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Webeconomia.it - Newsletter · Apr 20, 2026

Bitcoin testa i 75.000$, Kraken verso l'IPO, Ethereum rimbalza - Crypto News Settimana W16 2026

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La terza settimana di aprile si chiude e il mercato crypto sembra voler invertire la rotta dopo mesi complicati. Bitcoin oscilla intorno ai 75.000 dollari, un livello che non si vedeva con questa stabilità da inizio febbraio, e per la prima volta nel 2026, il rimbalzo ha un sapore diverso.

Le riserve di BTC sugli exchange sono precipitate ai minimi da sette anni: appena 2,21 milioni di BTC, il 5,88% dell’offerta circolante. Nel frattempo, le whale con oltre 1.000 BTC nel portafoglio hanno rastrellato 270.000 Bitcoin in trenta giorni. È il dato di accumulo più alto dal 2013. Qualcuno compra con decisione, e non lo fa sotto i riflettori.

La capitalizzazione complessiva del mercato crypto è risalita a 2,52 trilioni di dollari, con la dominance di Bitcoin ferma al 59,3%. Ethereum, da parte sua, ha dato segnali che non si vedevano da mesi: attività on-chain schizzata del 41% su base settimanale, 3,6 milioni di transazioni giornaliere, prezzo tornato sopra i 2.300 dollari.

Il fronte istituzionale? Morgan Stanley ha lanciato MSBT, il primo ETF spot su Bitcoin emesso da una grande banca americana, raccogliendo oltre 100 milioni di dollari nelle prime settiman. BlackRock non rallenta: il suo iShares Bitcoin Trust ha incassato oltre 500 milioni di dollari in appena due giorni, portando le masse gestite complessive sopra i 59 miliardi.

E poi c’è Kraken: l’exchange ha confermato il deposito confidenziale della domanda di IPO presso la SEC, con una valutazione di 13,3 miliardi di dollari. Un segnale forte: l’industria crypto scommette sulla prossima fase di crescita nonostante l’incertezza.

Andiamo a vedere allora, in questo post riepilogativo, quali sono state le notizie più importanti del settore.

  • Crypto Market Recap

  • Analisi tecnica Bitcoin

  • ETF Spot Bitcoin: Morgan Stanley debutta, BlackRock domina

  • Kraken: il secondo grande CEX americano verso Wall Street

  • Ethereum si risveglia: attività on-chain +41% e ETH sovraperforma BTC

Andiamo a vedere come si sta muovendo il mercato in questa settimana.

Chi scommetteva al ribasso questa settimana ha pagato un conto salato. Il mercato dei derivati ha vissuto giorni di volatilità intensa, e le liquidazioni hanno colpito in modo schiacciante le posizioni short.

Il 14 aprile è stato il primo grande scossone. Bitcoin ha messo a segno un rally del 5,7% in ventiquattr’ore, alimentato dalle notizie su un potenziale accordo USA-Iran e dall’acquisto da 1 miliardo di dollari da parte di Strategy.

In quella singola sessione, stando ai dati CoinGlass, sono stati liquidati 541 milioni di dollari in posizioni in leva. Le short hanno rappresentato l’81% delle perdite totali: 440 milioni di dollari andati in fumo.

Ma il vero colpo è arrivato il 17 aprile: BTC ha sfondato quota 78.000 dollari e ha innescato una cascata di liquidazioni per 815,42 milioni complessivi, di cui 661,93 milioni su posizioni short. Una giornata brutale per chi era dalla parte sbagliata del trade.

Il mercato crypto vale oggi 2,52 trilioni di dollari. In termini giornalieri si registra una lieve contrazione dell’1,09%, ma se allarghi lo sguardo il contesto è di recupero rispetto ai minimi toccati a inizio aprile sotto i 2,30 trilioni.

La dominance di Bitcoin è salita al 59,32%, in crescita dello 0,3% su base settimanale e ai massimi dell’ultimo trimestre.

