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Destinazione Ovunque by ViaggioVero · Aug 6, 2026

I PAESI che EVITEREI al primo viaggio solo

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Cristiano Guidetti · Destinazione Ovunque by ViaggioVero

Un menu soltanto in cinese, otto ore di autobus su strade piene di buche, quasi 4.000 metri di altitudine e nessuno accanto quando qualcosa va storto.

Un viaggio in solitaria può essere meraviglioso, ma la prima volta non dovrebbe trasformarsi in un esame di sopravvivenza.

Questi che ti elenco non sono paesi brutti, impossibili o da cancellare dalla propria lista. Anzi…

Sono semplicemente 10 destinazioni che io non sceglierei per cominciare.

E adesso ti spiego il perché.

Questa non è una lista di Paesi nei quali sia impossibile viaggiare da soli. Non sto dicendo che siano destinazioni da evitare per sempre e nemmeno che siano necessariamente pericolose in ogni loro zona, quartiere, regione.

Sto dicendo una cosa molto più precisa: non li sceglierei per un primo viaggio in solitaria o per una persona con poca esperienza.

La differenza è importante.

Un viaggiatore esperto sa riconoscere una situazione poco chiara, cambiare programma, usare un traduttore quando il menu sembra un rebus, trovare un trasporto alternativo e capire quando è meglio tornare in albergo.

Alla prima esperienza tutto questo pesa di più. Se poi si aggiungono caos, grandi distanze, barriere linguistiche o attenzioni particolari legate alla sicurezza, quello che dovrebbe essere un viaggio rischia di diventare una lunga prova di resistenza.

Devo fare anche una distinzione tra uomini e donne. Non mi piace, ma fingere che tutti i paesi accolgano nello stesso modo un uomo e una donna che viaggiano soli sarebbe poco onesto.

Alcune destinazioni richiedono alle donne attenzioni maggiori. Non perché sia giusto, ma perché questa è ancora la realtà con cui bisogna fare i conti.

Detto questo, partiamo.

L’Egitto può essere molto economico, ma convenienza e semplicità sono due cose diverse.

Nelle grandi città, a cominciare dal Cairo, bisogna gestire confusione, approcci insistenti, possibili truffe e una barriera linguistica che diventa evidente appena ci si allontana dai percorsi più turistici.

Puoi preparare tutto da casa, leggere guide e salvare indirizzi sul telefono, ma quando sei in mezzo al traffico, qualcuno cerca di venderti qualcosa e non riesci a farti capire, la teoria serve fino a un certo punto.

Per una donna sola la pressione può aumentare ulteriormente. Gli approcci indesiderati e le molestie per strada sono un problema documentato da tempo.

Non significa che una donna non possa visitare l’Egitto. Significa che non lo sceglierei come palestra per imparare a viaggiare da sola.

Dire India significa dire quasi un continente. Ci sono zone più semplici, altre molto più impegnative e differenze enormi tra nord, sud, grandi città e aree rurali.

Se però pensiamo agli itinerari più classici, con il Rajasthan, Varanasi o il Kerala, bisogna essere pronti a un impatto forte.

Trasporti, servizi, folla, igiene e tempi di percorrenza richiedono una grande capacità di adattamento. Non sempre puoi calcolare uno spostamento come faresti a Londra o in Giappone. Devi lasciare spazio all’imprevisto e accettare che il programma possa cambiare.

L’inglese è abbastanza diffuso, ma non risolve ogni situazione, soprattutto quando ci si confronta con persone anziane o ci si allontana dalle zone turistiche.

Per le donne esistono difficoltà aggiuntive. In alcuni luoghi l’accesso e la partecipazione a determinate esperienze possono essere più complicati senza la compagnia di un uomo. A questo si sommano approcci insistenti e problemi di sicurezza che non possono essere ignorati.

L’India può regalare un viaggio potentissimo. Proprio per questo, secondo me, merita di essere affrontata quando si possiede già un po’ di esperienza.

Il Sudafrica non entra in questa lista per la lingua. L’inglese è molto utilizzato e il paese conta oggi dodici lingue ufficiali.

Il punto principale è la sicurezza personale, soprattutto nelle grandi città.

Città del Capo ospita moltissimi nomadi digitali e alcune sue zone sono frequentate tranquillamente dai viaggiatori. Questo non elimina però la necessità di conoscere i quartieri, evitare determinati spostamenti e non passeggiare da soli di notte.

