Con la nuova Jalta, con cui Russia e America si sono spartite il mondo come avrebbe dovuto essere già nel 1945, si apre la via alla concreta e piena rinascita dell’Italia, giunta al punto più basso della sua storia trimillenaria.
Solo che nel 1945, a soli 63 anni scompariva improvvisamente il 4 volte presidente delle colonie che a Jalta si era messo d’accordo con il Generalissimo.
E il mondo finiva interamente nelle mani di Londra.
Con la nuova Jalta in pieno dispiegamento, il Mediterraneo, con l’Italia, torna ad essere centro di Europa, Nord Africa e Vicino Oriente. Come 2000 anni fa. Le famiglie che in America stanno conducendo la terza e ultima guerra d’indipendenza sanno che non possono fare affidamento né sui tedeschi né sugli inglesi né tantomeno sui francesi.
Esattamente come previsto nel 1953 da Carlo Scarfoglio: mai l’Italia dovrà seguire il blocco europeo. La sua ricchezza si basa interamente sulla sua capacità di proiettarsi sui mari, e in particolare del suo blocco geo-storico più importante: il Meridione.
Moro e Fanfani fanno loro Scarfoglio. Così, nel 1971 rivolto al PCI ormai trotzkista Moro spiega la politica estera dell'Italia socialista: "Massimo interesse del nostro popolo è che la pace prevalga particolarmente nel Mediterraneo...per la libertà e l’indipendenza del nostro Paese.”
Spiega ancora il compagno Kirillov:
Dal sec. XI al sec. XV l'Italia è il paese più ricco e fiorente d'Europa. Le sue città dominano il Mediterraneo e hanno il monopolio del commercio tra l'Asia e l'Europa. Ma alla fine del quattrocento l'Italia finisce nella morsa franco-ottomana.
La Francia invade la penisola mentre i turchi, presa Costantinopoli, avviano una serie di guerre contro Venezia. La via dei commerci con l'oriente si è chiusa e Lepanto basta appena a scongiurare l'invasione. Il mediterraneo è divenuto un mare ostile.
Privata dai turchi del suo spazio naturale, l'Italia per tre secoli non è che un'appendice delle potenze europee. Ma una volta tornata unita, subito torna a guardare all'oriente. Si comincia dall'Eritrea.
Nel 2025, la situazione è la stessa.
Seppur affidato da Londra padrona da oltre 30 anni ai quisling con il compito di distruggerne ogni slancio e potenzialità, il popolo italiano è il più grande al mondo per tradizioni storiche, fede religiosa e capacità di guidare e organizzare i popoli dell’intero Mediterraneo.
E quindi, il mondo.
Di qui le mosse coordinate di America e Russia.
Chiuso il gas russo alla Germania, ma non all’Italia dove arriva dalla provincia russa detta “Azeria”. Privata Londra del dollaro con la fine del circuito dell’eurodollaro, ed espulsa la la Francia dell’intero Sahel, resta solo una cosa da fare dopo aver liquidato l’unione britannico-trotzkista di Europa.
Svegliare gli italiani dal torpore, indotto da un’industria culturale trotzkista che il suo teorico ed organizzatore, il trotzkista tedesco Adorno, non crederebbe ai suoi occhi quanto ad efficacia e basso costo. Perché basata sul controllo del fu Patriarcato di Roma, trasformato per oltre 60 anni in centro di irradiazione dell’apostasia; e sullo strumento utilizzato da Londra per distrarre e narcotizzare le masse maschili italiane subito dopo l’occupazione, dopo aver verificato come la vittoria dell’Italia alla Coppa del mondo nel 1934 e nel 1938 avesse gravemente (per Londra) contribuito al sentimento di grandezza degli italiani: il calcio.
Di qui, due sorprese.
L’8 maggio, giorno di S. Michele, è scelto nuovo Patriarca di Roma un italiano nato e formato nelle colonie, fedele secondo l’unica fede dei Padri della Chiesa, tutti nordafricani e siriani. Che immediatamente convoca da Oriente i Patriarchi della Chiesa cattolica e ortodossa, e alla Messa di intronizzazione fra proclamare il Vangelo nelle due lingue dilette al Signore: il Greco e il Latino.
