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La Versione di Banfi · Jul 28, 2026

«A Gaza si muore ancora»

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Parla il parroco Romanelli. Meloni visita il cantiere Tav dopo gli scontri. I Pm: terrorismo. Trump vede Netanyahu e Zelensky. Le due guerre diventano una? Intervento sul gasolio. Nazionale nel caos

La premier Giorgia Meloni ha visitato il cantiere della Val di Susa teatro dei gravissimi scontri di sabato scorso. Dopo Grinzane Cavour (il caso del gioielliere duplice omicida) e Bologna (la morte di Fakir durante un intervento della polizia), la politica discute di un altro episodio che riguarda la sicurezza (e la violenza). E dunque ecco i video e i commenti della presidente del Consiglio da Chiomonte, dove è insieme al Ministro degli Interni, Matteo Piantedosi. Ha detto Meloni: «Questo non è dissenso, questa è violenza organizzata». In realtà ora la parola passa alla magistratura: i Pm potrebbero ipotizzare, come scrive La Stampa, di configurare come aggravante la finalità terroristica. Nonostante i travisamenti vari, almeno 800 persone sarebbero state identificate. Per il direttore di Telt, la società incaricata dei lavori, è stato il «peggior attacco dal 2011». Non manca la proposta di legge di Fratelli d’Italia, che sull’onda emotiva degli scontri, «punisca il vincolo associativo, anche se non stabile e gerarchico, purché coordinato». Elly Schlein precisa in modo secco: «Abbiamo visto violenze inaccettabili, gravi, che non si giustificano mai. Condanniamo sempre la violenza, senza se e senza ma. Senza esitazioni né tentennamenti. Immediatamente il Pd ha dato solidarietà alle forze dell’ordine».

In Germania c’è una forte polemica dopo lo choc dell’attentato al gay pride di Berlino, che è costato la vita ad una donna e 29 feriti. Le critiche riguardano la decisione di concedere al protagonista dell’attentato, 21enne tedesco di seconda generazione con i genitori libanesi, un percorso di de-radicalizzazione, che mostra ora tutta la sua inutilità. Brutto episodio anche a Parigi, dove un singolo attentatore ha colpito almeno tre donne con un coltello da cucina, ferendole in modo grave. Testimoni sostengono che avrebbe invocato Allah durante le aggressioni.

La guerra ad Hormuz e la situazione in Medio Oriente. Donald Trump ha dichiarato di aver sospeso gli attacchi contro l’Iran in vista di un accordo, ma si è detto pronto a una “forte azione militare” nel caso fallisse. Intanto l’Iran e l’Oman stanno proseguendo i negoziati per un accordo sulla ripresa del traffico nello Stretto di Hormuz, che è ancora chiuso. Un accordo positivo sulla riapertura consentirebbe davvero all’Iran e agli Stati Uniti di riprendere i negoziati. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu è partito per Washington, dove oggi incontrerà il presidente Trump. Secondo l’agenzia di stampa palestinese Wafa, le forze israeliane hanno compiuto nuove incursioni e attacchi in Cisgiordania, e i coloni hanno fondato un nuovo insediamento sul lato orientale di Gerusalemme est. Da leggere il reportage del Manifesto che trovate nei pdf.

Un’altra testimonianza preziosa è quella del parroco cattolico di Gaza, Gabriel Romanelli, ospitata oggi da Avvenire. Dice fra l’altro: «La situazione non solo non è migliorata, ma è addirittura peggiorata. Mi spiego. Dall’inizio della tregua nell’ottobre del 2025, la situazione generale è migliorata nel senso che non ci sono più bombardamenti a tappeto, ovvero attacchi ovunque e in continuazione. Ciononostante, dire che la situazione è migliorata non significa che sia buona. Tutt’altro. Gaza sembra un paesaggio post tsunami, abbandonato alla sua sorte. La gente continua a morire. I bombardamenti proseguono qua e là, persino nel centro della città gremita di persone, di civili. Malattie gravi incurabili, quasi nessuna possibilità di evacuazione per le migliaia di feriti e ammalati, se non per poche centinaia di persone. A migliaia attendono di essere curate all’esterno. La maggior parte degli ospedali, se funzionanti, operano con il minimo indispensabile. Malattie digestive, neurologiche, oculari e auricolari, così come malattie della pelle, sono dilaganti».

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