Con la II guerra civile russa deflagrata in combattimenti nel 2022, ma in pieno corso dal 1992 con la liquidazione trotzkista dell’URSS ad opera del PCUS trotzkista, la Russia inizia a vendere le sue immense risorse in pura moneta-merde.
Secondo l’insegnamento del PCUS trotzkista, infatti, i russi hanno depositato in Svizzera i dollari e i nuovi reichsmark accumulati con la vendita di petrolio, gas, carbone, oro, metalli, grano e ogni genere di materie prima alle nazioni europee, alle colonie d’oltremare di Londra, e al Catai.
La stampa svizzera scrive che si tratterebbe di 7,4 miliardi di dollari. Ma chi può dire se non chi lo sappia veramente che non si tratti di molte centinaia di miliardi?
E’ dunque semplice per le colonie di Londra e per l’Agentur di Londra costituita a Brussels pochi anni dopo la fine della II Guerra mondiale, sequestrare la valuta straniera accumulata dalla Russia in Svizzera. E vietare l’uso del dollaro e del nuovo reichsmark per l’acquisto delle merci russe.
A quel punto, la Russia per sopravvivere non ha alternative: deve accettare pagamenti nelle valute nazionali dei vari Paesi: pura moneta-merde che non vogliono nemmeno le stesse nazioni che le fanno creare dal nulla alla “banca centrale”.
Si inizia dalla popolosa India. Pochi mesi dopo, preso atto che nessun padrone indiano vuol vendere nulla di ciò che l’India esporta all’estero (cemento, farmaci, prodotti chimici, prodotti agricoli, e acciaio) in rupie, la Russia decide di avviare l’acquisto diretto di tutte le aziende indiane di valore usando le rupie accumulate.
Se l’India vuole ancora petrolio e gas della Russia, deve accettare.
E infatti accetta: i russi iniziano a comperarsi interi segmenti dell’industria indiana.
Quindi, tocca al Catai iniziare a pagare con la valuta nazionale il petrolio, il gas, il titanio e l’alluminio russi. Stessa regola: se il Catai li vuole, deve accettare che parte delle sue formidabili aziende siano comperati (“partecipazioni”) dalla Russia in yuan accumulati con la vendita di gas, petrolio, metalli e cereali.
E infatti il Catai accetta. E inizia a vendere partecipazione in grandi aziende interamente cinesi costruite copiando la tecnologia europea e delle colonie nei 50 anni succedutisi all’accordo Mao-Kissinger del 1971 che porterà alla liquidazione dell’URSS.
Ma se il Catai può usare lo yuan per comprare gas, petrolio, cereali e metalli dalla Russia in quantità illimitate, ciò significa che non ha più bisogno della moneta-merde par excellence: il nuovo reichsmark di Berlino e Parigi accumulato esportando nell’Europa deindustrializzata ogni sorta di beni.
La nuova Yalta può essere varata: il Catai si libera dei “titoli” delle colonie che è stata costretta a comprare in osservanza dell’accordo Mao-Kissinger del 1972, ed usa i dollari-merde per comprare oro e argento con cui dovrà sostenere il valore del nuovo yuan aureo e argenteo; le colonie liquidano il dollaro emesso da Londra dal 1913 (quanto Londra vi crea la sua solita “banca centrale”) con cui la loro economia è stata distrutta e la loro nazione trotzkizzata, sostituendolo con una moneta stabile (“stablecoin”) che non inflazioni come la moneta-merde; e la Russia può finalmente smettere di accumulare in Svizzera dollari e reichsmark come fatto senza sosta dal 1917, potendo disporre di quantità pressoché illimitate di yuan, rupie, e nuove stablecoin delle colonie.
Esattamente come il dollaro suo padre, il nuovo reichsmark detto “euro” non serve più: colonie, Catai e Russia possono liquidare entrambi. Dagli inglesi (e dagli altri popoli europei fedeli servitori di Londra) hanno rispettivamente subito: la distruzione di Washington nel 1814 e la completa trotzkizzazione ad opera diretta di Trotzkij, Freud e Wiesengrund (“Adorno”); la colonizzazione e la riduzione in schiavitù con le infami guerre dell’oppio; innumerevoli invasioni fino al finanziamento e al coordinamento del colpo di stato del 1917.
In breve, Catai, Russia e colonie liquidano la moneta-merde creata dagli odiati europei e aprono al mondo i tempi nuovi.
Alla Persia, tornata ad essere la grande potenza militare che era ai tempi di Cesare Augusto, è affidata la liquidazione del controllo di Londra sull’intero Medio Oriente. Che puntualmente avviene 4 anni dopo l’avvio della II guerra civile russa.
La distruzione dei terminal del gas e degli impianti di caricamento del petrolio, e la chiusura selettiva dello stretto di Hormuz servono tanto a tagliare il flusso di gas e petrolio (e carburanti) diretti in Europa, che ad azzerare gli investimenti dei petrodollari in Europa con cui Londra aveva replicato l’accordo Mao-Kissinger del 1971.
Calcio, immobili, partecipazioni in innumerevoli società, mass media ed industrie: i petrodollari delle monarchie dei Paesi del Golfo Persico come quelli della Libia finivano per oltre metà spesi in Europa.
Niente più petrodollari, niente più investimenti. Messi in crisi finanziaria dalla guerra e dal blocco delle esportazioni, dal Qatar agli Emirati e all’Arabia costretti a ricorrere ai camion, i Paesi arabi del Golfo persico non possono continuare a sperperare petrodollari nel ridicolo calcio o nell’altrettanto ridicolo mercato immobiliare europeo. Continuare a farlo significherebbe dover ricorrere al tesoro accumulato in 60 anni di estrazione degli inesauribili quanto insostituibile petrolio del Medio Oriente.
Insostituibile perché a differenza del petrolio-cagata estratto in Nord o Sudamerica, il trasparente e leggero petrolio del Medio Oriente è necessario per rendere raffinabile il petrolio nord- o sudamericano.
In nessun modo, creare dal nulla il dollaro ed emetterlo a debito senza alcuna copertura aurea come avviene dal 1971 è per le povere colonie un “privilegio esorbitante” . Al contrario, è causa di deindustrializzazione, azzeramento del valore della moneta, disoccupazione, e abbrutimento trotzkista della popolazione.
Un grammo di oro oggi costa 150 $. Nel 1971 ne bastavano 1,2.
Ovvero, la moneta è divenuta merde. La solita idiozia “keynesiana” vorrebbe che “l’oro non si mangia”
Infatti, nelle povere colonie una libbra di carne di allevamento tritata ormai costa ormai fra i 6,5$ e i 9$. Ma qelli che cerchino della carne sana da mucche, vitelli e manzi allevati al solo pascolo o da allevamenti biologici, di dollari devono spenderne ben oltre 15: per meno di mezzo chilo di carne.
In un Paese fatto di sconfinate praterie dove un tempo pascolavano milioni di splendidi esemplari di bovini.
La fine della moneta-merde è una necessità congiunta di Catai, colonie, e Russia. Che per questo hanno varato la nuova Yalta.
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