Ethereum occupa il 10,99% della capitalizzazione totale con 276,94 miliardi di dollari. Tether consolida la terza posizione a 187,12 miliardi, seguita da XRP con 87,18 miliardi e BNB con 83,8 miliardi.

Il comparto DeFi ha generato un volume di 12,72 miliardi (10,89% del totale), sostanzialmente stabile rispetto alla settimana precedente.

Il Total Value Locked si attesata intorno ai 94 miliardi di dollari. Dato da tenere a mente: il volume delle stablecoin rappresenta il 129,86% del volume totale del mercato.

Le performance della sono state tutt’altro che uniformi. Alcuni token hanno cavalcato catalyst specifici, altri hanno subito eventi avversi senza appello.

Tra le migliori della settimana spicca DeXe (DEXE), che ha messo a segno un impressionante +60% alimentato dalla crescita dei volumi e dall’interesse per la governance decentralizzata.

Venice (VVV) ha brillato nel segmento AI/crypto. XRP ha consolidato il suo momento positivo con un +6,37%, sostenuto dalla chiarezza regolatoria crescente e dalla forza relativa rispetto al mercato.

Bene anche Ethena (ENA) che fa un +25%, poi Aptos, Stellar, Arbitrum tutte con rialzi tra il 12 ed il 15%.

Tra le peggiori della settimana troviamo , Aave (AAVE) è stato il peggior performer con un -13,69% settimanale, aggravato il 19 aprile da un crollo superiore al 20% dopo l’exploit di KelpDAO che ha colpito i vault rsETH, provocando vendite massicce da parte delle whale per oltre 6 milioni di dollari.

LayerZero (ZRO) ha perso il 12,31%. Monad (MON) ha ceduto il 10,91%. Tra le large cap, Solana (SOL) ha chiuso a -3,06% a 84,78 dollari.

Male anche le privacy coin come DASH e Zcash.

Andiamo a vedere come si sta muovendo il prezzo di BTC rispetto al dollaro.

Bitcoin archivia la settimana a 75.255 dollari, con un recupero del 19% dai minimi del 2026 a 62.872 dollari toccati a fine febbraio.

Il prezzo si trova in una zona tecnica delicata: la resistenza immediata tra 75.000 e 75.500 dollari coincide con la media mobile a 100 giorni, un livello importante perché può decidere tra la prosecuzione del rialzo e un possibile rigetto.

Siamo ancora sopra la media mobile a 50 periodi che è orientata al rialzo come quelle di brevissimo periodo. Questa struttura ascendente è tipica delle fasi in cui un trend ribassista si sta invertendo. Ma attenzione: le medie a lungo termine, EMA 100 e EMA 200, restano sopra il prezzo. Se si tratta di recupero siamo proprio in fase iniziale.

I livelli da monitorare? Supporto immediato tra 70.000 e 70.500 dollari. Sotto, supporto a 68.900 dollari. E sul lungo periodo sempre attenzione all’area 62.000-65.000 dollari.

Se BTC chiude la settimana sopra 75.500, il target naturale diventa 80.000-80.600 dollari, la base del precedente breakout. In caso contrario, la perdita dei 70.000 riaprirebbe la discesa verso i 62.000-65.000.

Gli ETF spot su Bitcoin negli USA hanno registrato afflussi netti settimanali di +332,46 milioni di dollari nella settimana terminata il 16 aprile.

Un ritmo è rallentato rispetto ai +786,31 milioni della settimana precedente, ma il dato resta positivo e conferma una tendenza di afflussi costanti ad aprile. Il flusso netto cumulativo dall’approvazione degli ETF ha raggiunto i 57,08 miliardi di dollari.

Come vediamo dai dati di SoSovalue:

La sessione del 15 aprile è stata una delle migliori delle ultime sei settimane: 411,5 milioni di dollari di afflussi netti in un solo giorno. BlackRock IBIT ha fatto la parte del leone con 291,9 milioni, seguiti da 284 milioni il 17 aprile e 213,8 milioni il 14.

