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Il Substack di pollywantsacracker · May 5, 2026

Il mio modo di viaggiare (e perché spendo poco)

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pollywantsacracker · Il Substack di pollywantsacracker

Mi piace viaggiare e spesso riesco a farlo spendendo poco. Oggi vi racconto come faccio. Spoiler: le bazze esistono, ma non sono così frequenti, è più una questione di stile e scelte.

Parto da un presupposto: mi occupo di marketing, ho lavorato in buona parte per aziende travel o tech, e ora lavoro per un’azienda travel tech. Dunque pensare ai viaggi (degli altri) occupa la maggior parte del mio tempo. Per questo mi sono fatta un’idea abbastanza precisa sul perché qualcuno spende più del dovuto.

Io non godo di tariffe agevolate e prenoto perlopiù sui siti commerciali, come tutti gli altri. Eppure, nella maggior parte dei casi, spendo poco.

Secondo me il motivo principale per cui i viaggi costano NON è (solo) il fatto che la maggior parte delle persone va in ferie ad agosto, ma la poca fantasia. :)

Non conto più il numero di volte che ho sentito qualcuno dire: “sono stata in Salento e sembrava di essere a Rimini”; “sono stata in montagna e sembrava di essere a Rimini”. Ora, a parte che a Rimini il fittume in spiaggia è finito con la prima crisi della mucillagine negli anni ‘80, ma poi Rimini è attrezzata per ospitare un gran numero di turisti. Rimini è cresciuta con i turisti e ha servizi per tutti. La montagna no. Non sono i turisti in ciabatte a rovinarci la montagna, perché i turisti in ciabatte siamo proprio noi. Chi non ha mai prenotato un volo low cost immaginandosi di andare a fare l’antropologo nelle terre selvagge, salvo poi stupirsi della folla a destinazione?

Personalmente soffro molto la folla, e questa avversione, accidentalmente, mi salva dai prezzi alti negli hotel delle capitali e dalle cosiddette tourist trap, ad esempio quei localini dove si mangia male e si spende tanto. Quelli dove fanno gli spaghetti alla bolognese, per capirci.

Qualche consiglio random:

  • Ok il volo low cost per la capitale, ma poi potete prendere a noleggio un’auto e non fermatevi lì (qualche esempio? Skye è molto più bella di Edimburgo, la Transilvania è molto più bella di Bucharest, Gozo è più bella di Valletta, eccetera eccetera);

  • Evitate come quel localino così fotogienico che avete visto sul profilo Instagram di gente con milioni di follower;

  • Non c’è bisogno di partire al solo scopo di avere la foto con le Tre Cime di Lavaredo: i vostri parenti sul Facebook apprezzeranno anche il vostro selfie in pizzeria sotto casa.

La compagnia influenza anche come e quanto si spende.

Impossibile per me pensare di viaggiare con persone con abitudini completamente diverse dalle mie: sono una persona che non si impone, e se dovessi passare le mie ferie a fare quello che vogliono gli altri, finirei per sentirmi frustrata. In particolare, c’è un atteggiamento che mi fa sentire sopraffatta: chi programma le esperienze, le attività, i pasti con dovizia di particolare ed enorme spreco di energie, per poi cambiare continuamente idea. Preferisco andare con Lorenzo o da sola, senza un programma da seguire. Inoltre, essendo abituata a spendere poco, viaggiare con qualcuno che preferisce attività costose e ristoranti tre volte al giorno, significherebbe limitare il numero dei viaggi.

Di contro, mi è sempre piaciuto andare a trovare amici che vivono lontano, al solo scopo di passare del tempo insieme, senza alcun tipo di programma o aspettativa. In quei casi non chiedo ovviamente adattamento ai miei ritmi e ai miei budget. Due ricordi bellissimi? A Stoccolma da Serena con le mie bambine e in Abruzzo da Barbara, Fausto e la figliolanza, a trasformare in passata cento chili di pomodori.

Se viaggio per piacere, non vado mai in strutture premium: ho viaggiato con couchsurfing, in ostelli, presso amici, in alberghetti, in monasteri, ma la mia sistemazione preferita sono i pod dei glamping (strutture tipo tenda attrezzata, con un letto, un piccolo angolo cottura attrezzato, in qualche caso un piccolo servizio igienico) o la piazzola in agricamping (aziende agricole che mettono a disposizione un pezzettino di terra dove piantare la tenda, a volte con una colonnina elettrica e sempre con dei servizi igienici comuni).

Se lo facessi per risparmiare, credetemi, non reggerei una settimana in tenda. Il motivo per cui scelgo queste sistemazioni è che il mio umore, la mia ansia e il mio sonno migliorano sensibilmente quando sto all’aria aperta e nel verde per molte ore al giorno, mentre cucino, mangio, leggo, lavo i piatti. Tanto che mi abituo facilmente alla scomodità di dover attraversare tutto il campeggio per fare la pipì, o di leggere con una misera lucina la sera, o, in alcuni casi, di mettere un giubbottino appena sveglia, al tavolo della colazione. Vi consiglio di provare. Almeno il glamping, dai.

Se mi dite che in vacanza volete rilassarvi e non pensare mai a cucinare o a lavare i piatti anche a costo di spendere di più, giuro, lo comprendo. Io però preferisco fare anche qualche pasto leggero, sia perché mi è capitato diverse volte di rovinarmi un pomeriggio di vacanza per un pasto troppo sostanzioso, sia perché non sento il bisogno di stare a tavola per ore, sempre. Una birra e un sacchetto di patatine in spiaggia spesso valgono più dell’aperitivo in un locale, e durante un trekking mi soddisfa di più prendermi del tempo presso un bivacco con un panino con verdure grigliate comprate al supermercato che passare la giornata con l’orologio perché alle 14 c’è una trattoria prenotata.

E accidentalmente, questo fa bene anche al mio portafoglio perché il ristorante, se per esempio si viaggia con i bambini, costa quasi più dell’alloggio (per questo in famiglia conviene andare al resortone all inclusive, anche se magari non è l’on the road avventuroso che potete serenamente rimandare a quando i figli viaggeranno in autonomia. A proposito, le mie figlie viaggiano da sole da un paio di anni, preferibilmente in tenda).

Secondo me, il modo più bello di viaggiare è restare aperti. Spesso le chicche si trovano in loco scambiando due chiacchiere con il vicino di tenda, l’anziano alpino incontrato al bivacco, ma anche andando un po’ a zonzo. Probabilmente sentirete spesso citare attività a pagamento che giustamente si promuovono online, ma praticamente ovunque ci sono cose da fare gratis, di cui certamente non avete visto la pubblicità. Detto questo, escursioni e servizi sono l’unica cosa su cui, secondo me, non dovreste puntare al risparmio.

Alcuni esempi?

  • Auto a noleggio: scegliere un partner solido per evitare fregature e non lesinare sull’assicurazione completa;

  • Audioguide o visita guidata nei musei: ci si va per imparare qualcosa, non per fare nordic walking o il selfie con la venere di Botticelli;

  • Guida / autista per viaggiare in posti poco turistici fuori dall’Europa;

  • Ticket per parchi naturali, grandi o piccoli musei, attività locali: il turismo sostiene il lavoro e le comunità locali, non viceversa.

Insomma, quando viaggio mi ascolto, ma mi adatto anche. Quando organizzate un viaggio, qual è la cosa su cui investite tempo o soldi e qual è quella su cui risparmiate senza problemi?

E soprattutto: voi viaggiate? Ve lo chiedo perché non è mica obbligatorio eh.

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Read the original on volevofarelarockstar.substack.com

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