Ero stesa all’ombra del mio ombrellone in una spiaggia semideserta di Giardini-Naxos (Sicilia). Stavo leggendo un libro che mi ha dato molti spunti sulla piega che voglio che prenda il mio progetto, ma anche la mia vita in generale. E già pregustavo il cannolo al pistacchio che avrei preso nella gelateria a pochi passi da lì.
In quell’attimo — l’ombra, l’aria di mare, Taormina in lontananza, il mio kindle — mi sono accorta che io, in quella leggerezza, ci stavo proprio bene.
E sai che c’è? Non ci voglio più rinunciare. Né in viaggio, né nella vita che mi aspetta quando torno a casa.
Sono sempre stata ordinata: da piccola sistemavo i miei giocattoli, da adolescente riordinavo la camera prima di studiare, da adulta vivo in un appartamento piccolo ma accogliente proprio perché tutto, dopo essere stato usato, torna al suo posto.
Amo gli spazi ordinati perché quell’ordine dell’ambiente esterno è sempre diventato, di riflesso, ordine e calma dentro di me.
Poi, per caso, ho incontrato il minimalismo. E da allora qualcosa ha fatto clic nella mia testa. Ricordo di aver pensato chiaramente “è così che voglio vivere”: possedere poche cose, solo quelle realmente utili, belle, significative. Niente cianfrusaglie, solo ciò che porta reale valore nella mia vita.
Quando elimini il superfluo (oggetti, impegni, pensieri) ti resta più tempo ed energia per ciò che conta davvero. Ti senti magicamente più leggero.
Per me è stato naturale applicare la stessa filosofia anche ai viaggi.
Hai presente quella sensazione di stress che si prova mentre si fa la valigia? Tutte quelle domande paralizzanti, tipo: “e se piove?”, “se fa più freddo/caldo?”, “se serve un outfit elegante/sportivo?”, se se se…
Per una settimana in Sicilia sono partita con uno zaino. Ho fatto trekking sull’Etna, passeggiato in diverse città e tra i sassi delle spiagge, ho preso il sole e fatto il bagno, ho mangiato in un ristorante elegante, ho beccato la pioggia e anche il sole a picco: ero pronta per tutto.
Uno zaino, stop.
Tempo di preparazione: dieci minuti.
Mi sono goduta ogni occasione, indossando tutti i vestiti che ho portato con me. Due minuti al giorno per decidere cosa indossare, il resto del tempo dedicato a esperienze, scoperte e, ormai l’avrai capito, tanti assaggi (di questo parlerò nel mio prossimo articolo sulla Sicilia).
Il libro che mi ha accompagnata in Sicilia è “L’arte di mettere in ordine la vita” di Irina Potinga, creatrice di Spazio Grigio (blog, canale YouTube e profili social annessi). Non serve che lo racconti nel dettaglio, è già noto a molti, ma voglio citarlo perché è arrivato proprio nel momento giusto, quando sentivo un gran bisogno di ridefinire le priorità nella mia vita.
Grazie a questa lettura ho realizzato che quella leggerezza che provo facendo la valigia deve diventare anche la base del mio quotidiano. Non vorrei provarla solo quando si tratta di scegliere i vestiti da indossare, ma anche quando devo prendere una decisione, sbrigare faccende, lavorare, parlare con le persone… insomma, mentre vivo.
Non voglio più sentirmi in balia del caos e dello stress, allo stremo delle forze. O almeno, vorrei che il burnout diventasse un’eccezione, non la regola.
Con la stessa leggerezza con cui faccio la valigia, pronta a godermi la prossima avventura, vorrei anche svegliarmi al mattino, entusiasta di vivere un altro giorno della mia vita.
E mentre scrivo queste esatte parole, che sono sicuramente semplici, mi vengono i brividi. Perché al giorno d’oggi svegliarsi con entusiasmo non è per niente banale.
Ma è precisamente il mio obiettivo.