Le masse gestite di IBIT superano ormai i 59,31 miliardi di dollari, circa il 49% dell’intero segmento ETF Bitcoin. Una posizione dominante che nessun concorrente riesce a scalfire. L’unico giorno negativo è stato il 13 aprile, con deflussi per 325,8 milioni guidati da Fidelity FBTC (229 milioni) e ARK ARKB (63 milioni).

Ottimi i dati del 17 Aprile in chiusura di settimana a +663 milioni.

La notizia della settimana, però, è il debutto di Morgan Stanley. L’8 aprile la banca ha lanciato MSBT, primo ETF spot su Bitcoin emesso sotto il marchio di una grande banca americana. TER dello 0,14%, il più basso del mercato. Inferiore allo 0,25% di IBIT di BlackRock e allo 0,15% del Grayscale Bitcoin Mini Trust.

Il primo giorno di negoziazione ha portato 30,6 milioni di dollari di raccolta e 430 BTC acquistati, posizionando il lancio nel primo percentile tra tutti i debutti ETF dell’ultimo anno. Dettaglio rilevante: i wallet di MSBT sono tracciabili pubblicamente attraverso Arkham Intelligence.

Buone notizie anche per gli ETF su Ethereum: afflussi settimanali di 187 milioni di dollari, il miglior risultato del 2026, dopo tre settimane di deflussi consecutivi per un totale di 308 milioni.

Gli afflussi cumulativi record degli ETF ETH hanno toccato gli 11,68 miliardi di dollari.

La conferma è arrivata il 14 aprile al Semafor World Economy Summit di Washington. Il co-CEO di Kraken, ha annunciato il deposito del Form S-1 presso la SEC.

X avatar for @semafor

Semafor@semafor

@arjunsethi  CEO, @krakenfx  reveals that the company has privately filed to become public. "Are there plans to take Kraken public soon? Uh, we confidentially filed. Oh, is that news? I believe that's news."

6:21 PM · Apr 14, 2026 · 11.4K Visualizzazioni

2 Risposte · 8 Repost · 29 Mi piace

Dopo settimane di indiscrezioni, stiamo arrivando a qualcosa di più concreto. Se il percorso andrà a buon fine, Kraken diventerà il secondo grande exchange americano a quotarsi in borsa, dopo il debutto di Coinbase nel 2021.

La valutazione attuale è di 13,3 miliardi di dollari, un taglio significativo, meno 33,5%, rispetto ai 20 miliardi del round di novembre 2025.

La correzione riflette le condizioni deteriorate del primo trimestre 2026, il peggiore nella storia di Bitcoin con tutti e tre i mesi chiusi in rosso.

Ma il ridimensionamento non ha scoraggiato gli investitori strategici: Deutsche Börse Group, l’operatore della Borsa di Francoforte, ha investito 200 milioni di dollari attraverso un acquisto di azioni secondarie, con chiusura dell’operazione prevista nel secondo trimestre.

La scelta del deposito confidenziale non è casuale. Prevista dal JOBS Act, questa modalità permette a Kraken di dialogare con la SEC in via riservata, correggere il prospetto senza disclosure pubblica e mantenere piena flessibilità: procedere con la quotazione, ritardarla o ritirarla senza le pressioni della visibilità mediatica.

Se completata, la quotazione di Kraken amplierebbe il ventaglio di opzioni per gli investitori istituzionali interessati all’infrastruttura crypto.

Dopo mesi di sottoperformance, Ethereum ha finalmente dato un segno di vita convincente. Il 14 aprile ETH ha toccato i 2.319 dollari con un rialzo dell’8% in 24 ore, contro il +5% di Bitcoin nella stessa sessione.

Per la prima volta nel 2026, Ethereum ha battuto BTC in performance giornaliera.