A Johannesburg e in altre città le attenzioni devono aumentare.

C’è poi una difficoltà pratica: per esplorare bene il Paese può servire un’auto a noleggio. Guidare da soli per lunghe distanze significa sostenere costi maggiori e affrontare eventuali problemi senza avere qualcuno accanto.

Anche per le donne serve prudenza supplementare, considerando i problemi di violenza di genere presenti nel Paese.

Si può fare? Certamente. Ma per cominciare sceglierei una destinazione dove non sia necessario studiare con tanta attenzione ogni quartiere e ogni spostamento.

La Cina è diversa dalle destinazioni precedenti perché il problema principale non è la sicurezza. In generale è un Paese molto sicuro.

Le difficoltà arrivano altrove.

La prima è la lingua. Fuori dalle località più turistiche non è scontato trovare qualcuno che parli inglese. Ti può capitare di sederti al ristorante e ricevere un menu completamente in cinese, senza una parola riconoscibile.

Traduttori e strumenti digitali risolvono molte situazioni, ma bisogna sapere come usarli e prepararli prima della partenza.

Va poi considerato che alcuni servizi e applicazioni ai quali siamo abituati possono non funzionare normalmente. Serve organizzarsi per continuare a usare posta elettronica, messaggistica e gli strumenti indispensabili durante il viaggio.

Infine c’è l’impatto culturale. Alcuni comportamenti quotidiani possono sorprendere e richiedono adattamento, soprattutto sui mezzi pubblici e nei luoghi affollati.

Non sono ostacoli insormontabili. Da soli, però, diventano più pesanti. Per questo non userei la Cina come prima esperienza.

Il Brasile è enorme, bellissimo e pieno di luoghi che invitano a partire immediatamente. È anche un paese nel quale bisogna sapere molto bene dove andare e come muoversi.

Destinazioni come Rio de Janeiro, Salvador de Bahia e Fortaleza richiedono attenzione. Non puoi camminare ovunque seguendo soltanto l’istinto. Ci sono percorsi consigliati, zone da evitare e regole locali che conviene ascoltare senza sentirsi invincibili.

Ho un caro amico, grande viaggiatore, che ha vissuto 8 anni a Fortaleza. I suoi racconti mi hanno confermato quanto possa essere importante seguire le indicazioni di chi conosce davvero il territorio.

Le dimensioni complicano anche gli spostamenti. Volare può costare, mentre affrontare centinaia di chilometri in autobus porta via tempo e richiede una buona organizzazione.

Per le donne valgono precauzioni ancora maggiori negli spostamenti serali e nei locali. Taxi o servizi come Uber diventano spesso la scelta più prudente, soprattutto di notte.

Il Brasile non è un paese da cancellare. È un Paese da affrontare con esperienza e con una preparazione precisa.

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In Bolivia il primo problema non è necessariamente la criminalità.

È l’altitudine.

Molti itinerari portano rapidamente vicino ai 4.000 metri. Se il corpo reagisce male e sei da solo, anche una giornata che sulla carta sembrava semplice può diventare complicata.

Serve tempo per acclimatarsi e bisogna ascoltare i segnali del proprio corpo, senza ostinarsi a rispettare un programma scritto a casa.

A questo si aggiungono strade difficili, spostamenti molto lunghi, strutture essenziali e una qualità dei servizi che può richiedere parecchio adattamento.

Sono proprio queste difficoltà pratiche a farmela sconsigliare come primo viaggio in solitaria. Non tanto la paura di qualcuno, quanto quella sensazione di essere lontano da tutto nel momento in cui avresti bisogno di aiuto.

Il Marocco è generalmente più semplice di quanto molte persone immaginino e, in diverse zone, può risultare accogliente e sicuro.

Questo non significa che sia la destinazione ideale per iniziare.

Le distanze sono importanti. Puoi trovare strade ottime, ma anche trascorrere parecchie ore su un autobus scomodo lungo percorsi pieni di buche. Se sei alle prime armi, otto ore così possono sembrare molto più lunghe.

La barriera linguistica è meno pesante rispetto ad altri Paesi della lista. Oltre all’arabo e alle lingue berbere, il francese è abbastanza diffuso e talvolta ci si riesce a far capire anche in italiano.

