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20/80 di WeAreMarketers · Jun 20, 2026

I nonni fanno vibecoding 💻

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WeAreMarketers · 20/80 di WeAreMarketers

Benvenuto in 20/80.

Scommettiamo che è andata così.

Sei stato all’ennesimo evento di formazione, gasato e pieno di energia.
Poi le luci si spegnevano e tornavi in camera d’albergo, da solo, a fissare il soffitto. L’entusiasmo finiva già nel viaggio di ritorno.

Abbiamo fatto una cosa mai vista prima: trasformato quel momento in un’esperienza che potrebbe cambiare la traiettoria della tua vita e del tuo business.Un villaggio sul mare riservato ai partecipanti del Marketers World.

Ti ricordi gli spring break dei film americani? La versione per imprenditori, marketers e creativi.

Ti svegli e fai una corsa al mare al mattino. Al buffet della colazione incontri un founder che ha integrato l’AI in tutti i suoi processi.

Poi entri al Palacongressi, vivi una giornata al Marketers World e quell’ansia che ti è venuta durante il talk di Dario diventa l’argomento di un aperitivo al tramonto.

Quando le luci del Marketers World si spengono, l’entusiasmo non finisce: si amplifica.

Quella paura che ai tuoi amici a casa non dici perché non capirebbero, esce spontanea davanti a uno spaghetto di mezzanotte con i ragazzi conosciuti al karaoke.

E ti senti al posto giusto, perché non sei in un albergo in cui non conosci nessuno.
Sei in un villaggio con centinaia di persone come te, con le menti più brillanti del panorama digitale italiano.

Fai amicizia con la stessa velocità con cui il business manager di Meta ti fa sclerare di prima mattina.

Solo che al Village incontri chi il problema te lo risolve, letteralmente, nel tempo di un caffè.

Hai posti tranquilli in cui fare la call con il cliente che vuole la 10° revisione, campi sportivi in cui conoscere il tuo futuro collaboratore, spazi per il tuo socio a 4 zampe e un minimarket per quella cosa che dimentichi sempre di mettere in valigia.

Gli altri eventi finiscono con una stretta di mano e qualche pagina di appunti.

Il Marketers Village si chiude con un abbraccio stretto, la carica per i prossimi 12 mesi e 3 nuovi contatti d’emergenza.

Al Village c’è un solo limite: i posti letto.

Al World saremo oltre 3000 persone.

Al Village ce ne stanno circa 1000 e i posti finiscono in fretta.

Se non vuoi dormire in spiaggia con un granchio blu come cuscino (o in una triste camera d’albergo), le prenotazioni aprono lunedì.

Entra in lista d’attesa e non perdere il tuo posto.

Sei pronto?

Si comincia!

  • Il caso Traveleyes e il mercato che nessuno vedeva ✈️👁️

  • La nostalgia è un tool: da fallimento a successo di marketing dopo 34 anni 🥤​📸​

  • Dillo a parole loro: la ricerca di mercato diventa più semplice 🔎​🗣️​

  • Finisci subito i token? Esci dagli anni ‘90 e scopri il motivo 🥷​🪙​

Continua a leggere…

Se fossi non vedente, viaggeresti?

Amar Latif voleva farlo. Aveva perso la vista a 18 anni, l’età in cui inizi a sentire il bisogno di metter piede fuori dal tuo giardino.

Tutti intorno a lui si facevano la stessa domanda a cui stai pensando anche tu.

Che senso ha vedere il mondo, se non vedi?

All’università, in Canada, ha confermato quello di cui era già convinto: il mondo si può percepire benissimo anche con gli altri sensi.

Però nessuna agenzia di viaggio lo pensava, per loro era un rischio da gestire e non un vero viaggiatore.

Invece di arrendersi e viaggiare solo dal divano al frigo o lamentarsi su Facebook, Amar ne ha fondata una sua.

Si chiama Traveleyes, organizza più di 30 tour l’anno dalle Galapagos a Tokyo, e il meccanismo è facile come bere una birra al Village il venerdì sera.

Gruppi da 20 persone, metà non vedenti e metà vedenti, dove i secondi pagano una quota scontata in cambio di descrivere quello che vedono e fare da navigatori.

Non sono chiamati assistenti, volontari o badanti, sono guide.

Una parola che trasforma un favore in uno scambio alla pari.

I viaggiatori non vedenti fanno bungee jumping e paracadutismo, mentre quelli vedenti tornano a casa con un’esperienza che definiscono “imparagonabile a una vacanza qualsiasi”.

Si crea una community e il prodotto finale non è più solo il viaggio, ma la relazione che si genera nel gruppo.

Traveleyes è nata nel 2004, quando era l’unica del suo genere.

