L’appello di papa Leone XIV è molto chiaro. In Cisgiordania non c’è Hamas, ci sono solo coloni violenti spinti dal loro messianismo politico (protetto dai partiti estremisti religiosi del governo Netanyahu) che tormentano e opprimono e derubano la popolazione palestinese. E il cui comportamento è stato condannato anche dagli Stati Uniti. Il patriarca di Gerusalemme dei Latini, il cardinal Pierbattista Pizzaballa ha celebrato la festa dell’Assunta, sabato, a Taybeh (nome che significa ’la gentile’, ’la buona’), ultimo villaggio cristiano raccontato venerdì scorso da Avvenire, luogo nel quale secondo la tradizione Gesù si rifugiò con i discepoli prima dell’ultimo viaggio a Gerusalemme. Qui i coloni già nel 2013 tentarono di impadronirsi dell’antico monastero. E ci hanno provato di nuovo in questi giorni, con un ambiguo appoggio dell’esercito israeliano. «Vogliamo rimanere una comunità che dà alla luce la vita, senza rinunciare ai nostri diritti, al nostro diritto alla vita. Quindi siate coraggiosi. Non abbiate paura», ha detto Pizzaballa, esortando i residenti del villaggio a essere con il loro «esempio» una «voce cristiana in mezzo a questa situazione molto complessa». Ieri all’Angelus papa Leone XIV ha rinnovato il suo appello «affinché cessino le ripetute violenze contro la popolazione civile palestinese in Cisgiordania». E ha aggiunto: «Chiedo con urgenza alla comunità internazionale di fare in modo che progredisca la soluzione a due Stati per una pace giusta e duratura». Il 14 agosto era stato reso noto il suo messaggio per la 112ª Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si celebrerà il 27 settembre, in cui fra l’altro scrive: «I minori sono i più vulnerabili all’interno dei flussi migratori mondiali. Sono volti concreti, storie uniche, che fanno appello alla nostra coscienza. Ogni anno, milioni di bambini e adolescenti sono costretti ad abbandonare la propria terra a causa di guerre, povertà, violenze, disastri ambientali e altre tragedie; e purtroppo il loro numero continua ad aumentare. Le responsabilità economiche, politiche e militari di questo disastro sono immani».
Come non pensare a Gaza, ai bambini di Gaza, per cui Eugenio Mazzarella ha proposto il Nobel per la pace, suscitando grande consenso? Come non pensare ai minori di Ceuta, quelli filtrati nell’exclave e che ora si aggirano per i boschi, braccati dalla polizia spagnola, in cerca di acqua e cibo? E come non pensare ai minori di Ceuta bloccati questa volta con la forza dalla polizia marocchina (vedi Foto del Giorno)?
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