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Il diario di un'agroecologa · May 13, 2026

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Adelaide · Il diario di un'agroecologa

Maggio è arrivato come arriva ogni anno: con un’abbondanza che disorienta.

Noi esseri umani con l’abbondanza abbiamo un rapporto strano. La aspettiamo per mesi, e quando arriva ci preoccupiamo, perché porta caos invece di controllo. Le api invece, quando a maggio esplodono le fioriture, non si fermano a pensarci: si organizzano, fanno spazio, fanno tutto quello che possono con quello che c’è.

Io quest’anno sto provando a fare come loro. A entrare nel fiume e lasciarmi trascinare dalla corrente, invece di voler decidere io dove va l’acqua.

In questo mese tra aprile e maggio ho fatto tantissime cose. Sono stata al lago di Bolsena per un lavoro di monitoraggio della salute del suolo e della biodiversità in un’azienda zootecnica multispecie. Ho fatto un corso di apicoltura rigenerativa al Bosco di Ogigia. Ho fatto due giorni intensi di corso sull’allevamento al pascolo razionale con Mariana Donnola. Sono ripartite le consulenze (a maggio sarò a Firenze da un’azienda che vuole iniziare a fare orticoltura, metà giugno sarò in due aziende vicino a Bologna, e sto iniziando la consulenza con una ragazza di Perugia che ha in progetto di aprire un piccolo vivaio). Va avanti il gruppo di accountability su WhatsApp con le clienti che hanno già fatto il percorso di progettazione con me. E nel mezzo ho finalmente preparato il mio orto (finalmente con terra sciolta per la prima volta in 8 anni).

Insomma: ho talmente tante cose da raccontare che non so da dove partire. E allora ho pensato di chiederlo a te. 👇

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Vota qui sopra. Se sei indecisa, qui sotto ti racconto in due righe cosa intendo con ciascuno di questi argomenti: così scegli più consapevolmente.

🐝 Apicoltura rigenerativa

A fine maggio sono stata al Bosco di Ogigia, a Montepulciano, ospite di Francesca e Filippo. Tre giorni di corso con un gruppo bellissimo - di quelli in cui si crea subito un’affinità che non si spiega - a riflettere su come si tengono le api in modo davvero rispettoso della loro biologia. Cosa significa “rigenerativo” quando si parla di un animale che è già selvatico e che noi cerchiamo di gestire? Cosa cambia, davvero, rispetto all’apicoltura convenzionale anche biologica? Ma soprattutto, cosa possiamo fare noi apicoltori per lavorare nel nostro allevamento per arrivare ad un adattamento all’ambiente e alle malattie?

🌱 Le storie delle aziende che sto seguendo in consulenza

Stanno partendo diverse nuove consulenze. A metà giugno sarò in due aziende vicino a Bologna: una coppia che ha appena comprato un terreno con casa, vuole fare agri-campeggio e ospitalità ma anche capire come organizzare la parte agricola; l’altra famiglia ha qualche ettaro e non vuole vivere di agricoltura, ma vuole fare qualcosa di buono con quella terra, pensiamo a piante officinali. A Firenze invece pianificheremo un orto. E poi c’è la ragazza vicino a Perugia che vuole aprire un vivaio: di quelli che lavorano bene, di cui il mercato avrebbe davvero bisogno e che sono ancora troppo pochi. Se vince questo argomento, ti porto dietro le quinte di come si imposta una progettazione, partendo da contesti davvero diversi.

🥬 Orto biointensivo e no-dig

In 8 anni di orto ho sempre lavorato su terre argilloso-pesanti, dove fare no-dig era impossibile come livello di partenza. Quest’anno per la prima volta ho una terra sciolta, con un pochissimo scheletro, e finalmente sto provando un altro approccio. Ho tolto il telo di occultamento, sono passata con le galline, ho zappettato leggero le zollette che si erano formate. Niente trattore, niente motocoltivatore, perché ho un piccolo orto familiare, non per la vendita. Se vince questo argomento, te lo racconto bene: cosa significa biointensivo, cos’è il no-dig, perché in 8 anni non ci ero arrivata, e cosa sto vedendo adesso che ho cambiato terreno.

🐄 Zootecnia rigenerativa e pascolo razionale

A inizio maggio sono stata al lago di Bolsena, ospite di amici della rete Microfarm che lavorano per Pulicaro: una delle poche aziende italiane di una certa dimensione che fa zootecnia con allevamento al pascolo multispecie. Lì ero per un lavoro di monitoraggio (ne parlo nell’opzione sotto). Ma è stata anche un’immersione in un’azienda che funziona davvero. Poi, pochi giorni fa, ho appena finito due giorni di corso con Mariana Donnola, dell’azienda agricola L’Argentina. Studio pascolo razionale dal 2017, ho già fatto altri due corsi sull’argomento, ma è la prima volta che ho fatto un esercizio concreto su come suddividere le particelle, calcolare i tempi di permanenza, gestire tutte le variabili per progettare un pascolo che rigeneri il suolo invece di compromettere. E aver imparato tutto questo da una donna, in un campo ancora più maschile dell’agricoltura, per me ha avuto un peso che non posso fingere di non sentire.

🤝 Il gruppo di accountability

Da qualche mese ho aperto un gruppo WhatsApp con le clienti che hanno già fatto con me il percorso di progettazione. Ci sentiamo due volte a settimana: il lunedì condividiamo le intenzioni della settimana e gli ostacoli che vediamo arrivare, il venerdì ci raccontiamo cosa è successo davvero — anche con le foto, per celebrare quello che abbiamo fatto. Ci sono anche io dentro, con le mie settimane, perché ho bisogno esattamente delle stesse cose che hanno bisogno loro. Tutti gli agricoltori sanno quanto si lavora in solitudine: spesso non abbiamo accanto a noi qualcuno che capisca davvero cosa stiamo facendo, e quando c’è è anche lui o lei agricoltore, quindi indaffarato. Se vince questo argomento, te lo racconto a fondo: com’è nato, perché funziona, e perché secondo me la solitudine è uno dei problemi più sottovalutati di chi fa questo lavoro.

Ora torno a maggio, che non aspetta.

Aspetto il tuo voto qui sopra 👆 e se ti va, lasciami anche due righe nei commenti per dirmi perché hai scelto quell’argomento. Mi aiuta a capirti meglio, e a scrivere cose che ti servano davvero.

A presto, Adelaide 🐝

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Sono Adelaide Valentini, agronoma, insegnante e contadina. Sogno comunità rurali che rigenerano territori ed ecosistemi. Ecco perché ti aiuto a trasformare il tuo sogno agricolo in realtà. Ne hai bisogno tu, ne ha bisogno il mondo.

Read the original on adelaidevalentini.substack.com

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