“Io credo solo in ciò che vedo”.
Me l’hanno detto più di una volta. E ogni volta penso la stessa cosa: che razza di boiata è questa?!
Tralasciamo le argomentazioni spirituali e rimaniamo sul piano scientifico, che mette d’accordo tutti. Non siamo in grado di vedere a occhio nudo microrganismi e onde elettromagnetiche, eppure esistono.
Ma facciamola ancora più semplice. Il profumo che ti invade quando entri in un qualsiasi panificio, lo vedi? Il suono del caffè che sale nella moka? La morbidezza del piumone mentre rifai il letto?
Ecco il punto: abbiamo eletto la vista a senso supremo, come se la realtà fosse fatta solo di immagini. Così, ogni volta che viviamo un momento speciale, ci affrettiamo a fotografarlo — il cappuccino al bar, l’oblò dell’aereo, i fiori sul balcone — come se bastasse un’immagine in galleria per catturare appieno l’esperienza che stiamo vivendo. Del resto odori, suoni, sapori e consistenze non si possono fotografare.
Allora mi chiedo: perché proviamo a catturare tutto solo con gli occhi? Anch’io scatto foto, certo, ma ho un asso nella manica per imprimere davvero un ricordo: scomodare tutti i sensi.
Qual è il ricordo più vivido che ti viene in mente, proprio ora? E perché è proprio tua nonna che cucina qualcosa di buono?
Aspetta, quello è il mio di ricordo.
Nonna Liliana, intenta a mescolare un grande pentolone di ragù che “pipa” piano dalla mattina presto. La porta della cucina è sempre aperta, così il profumo invade la casa, scende giù per le scale, fino alla porta d’ingresso. Sul tavolo, gli gnocchi infarinati aspettano solo di tuffarsi nell’acqua salata che bolle, uno per volta, tra un pluf e l’altro, facendo attenzione a non scottarsi le mani. Io osservo nonna rapita, mentre riempie il piatto con la sua tecnica speciale: uno strato di ragù, uno di gnocchi, poi ancora ragù e, infine, una montagna di Parmigiano grattugiato.
Quando finalmente il piatto è davanti a me, affondo la forchetta negli gnocchi morbidi e bollenti, tutti arancioni di sugo, e me li gusto un boccone dopo l’altro. Nessuno fa il ragù buono come quello di nonna.
Mi sento accolta, coccolata e profondamente felice.
Visto? I ricordi migliori non sono fatti solo di immagini in sequenza.
Se chiudi gli occhi e pensi a un momento speciale, sentirai un profumo, una voce, una consistenza, un sapore. O più probabilmente tutto questo insieme.
Come dicevo, il mio asso nella manica per ricordare davvero i momenti speciali è attivare tutti i sensi. Come facevo da piccola quando mangiavo da nonna.
Per questo, ogni viaggio che faccio diventa un viaggio gastronomico, e lo ricordo nei minimi dettagli.
Ti faccio qualche esempio, raccontandoti i luoghi che ho visitato di recente, come se fossimo seduti a tavola. Non ti mostrerò foto e video, eppure ti sentirai catapultato lì, insieme a me. O quantomeno ti verrà un po’ di fame.
☕Per colazione ti porto a Vienna, la città dal fascino imperiale, con tanto di carrozze in stile Cenerentola. Tra le sedie in velluto e i lampadari di cristallo di un caffè storico, sorseggiamo un caffè con panna in tutta calma. Gustiamo una fetta di Sacher, strato dopo strato – glassa, pan di spagna, marmellata – e ci lasciamo trasportare dai suoi sapori avvolgenti, senza fretta.
🏞️Con il giusto relax addosso, ci rinfreschiamo le idee lungo la costa selvaggia del Montenegro, dove i promontori si tuffano direttamente in acqua. Pranziamo in un ristorantino lungomare a Herceg Novi, qui il pesce è freschissimo! Mare davanti agli occhi, mare nel piatto. Con un calice fruttato di Tamjanika, brindiamo alla bellezza di questi monti verdi a picco nell’acqua cristallina.
🌋Per merenda, andiamo sull’Etna, in Sicilia. Prendiamo un arancino al ragù d’asporto, ancora fumante, come questo vulcano. Arrivati sul bordo di un cratere, immersi in un paesaggio di sabbia nera, affondiamo i denti nella panatura croccante e un po’ unta di questa pallotta di riso, e poi nel suo cuore di ragù, morbido e bollente. L’arancino più scenografico di sempre.
🍷Cena alla francese: siamo a Quinson, borgo provenzale tutto di pietra. Ci sediamo in un ristorantino tranquillo, ai piedi dei monti del Verdon. Un calice di rosé, frizzantino e floreale, accompagna il camembert al forno con un filo di miele, servito su crostoni di pane. La perfezione di questo momento sta nella leggerezza. Sapori semplici, profumo di fiori dai campi ai calici, luoghi poco frequentati. Non serve altro per godersi una cena.
🍺Per chiudere la serata, ti porto a Marienplatz, a Monaco di Baviera. Il Municipio Nuovo, così severo con le sue guglie, si ammorbidisce di sera, quando viene immerso da una luce calda, color ocra. Passeggiamo qui attorno, ascoltando rapiti le melodie degli artisti di strada. Ti va un boccale di birra, per brindare a tutta questa bellezza?
La prossima volta che vivi un momento speciale, che sia in viaggio o nel comfort di casa, fai questa prova: oltre alla vista, presta attenzione a udito, tatto, olfatto e gusto. Solo così quelle foto in galleria avranno un senso. Anzi, ne avranno cinque.
Io ne voglio altri mille di ricordi così. Voglio che una fotografia risvegli in me tutto un contesto, fatto di suoni e consistenze, odori e sapori. È questo che intendo quando dico di voler assaporare ogni attimo. È questo a cui penso quando dico che ho fame di mondo.
Quindi, di cosa sa quella foto speciale che hai in galleria?
🎥 Il mio ultimo video sul viaggio in moto in Provenza. L’ho pensato come un completamento della lettura dell’articolo, per tradurre in immagini le esperienze e i piatti che ho amato di più 💜
📖 Tutto il blu del cielo - Mélissa Da Costa
Un libro che parla proprio del tema centrale di questa newsletter: la sottile arte di imprimere i ricordi, assaporando il presente. Émile, il giovane protagonista affetto da Alzheimer precoce, impara ad amare ogni attimo che gli resta, guidato dalla sua compagna di viaggio e di avventure Joanne. Si parla di viaggio, di amore, di attimi di bellezza nell’ordinario… e anche di morte. L’ho trovato delicato e travolgente insieme.
✉️Un tubetto di patè di salmone - Adriana Sna
Questo pezzo, così semplice e intimo (eppure potente) parla dell’effetto Madeleine di Proust, hai presente? Si verifica quando qualcosa — che sia un oggetto, un suono, un profumo e così via — è in grado di risvegliare ricordi in modo vivido, come se il tuo corpo e la tua mente fossero improvvisamente catapultati nel passato. Ecco, è esattamente quello che mi succede di fronte a un piatto di gnocchi al ragù. E a quanto pare è quello che è successo ad Adriana con un patè di salmone.
Al prossimo viaggio, con l’acquolina in bocca 😋
Chiara ☀️
Grazie per aver letto fino in fondo. Se ti è piaciuto e vuoi supportarmi, sentiti libero di condividere.
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