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Acquolina in Viaggio · Jul 14, 2025

Il diritto di guardare il tramonto

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Chiara Forlani · Acquolina in Viaggio

Da quando sono piccola tengo un diario in cui scrivo i miei pensieri, per metterli in ordine e capirci qualcosa.
Questo è un estratto che risale a un anno fa, prima del blog e di questa newsletter. Lo spirito, però, era sempre lo stesso.
Scrivevo così:

Sento le persone parlare di quanto sia importante sto maledetto lavoro e io invece penso a quanto sia importante non perdermi il tramonto questa sera.

Tralasciamo per un attimo che lo so, sembro un'hipster che passa il suo tempo ad ascoltare i suoni della natura o cose simili, e lo so (parte due), il lavoro ha ovviamente importanza.
Vorrei soffermarmi invece sulla questione dei tramonti.

L’alba non è per tutti. È faticosa, va bene per chi si sveglia alle 5:00, medita, beve acqua e limone e fa journaling.

I tramonti invece arrivano la sera presto in questa parte di mondo, quando siamo tutti svegli. Sono gratis, in termini di impegno, nemmeno la fatica di mettere la sveglia a un orario indecente. Sono lo spettacolo che la natura mette in scena ogni giorno davanti ai nostri occhi — pure se siamo a Piombino Dese e non per forza a Tenerife — mentre siamo impegnati a fare altro.

E non sono infiniti.

Ognuno di noi ne vedrà un tot nella vita (speriamo tantissimi ancora e facciamo le corna).
Quindi ecco, secondo me meritano la nostra attenzione, almeno alla pari delle email e delle notifiche, ma direi anche di più.

Vorrei prendermi il merito di queste perle di saggezza, ma non sono così illuminata. Quindi ci tengo a citare la prima persona in assoluto che mi ha messo in testa queste idee: Lucrezia. Chissà, magari gliela giro questa newsletter.

Ci trovavamo insieme nel bel mezzo dell'entroterra della Tanzania, probabilmente a contemplare un tramonto pazzesco in mezzo alla savana.
Ad un certo punto lei se ne esce con un concetto simile a questo:

Quando lavoro, vorrei prendermi cinque minuti di pausa per guardare il tramonto. I miei colleghi lo fanno per prendere il caffè o per fumare, quindi perché non dovrei fare la stessa cosa, ma per il tramonto? Dovrebbe essere un diritto di tutti.

Cavolo, concetto potente.

Dovremmo tutti avere il diritto di guardare il tramonto.

Io dico che chi ha il privilegio di averlo accessibile tutti i giorni (banalmente perché non lavora in miniera o non ha attorno condomini che lo coprono), ne ha quasi il dovere. Un diritto/dovere da persona centrata, che apprezza una cosa piccola, ma potentissima.

Quando inizi a prenderti cinque minuti per apprezzare il tramonto, succedono cose interessanti.
Ad esempio, i tuoi colleghi lo notano, si incuriosiscono, e il giorno dopo uno o due ti fanno compagnia.
Nella mia testa è una cosa da niente, ma in effetti il risultato è notevole. Per qualche minuto apprezzi perfino di essere lì, a lavorare. E il tuo collega, che magari non ti sta neanche troppo simpatico, diventa complice di una micro avventura.

Anche in viaggio le cose cambiano.
Da quando ho in testa questo pallino, succede che quando sono in un posto nuovo e il sole inizia a calare, se riesco mi siedo da qualche parte e mi godo lo spettacolo. E quel momento lì si stampa nella mia testa meglio di qualsiasi foto da cartolina.

Ricordo due tramonti in particolare, di un viaggio faticosissimo ma stupendo dell'anno scorso.
Io e il mio ragazzo eravamo in moto nei Balcani, tra le coste super ventose della Croazia e i monti selvaggi del Montenegro. I due tramonti che sto per raccontarvi hanno segnato l'inizio e la fine del tour, come un cerchio che si chiude tra due incantevoli città croate.

Qui ci trovavamo a Zara, affaticati dai tanti chilometri percorsi dopo i primi due giorni di viaggio, ma molto emozionati di essere lì, insieme.
Ricordo che verso sera tantissimi turisti andavano verso il lungomare, un vero e proprio fiume umano in piena.
Ci abbiamo messo poco a capire il motivo di tanto fermento.
Alla fine della passeggiata, dalle scalinate del famoso Organo Marino, si godeva di una visuale spettacolare sul tramonto. Una palla infuocata che scendeva verso il mare, andando a nascondersi dietro al profilo nitido delle montagne. Tutto questo con il suono ipnotico dell'organo, più acuto o più grave in base al movimento delle onde.

Ricordo perfettamente la sensazione di immersione totale in quel film che stavo vivendo. Uno spettacolo incredibile davanti a tutti noi turisti, seduti tutti vicini, tutti emozionati, a guardarci come a dire "ma lo vedi anche tu?".
Un branco di sconosciuti che per un attimo hanno condiviso la meraviglia.

Esperienza turistica?
Forse.
Ma cavolo, ne è valsa la pena.

A Makarska invece, il mio umore era nero, come i nuvoloni in cielo.
Avevo una fame da lupi. E quando ho fame, divento bisbetica, per usare un termine consono a questo spazio.
A peggiorare il mio umore c'era anche la necessità di andare al supermercato prima che chiudesse, anziché fiondarci subito al ristorante a riempirci la pancia. Devo aver inutilmente protestato come una bambina, come faccio quando ho fame, per poi recarmi comunque a fare la spesa.

Quando siamo usciti dal supermercato, il sole stava calando, ed era quasi buio. Abbiamo fatto controvoglia qualche passo in più verso il mare, "sia mai che almeno il tramonto lo becchiamo prima di cena".

Beccato.

Il tramonto più bello che abbia mai visto, non sto scherzando.
Le nuvole erano blu e poi viola, rosse e arancioni man mano che si avvicinavano al sole. In lontananza la pioggia creava una cascata luminosa tra il cielo e l'acqua, mentre il sole, come a Zara, scendeva a nascondersi tra i monti scuri e il mare.
Uno spettacolo incredibile, che mi sarei persa se fossi stata seduta al ristorante.

Ogni tanto, cambiare strada regala scorci migliori. E questo vale per i viaggi, per i tramonti, e forse per la vita in generale.

Comunque, quel viaggio non mi ha regalato solo tramonti stupendi. Se chiudo gli occhi compaiono come flash immagini e sapori.

Acque cristalline al profumo di pesce alla griglia, brodini fumanti di carne e verdure tra montagne brulle, e poi laghi, spiagge di sassi, paesaggi lunari, un dolce con strati di crema fin troppo sostanziosi…
Insomma, i Balcani hanno il carattere di chi è molto generoso e non ha bisogno di impressionare: porzioni abbondanti, piatti semplici e gustosi, natura che toglie il fiato anche senza filtri.

Se ti incuriosisce, ci ho scritto due articoli e fatto anche il mio primo e umilissimo video su YouTube. Ti lascio tutto qui sotto:

📖Viaggio in Montenegro: natura e sapori di una terra autentica

📖Croazia e Montenegro in moto: chicche di viaggio e di gusto

🎥Croazia e Montenegro in moto - natura che toglie il fiato

Ecco la mia call to action per te: ricordati di guardare il tramonto stasera!

Al prossimo viaggio, con l'acquolina in bocca 😋
Chiara ☀️

Grazie per aver letto fino in fondo. Se ti è piaciuto e vuoi supportarmi, sentiti libero di condividere.

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Read the original on acquolinainviaggio.substack.com

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