I dati on-chain danno sostanza al movimento. Le transazioni giornaliere su Ethereum sono balzate a 3,6 milioni, in crescita del 41% su base settimanale, risalendo in modo netto dai 2,5 milioni registrati il 10 aprile.

Su scala trimestrale i numeri sono ancora più notevoli: secondo Artemis, nel primo trimestre 2026 le transazioni totali hanno raggiunto i 200,4 milioni, un record assoluto, +43% rispetto al trimestre precedente.

La supply di stablecoin su Ethereum ha toccato il massimo storico di 180 miliardi di dollari, circa il 60% del mercato globale.

Il rapporto ETH/BTC è risalito a 0,0313, il livello più alto degli ultimi tre mesi, pur restando ben al di sotto del picco di gennaio.

Sul fronte degli ETF spot, gli afflussi settimanali di 187 milioni rappresentano la miglior performance dell’anno dopo tre settimane consecutive di deflussi per 308 milioni complessivi. Gli afflussi cumulativi hanno raggiunto il record di 11,68 miliardi di dollari.

Per confermare una rotazione duratura verso Ethereum, ETH deve riconquistare il livello 0,035 nel rapporto ETH/BTC su base settimanale.

Fino ad allora, resta il dubbio se si tratti di un’inversione strutturale o di una bull trap. Le prossime settimane ci daranno la risposta.

Diamo un’occhiata a qualche dato on chain.

Le riserve di Bitcoin sugli exchange centralizzati sono scese a 2,21 milioni di BTC. il minimo dal 2019, pari al 5,88% dell’offerta circolante. Negli ultimi trenta giorni, 48.200 BTC hanno lasciato i CEX, proseguendo un trend di deflussi che va avanti da mesi senza segnali di inversione.

Movimenti di questa portata suggeriscono trasferimenti verso cold storage o soluzioni di custodia istituzionale, chi sposta queste cifre non lo fa per tradare, lo fa per conservare nel lungo periodo.

I wallet con oltre 1.000 BTC sono passati da 2.082 a 2.140 tra dicembre 2025 e aprile 2026, con un accumulo complessivo di 270.000 BTC in trenta giorni. il dato più alto dal 2013. L’Exchange Whale Ratio, che misura la proporzione dei flussi in entrata sugli exchange attribuibili ai dieci depositi più grandi, è salito a 0,64 a inizio marzo (il livello più elevato dall’ottobre 2015 secondo CryptoQuant) per poi ridiscendere.

Il contesto storico aiuta a leggere questi numeri. L’ultima volta che le riserve sugli exchange si trovavano a livelli simili, a metà 2019, Bitcoin mise a segno un rally del 180% nei dodici mesi successivi.

Come sottolinea Ki Young Ju, CEO di CryptoQuant: “Quando il whale ratio sugli exchange diminuisce mentre i deflussi netti accelerano, indica che i grandi detentori stanno passando dalla distribuzione all’accumulo.”

Queste condizioni, storicamente, hanno anticipato fasi di forte ripresa. Non è detto ovviamente che la storia si ripeta.

E siamo arrivati alla fine di questo approfondimento. Bitcoin a 75.000 dollari non fa notizia come i 126.000 del picco, certo. Non è un titolo da prima pagina. Ma è comunque un piccolo segnale di ripresa.

Le riserve sugli exchange sono ai minimi da sette anni. Le whale accumulano al ritmo più aggressivo dal 2013. BlackRock pompa centinaia di milioni al giorno nel suo ETF. Morgan Stanley debutta nel mercato con un prodotto a commissioni che sfidano qualsiasi concorrente. Non sono i segnali di un mercato che sta morendo.

Ethereum, nel frattempo, mostra i primi segni di risveglio dopo mesi di sotto performance cronica. E Kraken si prepara allo sbarco in Borsa.

Attenzione questi dati non significano che il rialzo sia dietro l’angolo. i mercati possono restare irrazionali è c’è sempre l’effetto Trump che tiene in allerta i mercati.

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