Per vent’anni il turismo ha semplicemente ignorato i viaggiatori non vedenti, dando per scontato che non fossero un pubblico interessante.

Oggi quel mercato vale 50 miliardi di dollari solo negli Stati Uniti, e altri si sono accorti dell’errore.

See Sea Trips organizza crociere per non vedenti.

Wheel the World, accessibleGO e Travegali portano persone in sedia a rotelle a fare kayak, fuoristrada e surf in posti come Costa Rica, Hawaii e Spagna.

Un sito pensato per chi usa uno screen reader, spesso, è anche più semplice da usare per chi non ne ha bisogno.

I sottotitoli o gli audiolibri sono pensati per un pubblico specifico, ma diventano utili per tutti nella vita quotidiana.

Un viaggio pensato per chi non vede regala a tutti gli altri un’esperienza che normalmente si perdono.

Traveleyes funziona perché ha smesso di considerare i non vedenti come un problema e ha iniziato a trattarli come persone e clienti.

Chi è che non stai guardando? Chi hai escluso a priori dal tuo target perché secondo te non ne ha alcun bisogno?

  • Qualcuno ha detto community? Di cosa c’è dietro una community, come generare senso di appartenenza e di quanto sia importante oggi più che mai ne ha parlato Ilaria Foresti, la nostra community manager e product specialist. Dopo anni passati a prendersi cura della nostra, ti spiega come costruirti la tua. Spoiler: è stato fra gli speech più commoventi del Marketers World. Recuperalo qui.🫂​

L’abbiamo vista in azione molte volte senza accorgercene.

La nostalgia funziona alla grande anche su chi non ha vissuto un solo secondo di quello che rimpiange.

Si chiama nostalgia vicaria: la Gen Z si strugge per gli anni ‘90 con la stessa intensità di chi quegli anni li ha vissuti davvero.

Quando il cervello riconosce un vecchio logo o un vecchio suono si innesca il sistema di reward.

La scarica di dopamina si traduce in comfort e percezione di essere al sicuro.

Abbassi le difese prima ancora di valutare cosa ti stanno vendendo, perché a modo tuo lo conosci già.

Come quando da piccolo vedevi qualcosa dei pallini marroni in un biscotto e pensavi alle gocce di cioccolato, non all’uvetta, e lo addentavi senza controllare.

O il motivo per cui quando sei stanco preferisci fare il decimo rewatch della tua serie preferita.

C’è anche una ragione più profonda: secondo l’American Psychological Association la Gen Z è la generazione più stressata di tutte, ben oltre Millennial, Gen X e Boomer.

Chi si sente solo e sotto pressione si aggrappa più facilmente a un passato idealizzato, anche preso in prestito.

Netflix e Coca Cola l’hanno sfruttato alla grande con Stranger Things.

Coca-Cola, per la terza stagione, ha rilanciato “New Coke”, il prodotto ritirato dal mercato nel 1985 dopo appena tre mesi per il rifiuto dei consumatori, uno dei flop più citati nella storia del marketing americano.

Le lattine in edizione limitata sono sparite in pochi giorni. A Londra hanno aperto un pop-up con i giochi arcade anni 80, e ai primi 800 visitatori hanno regalato la lattina esclusiva.

Quando la partnership è tornata per la quarta stagione, Coca-Cola è risultata il marchio con il valore di esposizione più alto di tutto lo show, 1,83 milioni di dollari nei primi 28 giorni.

Un prodotto storicamente fallito, diventato un successo di marketing trentaquattro anni dopo, grazie alla nostalgia.

Tre cose decidono se un tuffo nel passato funziona o diventa solo un deprimente viaggio nella valle dei ricordi: fit, freshness, feeling.

Pubblico giusto, estetica rivista, sentimento vero.

Basta sbagliarne una e un tributo agli anni ‘90 diventa un pezzo da museo, come il biscotto con l’uvetta che ti ha tradito.

La nostalgia la fa da padrona e qualche brand ne sta già approfittando.

Urban Outfitters vende mangianastri e cassette con la promessa di restituire “il potere del mixtape originale nelle tue mani”.

Kodak a settembre ha lanciato la Charmera, una fotocamera da portachiavi, stessa estetica delle usa e getta ma digitale, venduta come fosse una bustina di figurine. Non sai quale ti capita fino a quando non la apri.

È sparita dagli scaffali nel giro di ore.

Il mercato delle fotocamere stile “vecchi tempi” oggi vale oltre un miliardo di dollari e il 63% di chi compra ha meno di 35 anni.

E se non sei un colosso mondiale?

Per una piccola attività la nostalgia si gioca su un altro campo. Non hai decenni di brand equity da vendere, ma hai la prossimità, e spesso vale di più.