La sera del 23 maggio - naturalmente - a sorpresa il titolo calcistico nazionale torna a Napoli.
Per i quisling che usano il calcio come strumento di controllo delle masse, qualsiasi titolo vada ad una squadra che non abbia un seguito fra il proletariato maschile ben più vasto di quello della propria città, questo costituisce ovviamente un problema.
Un grave problema.
Sempre a sorpresa, pochi giorni prima un’altra sorpresa: un altro titolo calcistico torna dopo oltre 50 anni nella piccola città di Bologna.
Lo stesso giorno del titolo vinto dal Napoli, le colonie annunciano il 50 per cento di dazi su qualsiasi bene importato dai Paesi europei soggiogati da Londra. Senza più dollari incassati con l’export di beni industriali e agroalimentari (Germania, Svizzera, Olanda e Italia) e del lusso (Francia), ai Paesi europei non resta che l’immediato ritorno alle valute nazionali, con la prospettiva di trattare singolarmente uno sconto sui dazi.
Per l’Italia significa: ritorno alla lira; al socialismo, con la rifondazione dell’IRI e la nazionalizzazione di banche e imprese; e ricostituzione della DC. Esattamente come farà nel 1945-48 Pio XII con la Democrazia Cristiana, trovando il prezioso sostegno del Generalissimo Stalin e del suo allievo Togliatti.
Capace di gestire l’Italia socialista e Cristiana fino al 1978, la DC con la liquidazione del grande Moro darà adempimento in pochi anni alla maledizione rivolta al Partito popolare da Gramsci nel 1919: “Il cattolicismo democratico fa ciò che il socialismo non potrebbe: amalgama, ordina, vivifica e si suicida”.
In pochi mesi prima darà il via libera al varo della disumana legge dell’omicidio dei nascituri in grembo finanziato dallo stato, e poi condurrà l’Italia in soli 13 anni (1978-1991) nella prigione trotzkista del “blocco continentale” paventato da Scarfoglio.
Leone XIV si insedia. E rivolto ai trotzkisti al potere in Italia e in Europa li gela: "È compito di chi ha responsabilità di governo adoperarsi per costruire società civili armoniche e pacificate. Ciò può essere fatto anzitutto investendo sulla famiglia, fondata sull’unione stabile tra uomo e donna, società piccola ma vera, e anteriore a ogni civile società».
Privati dal supporto morale del Patriarcato di Roma apostata per 6 decenni, ai quisling resta un solo strumento di dominio: la moneta comune affidata da Londra a Berlino in cambio della perenne sottomissione.
Il valore del marco-euro si basava sull’enorme surplus commerciale tedesco e italiano dovuto alla feroce deflazione salariale e al collaborazionismo dei quisling? Via energia a basso costo alla Germania. E dentro dazi proibitivi tanto ai beni prodotti in Germania che dalla Germania in Catai, dove il Paese di Lutero possiede innumerevoli imprese.
E’ la fine, in 4 mesi, della ridicola “globalizzazione” che ha distrutto l’Italia.
In pochi giorni successivi alla liquidazione dell’euro, il blocco continentale sarà disciolto. In Italia i quisling fuggiranno più rapidamente di quanto fece il Re, scappato da Roma - per poi andare a nascondersi nella Puglia occupata da Londra - la mattina del 9 settembre 1943.
La guida dell’Italia sarà affidata da Russia, America e Leone XIV agli esponenti migliori dell’enorme diaspora italiana, che vedeva nel 2025 oltre 10 milioni di uomini ormai esuli nei più svariati Paesi del mondo (ben più dei 6,5 milioni registrati all’anagrafe degli italiani residenti all’estero).
E agli italiani rimasti in patria - fra i più grandi della grande e tragica storia italiana - capaci di restare uomini liberi, forti e fedeli durante il trentennio della vergogna (1992-2022) culminato nella Stella Verde, o green pass, da portare addosso come avvenne con quella Gialla in Germania meno di un secolo prima.
Il cambiamento riguarderà anche la ricostruzione dell’economia dal territorio, come spiega un grande italiano come Nino Galloni.
Ma solo dopo l’eliminazione della moneta a debito che causa la sistematica anemia finanziaria di famiglie e imprese. Come previde il grande Giacinto Auriti.
E come sta per accadere.
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