La difficoltà maggiore riguarda le donne. Gli approcci in alcune zone insistenti e le molestie per strada possono rendere il viaggio stancante. Vestirsi in modo più coperto può ridurre le attenzioni, anche se non dovrebbe essere necessario dover cambiare abbigliamento per essere lasciate in pace.

Il Marocco può diventare un buon viaggio in solitaria con un itinerario studiato e qualche esperienza alle spalle. Per la primissima volta sceglierei qualcosa di più rilassante.

La Giamaica non è il paradiso uniforme che mostrano certe fotografie.

Le zone più turistiche, come Montego Bay e Negril, sono molto frequentate, ma uscire dai percorsi consigliati da soli può essere rischioso.

Quando la visitai mi raccontarono episodi molto violenti ai danni dei turisti. Il consiglio ricorrente era sempre lo stesso: conoscere le zone, ascoltare le indicazioni locali e non muoversi da soli dove non si è sicuri.

Il pericolo può riguardare sia uomini sia donne. Per queste ultime si aggiungono approcci legati anche alla presenza di turismo sessuale femminile.

Esistono altre isole caraibiche più semplici e accoglienti per chi vuole iniziare a viaggiare da solo. La Giamaica può aspettare.

So già che questa scelta farà discutere.

La Turchia è in generale un Paese sicuro e molte persone, uomini e donne, la visitano da sole senza avere problemi.

Il punto è che nelle grandi città, soprattutto a Istanbul, i piccoli furti possono essere molto rapidi.

Durante uno scalo lo scorso anno trascorsi circa sei ore in città e vidi con i miei occhi 2 furti. Una donna colpì un’altra donna, mentre un uomo riuscì a prendere di mira più persone.

Quando sei da solo hai meno occhi, meno distrazioni possibili e nessuno che controlli lo zaino mentre cerchi un indirizzo sul telefono.

Fuori dalle grandi città la situazione può essere molto più tranquilla. Per una donna sola rimane però la possibilità di dover gestire approcci indesiderati e attenzioni insistenti.

La Turchia è una destinazione splendida. Semplicemente, per apprezzarla davvero, partirei dopo aver imparato altrove le piccole regole del viaggio in solitaria.

La Colombia è cambiata moltissimo e oggi accoglie viaggiatori, nomadi digitali e persone che decidono di fermarsi per mesi.

Medellín, un tempo associata al narcotraffico, è diventata una delle città più amate dai lavoratori da remoto.

Eppure rimangono zone nelle quali non bisogna entrare senza sapere esattamente dove si sta andando. Anche chi vive lì e adora la città consiglia di conoscere bene i quartieri ed evitare determinate aree.

Un viaggiatore con poca esperienza può seguire una strada sbagliata, fidarsi della persona sbagliata o non riconoscere una situazione che sta cambiando.

Magari tra qualche anno la toglierò da questa lista. Al momento credo richieda ancora quel minimo di esperienza e di intuito che si costruisce viaggio dopo viaggio.

Se vuoi avvicinarti alla cultura cinese senza affrontare subito tutte le complessità della Cina, guarderei a Taiwan.

È un territorio più contenuto, sicuro, organizzato e semplice da esplorare. L’impatto culturale rimane interessante, ma i servizi e la quotidianità risultano più accessibili.

Per un primo assaggio del Medio Oriente prenderei invece in considerazione l’Oman. È accogliente, gli spostamenti si possono organizzare abbastanza bene ed è generalmente più semplice anche per una donna che viaggia sola.

Come alternativa all’India sceglierei infine lo Sri Lanka. Offre un’esperienza culturale intensa, ma su un territorio più piccolo e con un impatto meno travolgente. Anche muoversi e costruire un itinerario può risultare più semplice.

La destinazione giusta per cominciare non deve essere per forza la più vicina o la più occidentale. Deve essere quella che ti permette di affrontare una difficoltà alla volta.

Perché viaggiare da soli insegna moltissimo, ma non serve cominciare dal livello più difficile. La sicurezza e la tranquillità non rendono un viaggio meno avventuroso. Ti danno soltanto lo spazio necessario per capire se questa meravigliosa forma di libertà fa davvero per te.

Preferisci guardarlo? Il video originale da cui è tratta questo giuda lo trovi qui sotto, con tutto quello che hai letto e qualche dettaglio in più 😊

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Cristiano

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