Scegliendo la leggerezza, succede che inizi a fare spazio dentro di te. Io sto scegliendo di lasciare fuori, anche solo per cinque minuti al giorno, paure, limiti e pensieri inutili. Un po’ come quando tolgo il secondo vestito elegante dalla valigia, perché so che non mi serve davvero.
E allora, in quello spazio che sembra vuoto, rimane in realtà una cosa molto importante, ovvero la mia voce autentica. Quella che, sotto sotto, mi ha sempre detto cosa voglio davvero.
E quindi eccomi qui, nella parte di questa newsletter in cui prendo sul serio i miei desideri per il futuro, mettendoli nero su bianco (su consiglio del libro).
Credo molto nel potere di questo gesto, perché ne vedo gli effetti concreti ogni giorno.
Il 25 dicembre 2023 scrivevo per la prima volta un desiderio nascosto sotto chili di paure: “Voglio vivere di scrittura online”. Non ci sono neanche lontanamente vicina, ma intanto ho:
seguito un corso di SEO copywriting;
letto e studiato articoli e video tutorial;
seguito webinar gratuiti e a pagamento;
aperto un blog e questa newsletter.
Sono ancora lontana, ma cavolo se ho iniziato a muovermi. Se non avessi scritto quel desiderio, nulla di tutto questo sarebbe reale.
Quindi, ecco la mia dichiarazione di intenti per questo progetto che prende forma, pian piano. Lo scrivo a te che stai leggendo, perché voglio avere coraggio di osare, e magari darne un po’ anche a te, per quel sogno nel cassetto che aspetta solo di essere tirato fuori.
Io voglio dedicare meno tempo ed energie al mio lavoro attuale, e investire queste risorse nel mio progetto online.
Non perché disprezzi il lavoro che faccio (anzi, è quello che mi sostiene), ma perché è solo un mezzo. Non posso realizzare i miei sogni se gli dedico tutte le mie risorse.
Il prossimo grande passo quindi sarà ridurre il mio orario di lavoro o, se necessario, cambiare lavoro. Un passo concreto verso quel sogno scritto più di un anno e mezzo fa.
Qual è invece il tuo sogno nel cassetto? E quali passi, anche piccoli piccoli, farai per realizzarlo?
Se non l’hai già fatto, scrivilo nero su bianco. Se vuoi scriverlo qui sotto (o scrivermelo in privato) ne sarò infinitamente felice ❤️
E poi faccio tanto la dura, ma in fondo mi sto già pentendo di queste eccessive confidenze, quindi non farmi sentire sola dai!
🥨Nel mio ultimo articolo ti racconto il mio tour a Monaco di Baviera, guidata da un’amica che ci vive: troverai tanti consigli da local, spunti gastronomici… e anche una piccola sventura culinaria 🙄
📖 Il libro di Irina Potinga è questo qui: se ti piace leggere di crescita personale, buone abitudini e minimalismo non ti deluderà!
E ora veniamo a due post qui su Substack che ho letto super volentieri, e che consiglio a chiunque stia pensando di cambiare lavoro, studi o percorso in generale.
Non ti ho chiesto niente - Conigli e fragole
In questo periodo di cambiamenti, mi segno le parole di Sara: inizio a fidarmi del mio disorientamento, mentre schivo i consigli non richiesti.
“Non voglio più lavorare!” - La penna avvelenata
Oggi il lavoro deve cambiare paradigmi, oppure dobbiamo cambiare noi il nostro approccio al lavoro. Miriam cerca strade per scendere dalla ruota del criceto, e io la seguo volentieri.
Al prossimo viaggio, con l’acquolina in bocca 😋
Chiara ☀️
Grazie per aver letto fino in fondo. Se ti è piaciuto e vuoi supportarmi, sentiti libero di condividere.
Nessun post

Comments
Nothing yet. Say the first thing.
Sign in to join the conversation.