Buongiorno! 🌞
O forse dovrei dire buonasera, visto che sto scrivendo questo post con la luce soffusa della sera.
Sono appena rientrata da una piccola passeggiata: sono andata a trovare i miei vicini che, dopo aver governato le mie galline in questi ultimi giorni in cui ero assente, hanno deciso di prenderne anche loro e avevano bisogno di qualche consiglio.
Posso confessarti una cosa?
Ho sempre pensato che avrei voluto vivere in cima a una montagna, in una casa isolata, circondata dai miei terreni e dai boschi. Invece, abbastanza per caso, sono finita sì in montagna, ma ad abitare in un paesino. Uno di quelli un po’ dimenticati, dove chi ci vive tutto l’anno è perché ama la solitudine e chi arriva da fuori viene ancora, forse per poco, “a prendere il fresco” in estate.
Eppure, adoro abitare qui.
All’inizio non è stato facile. Vivere qui comporta una serie di difficoltà che, per una donna sola, sono molto impattanti nella vita quotidiana. Ma quando queste difficoltà vengono condivise con le altre persone della piccola comunità che si è creata nel paesino, tutto prende un altro sapore.
È buffo pensare a come, spesso, il percorso per arrivare al proprio sogno prenda strade inaspettate. A volte difficili, a volte dolorose. Ma se restiamo nel disagio abbastanza a lungo da attraversarlo davvero, dall’altra parte possiamo trovare qualcosa di molto più bello di ciò che immaginavamo.
Il mio più grande obiettivo come agronoma è fare in modo che tu possa raggiungere il tuo sogno agricolo.
C’è bisogno di piccole aziende familiari, multifunzionali e policolturali, che praticano l’agricoltura rigenerativa.
La tua azienda può diventare, se già non lo è, un presidio di cambiamento per il territorio e per la comunità. Un luogo dove la cultura, insieme alle colture agricole, prende forma e si trasforma.
Per questo uno dei miei “passatempi” preferiti, da sempre, è studiare metodi e approcci che aumentano la probabilità di raggiungere i propri obiettivi.
La scorsa settimana mi sono imbattuta in alcuni video di Ali Abdaal, uno YouTuber che parla di produttività e crescita personale. In particolare in questo video 👇
Nel video racconta il metodo GPS, un processo di progettazione pensato per aumentare la probabilità di raggiungere i propri obiettivi.
I primi due passaggi di questo metodo li applico già nelle mie consulenze, anche se con strumenti ed esercizi diversi:
G = Goal → definire chiaramente l’obiettivo
P = Plan → costruire un piano per arrivarci
La sostanza, però, è la stessa.
Ciò che dice, supportato anche da ricerche, è che già il fatto di definire un obiettivo in modo chiaro e creare un piano per arrivarci, aumenta la probabilità di raggiungerlo.
La S finale del metodo GPS sta per Systems, cioè sistemi.
In pratica risponde a questa domanda:
come faccio ad assicurarmi di mettere in atto, giorno dopo giorno e settimana dopo settimana, le azioni che ho deciso nel mio piano?
Io ho sempre pensato che bastasse fare una to-do list e avere abbastanza forza di volontà.
Ma sappiamo tutte che la vita non funziona così.
Ci sono alti e bassi. Ci sono periodi in cui siamo lucide, energiche e organizzate, e altri in cui ci sentiamo stanche, confuse, disorientate. E non è facile mantenere la costanza, soprattutto se le to-do list diventano una fonte di ansia invece che di supporto.
Per me, questo si è tradotto più volte in una spirale di vergogna e auto-svalutazione: non riuscivo a mantenere le promesse che avevo fatto a me stessa, e quindi mi sembrava di aver fallito il piano.
E se poi sei una donna con un ciclo mestruale attivo, sai benissimo quanto le energie interiori cambino anche radicalmente nell’arco di un solo mese.
Quindi: come si fa a restare fedeli al piano senza farsi divorare dall’ansia?
La risposta che ho trovato è questa: monitoraggio dei progressi e responsabilità condivisa.
Ali spiega che avere sistemi semplici di monitoraggio dei progressi e una forma di responsabilità condivisa, un’amica, una piccola comunità, qualcuno con cui confrontarsi, aiuta moltissimo a sentirsi meno perse.
Perché, alla fine, il punto è proprio questo:
sentirsi supportate nel caos.
sentirsi fiduciose nel caos.
Stiamo navigando la complessità.
Ma possiamo portare chiarezza.
È stato lì che ho capito che era arrivato il momento di tirare fuori una piccola idea che riposava nei miei cassetti da mesi, ma che fino a ora non era ancora abbastanza chiara per prendere forma.
Ho creato un gruppo di responsabilità condivisa e monitoraggio dei progressi con i miei clienti.
In fondo, ogni mese mandavo già loro un messaggino per sapere come stavano e mi facevo mandare qualche foto per entusiasmarmi con loro del lavoro svolto.
Allora mi sono chiesta: perché non fare un passo in più?
Perché non farli sentire visti, supportati e compresi anche dopo il lavoro svolto insieme e anche da altre persone che hanno lo stesso identico sogno? Perché ti posso assicurare che, nei circa 20 progetti agricoli su cui ho lavorato, le visioni profonde, il mondo che queste persone vogliono costruire, si assomigliano tantissimo. E anche le difficoltà.
In fondo, è sempre questo il punto: portare ordine nel caos.
Se anche tu stai cercando un segnale per tornare a credere davvero nei tuoi obiettivi - agricoli o non agricoli - spero che questo possa esserlo.
Ti lascio tre passi semplici:
Scrivi il tuo obiettivo.
Fai un piano per raggiungerlo.
Prima su 3, 5 o 10 anni. Poi spezzettalo e chiediti cosa puoi fare concretamente da domani, nei prossimi 3, 6 e 12 mesi.
Ma non fermarti qui: prova anche a individuare quali potrebbero essere gli ostacoli sul percorso, quelli esterni e quelli interiori.
Cosa potrebbe impedirti di arrivare lì? La mancanza di soldi? La burocrazia? Il perfezionismo? La sindrome dell’impostora? La paura di fallire?
Più riesci a vedere questi ostacoli in anticipo, più puoi pianificare come evitarli o attraversarli senza rimanere bloccata.
Monitora i progressi e parlane con qualcuno.
Amici, famiglia, una comunità, una guida. Perché portare avanti un sogno da sole è molto più difficile. Sentirsi viste, sostenute e responsabilizzate lungo il percorso rende tutto più chiaro e più possibile.
I tuoi sogni hanno il diritto di essere realizzati.
E se stai pensando che, per come sta andando il mondo, non abbia senso sognare perché non abbiamo più nessuna certezza del futuro… hai ragione su una cosa: le certezze non ci sono.
I prezzi aumentano, le decisioni vengono prese da persone lontanissime dalla vita quotidiana di chi lavora, coltiva, cresce figli, prova semplicemente a stare in piedi.
E davanti a tutto questo è facile diventare apatiche, smettere di investire, di formarsi, di credere che valga ancora la pena provarci.
Ma io credo che restare ferme sia il modo più rapido per consegnare la nostra vita a qualcun altro.
Per questo continuo a pensare che sognare, progettare e costruire qualcosa di nostro non sia ingenuità. È resistenza.
Ti auguro tutto il bene del mondo,
Adelaide 🌱
Il diario di un’agroecologa

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