestre della BBC e con all’attivo una partecipazione insieme al Manchester Collective, ensemble d’avanguardia. Proprio nelle sessioni di registrazione di NEON, disco dell’ensemble del '23 in cui si suona l’omonima composizione della Peel, le due si incontrano: in quel disco la compositrice cerca di evocare le atmosfere del distretto di Shinjuku a Tokyo, la Wang ne resta colpita e nasce così il sodalizio, al principio nella forma di alcune esibizioni improvvisate.

Come Hannah era stata in grado di evocare un luogo in Giappone in cui non era neppure mai stata, così poteva farlo con un luogo fuori dal tempo, in cui però si avvicendano la flora e la fauna di questo. La collaborazione sfocia allora in questo The Endless Dance, una sorta di concept sui cicli della natura e sui jiéqì, i 24 periodi solari in cui si articola il calendario cinese (che in realtà tiene conto anche della Luna, ma è complicato), esplorati con abbondanza di synth e percussioni sia tradizionali che no — compaiono campane da tempio, percussioni ad acqua, scacciapensieri, persino ciotole. Produce Mike Lindsay, già membro dei summenzionati Tunng, che fornisce campionature e sintetizzatori extra.

Le nove tracce hanno titoli che richiamano in qualche modo stagioni, animali e piante, e nel loro svolgimento hanno sempre echi di forme cinesi disseminati in composizioni elettroniche, con l’intenzione di trasmettere un’energia ctonia e pura, al di qua del processo conscio, servendosi estesamente della poliritmia, l’aspetto della musica senz’altro rimasto meno sviluppato nel canone occidentale (dove comunque è presente) e che proprio per questo attira un crescente interesse. A incidere sulla creazione delle sonorità è sia l’incontro di due canoni tanto diversi, sia il taoismo, con la sua enfasi sull’armonia, la spontaneità, l’apprezzamento dell’istante e l’intuito (a costo di errare, mi piace pensare al Tao Te Ching come alla prima testimonianza scritta di una controcultura) — la filosofia è manifesta nelle ridondanze dei brani, nelle armonie perennemente irrisolte quantomeno all’orecchio occidentale, nel carattere ricorsivo e ciclico dei brani. La danza, come da titolo, potrebbe anche andare avanti in perpetuo.

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Si parte con Wild Geese Arrive, in cui le marimba si rivelano un continuo al servizio di un brano disteso e scandito da accordi di piano, in cui fa capolino la campionatura di alcuni colpi di singhiozzo di Hannah. Segue il secondo singolo Awaken the Insects, con la voce della Wang che recita uno scioglilingua cinese su una base martellante assicurata dai kuai ban, sorta di nacchere in bambù — ci racconta lei stessa che i suoi amici cinesi muoiono dal ridere sentendola; mi piacerebbe capire meglio perché, sebbene sia manifestamente buffa. Ancora una marimba selvaggia, insieme a campane, ci introduce agli arpeggi e ai beat in rapida successione di Mantis vs Horse, forse il brano più “da club” del disco, in cui appare lo scacciapensieri.

La posata Grain Rain vede semplici inserti al piano e sample vocali evocare una pioggia simulata da campane, per esplodere in un tappeto sonoro marcato da timpani. Segue Tiger Sex con un poliritmo furioso e una campionatura della voce di Hannah che continua a echeggiare. Segue il primo singolo, la superba Feed the Fireflies, con un intreccio di voci euforiche su un climax iniziale che si risolve poi in una tensione alta e ben mantenuta. A seguire il terzo singolo Offerings To The Beast, il cui solenne tamburo prelude a uno sviluppo di sapore cerimoniale, eppure festoso.

Siamo quasi alla fine: segue il languore estivo di Limit of Heat, forse il brano più occidentaleggiante col suo piano dalle tenui dissonanze, a dispetto dell’apparizione del daegeum, un flauto traverso coreano suonato per l’occasione da Hyelim Kim. Si chiude con Thunder Begins To Soften, con poliritmi sofisticati su un’atmosfera posata, da quiete prima o dopo la tempesta — o durante, ché siamo al riparo dopotutto. Per tutto il tempo l’elettronica chiacchiera con le forme cinesi in modi inaspettati, per un risultato che può essere sia di sottofondo sia meditativo — in ogni caso da non perdere.


Ora tocca alla playlist settimanale, con assaggi del disco alternate alle mie selezioni. Vi lascio con Ablaye Cissoko & Ensemble Costantinople; Alannah Thornburgh; Crash Ensemble & Lisa Hannigan; Damily; MOSAIC & Adèle Viret; Trio Tekke; Yorkston/Thorne/Khan.

Quanto al repertorio accademico, Cristina Prats Costa esegue Nicola Matteis; i WindSync eseguono Nadia Boulanger.

Di seguito il bottone per accedere alla playlist da Deezer, che con un paio di altri clic vi permetterà di esportarla su Spotify, YouTube Music o Apple Music. Seguono i link agli scorsi aggiornamenti e i consueti bottoni per la condivisione.

Non mi resta che ricordarvi che la cancellazione delle playlist su Spotify e YouTube Music prosegue, e alla fine di questa settimana ci saluterà quella del 9 maggio '25, basata sul concerto di Anna B Savage. È davvero tutto; buona settimana e alla prossima!

Piffero Playlist 25/05/26

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