Una vecchia foto della vetrina del primo giorno di apertura vale più di qualsiasi sito web nuovo di zecca.

Il menù del pranzo o una ricetta che torna solo per una settimana.

La vetrina che torna indietro nel tempo, con un allestimento fatto come il primo giorno.

La nostalgia, usata bene, è uno strumento per scaldare il presente. Funziona anche su chi quel passato non l’ha mai visto e vorrebbe farne parte lo stesso.

  • I nonni vibe-codano più di noi. Negli Stati Uniti, sempre più baby boomer passano la pensione a costruire app, imparare l’AI e lanciare attività, altro che campo da golf. Secondo AARP Research, il possesso di smartphone tra gli over 50 è salito dal 55% del 2016 al 90% del 2025, mentre l’uso dell’AI è quasi raddoppiato, dal 18% al 30%, in un solo anno. Il golf, a questo punto, rischia di sembrare l’hobby da ventenni. 👴

  • Patagonia fa causa a una drag queen. L’azienda di abbigliamento outdoor ha denunciato l’attivista climatica e drag queen Pattie Gonia per uso del marchio. Chiede un dollaro di danni, ma rischia spese legali per oltre un milione. Patagonia parla di confusione nei consumatori, Pattie Gonia di un tentativo di metterla a tacere. I social, nel dubbio, si sono già schierati. ⚖️

  • Il primo trilionario della storia: SpaceX ha debuttato in borsa venerdì con il ticker SPCX e una valutazione di 1.770 miliardi di dollari. Il salto ha reso Elon Musk il primo trilionario nella storia del pianeta. Tesla, al confronto, sembra il suo progetto secondario. 🚀

  • Instagram ti lascia correggere l’algoritmo. I nuovi controlli “Your Algorithm” arrivano anche nel feed principale: puoi vedere, togliere e aggiungere gli argomenti che decidono cosa ti propone tra Feed, Reels ed Explore. Prima il sistema imparava solo da quello che toccavi, guardavi o condividevi. Ora puoi dirglielo dritto, senza filtri. Quindi ora i gattini e le ricette fit li scegli, non li subisci.📲

  • Quanto sei disposto a pagare? Una causa legale depositata la settimana scorsa accusa il Washington Post di aver usato pratiche di surveillance pricing, alzando il costo dell’abbonamento per alcuni utenti sulla base dei loro dati personali. Più l’algoritmo pensava che potessi permetterti, più pagavi. La notizia dovrebbe proprio uscire sul giornale. 🗞️

  • Hai un progetto interessante per le mani a cui vuoi dare un po’ di traffico di qualità? Mettilo sotto i riflettori di 131.514 marketer, content creator e imprenditori affamati di novità. Prodotti, servizi, eventi, tool: spiegaci di che si tratta e, se ci piace, troveremo insieme la via migliore verso il cuore della nostra community.

    👉 Scopri come uscire su 20/80 e diventare la nuova fissa

Cos’è Marketers Pro?

È la community di chi si mette in gioco tutti i giorni.

Ogni settimana escono post, analisi e masterclass esclusive. Fai domande a chi le cose le ha già fatte, testi le novità o vedi come stanno funzionando per gli altri. E quando ti manca qualcosa, sai con chi condividere la nostalgia.

Se sei già iscritto, ecco cosa non devi perderti questa settimana:

Comunicare ai clienti con le loro stesse parole è il modo migliore per farsi ascoltare.

Ma trovare quelle parole non è poi così semplice. O almeno, non lo era finché non è arrivato Substack e abbiamo ricominciato a scrivere davvero.

Ilenia ha condiviso con la community una nuova scoperta interessante per te che rimandi da sempre il refresh di quella analisi.

👉 Scopri come integra Substack per trovare il target giusto.

Nel 2026 i marketers vivono un reset di Claude alla volta. E contano i token come contavano i caratteri dei messaggi sul Nokia 3310.

Se finisci spesso i token all’improvviso o con una sola richiesta, Giovanni Chianese ha un suggerimento da darti.

Però per favore, risp. sul suo.

👉 Scopri dove finiscono i tuoi token.

Il nostro motto è sempre stato ed è tutt’ora: “incontrarsi online, conoscersi offline“. Viviamo tutti sulla rete, ma sappiamo anche che la vita non finisce davanti allo schermo di un computer. I Marketers Meetup sono aperitivi, cene o ritrovi, aperti a tutti e organizzati dai nostri Ambassador. Vuoi conoscere i Marketers della tua città?

👉 Consulta il calendario dei prossimi Meetup

Se questa edizione ti ha lasciato qualcosa, siamo tutti orecchi qui sotto 👂🏻

Buon weekend,

la Marketers Family.

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