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Tutt'orecchie · Dec 1, 2025

Zucchero in islandese e canzoni natalizie effetto camomilla: ecco cosa abbiamo scoperto questo mese

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Vibly · Tutt'orecchie

Ciao,
Gli amici del Grinch ci vorranno perdonare, ma questo mese ci sentiamo, un po’ come tutti, decisamente natalizi. Siamo andati a caccia di storie particolari e, tra una ricerca e l’altra, ci siamo chiesti: è vero che a Natale siamo tutti più buoni?

Su questo non abbiamo ancora una risposta definitiva, ma nel frattempo abbiamo scoperto che le canzoni natalizie abbassano lo stress, che in Islanda cantano Zucchero in islandese e che, tra un Michael Bublé e una Mariah Carey, può esserci spazio anche per qualche pezzo natalizio metallaro.

Su questo non ne siamo ancora del tutto sicuri, ma che grazie alle canzoni siamo tutti più rilassati, quello sì.

Che ci piaccia o no, appena parte una canzone di Natale qualcosa dentro di noi si muove. È inevitabile: bastano le prime note di Jingle Bell Rock e anche i più grinch si ritrovano, loro malgrado, a sorridere.

Certo, sono canzoni spesso smielate, a tratti esasperanti, e in questo periodo non poter più nemmeno bere un caffè senza un jingle in sottofondo non aiuta. Eppure, anche se fingiamo fastidio, queste canzoni ci fanno stare bene. Ci rilassano. E non è solo un’impressione: lo conferma anche uno studio dell’ospedale Sønderjylland, in Danimarca.

I ricercatori hanno misurato la pressione sanguigna dei partecipanti, poi li hanno fatti accomodare in una stanza decorata a tema natalizio e mostrato loro il video di “All I Want for Christmas Is You.” Una volta finito, la pressione veniva misurata di nuovo, insieme al livello di “spirito natalizio”.

Il risultato? La pressione era più bassa e il buonumore alle stelle, anche tra chi si dichiarava nemico giurato del Natale.

Insomma, il potere calmante della musica natalizia funziona davvero, persino sugli ascoltatori più scettici. Ma perché una canzone abbia davvero effetto “camomilla”, deve seguire una ricetta precisa:

  • Deve avere testi brevi e ripetuti, facili da ricordare e da canticchiare.

  • Contenere temi natalizi classici: amore trovato e perduto, caminetti accesi, Babbo Natale e fiocchi di neve.

  • Ritmo in 4/4, il più naturale e rassicurante da seguire.

  • Velocità intorno ai 115 bpm, più o meno quella di Jingle Bells, per capirsi.

Seguendo questi semplici ingredienti, una canzone di Natale può davvero diventare un toccasana per lo stress dicembrino. Altro che camomilla!

Se invece l’idea di ascoltare “All I Want for Christmas Is You” un’altra volta vi fa desiderare di ibernarvi fino a febbraio, abbiamo l’antidoto perfetto per voi.

Una playlist pensata per chi preferisce chitarre distorte ai campanellini, assoli infuocati ai cori angelici, e ha bisogno di qualcosa di più adrenalinico per attraversare le feste senza perdere la sanità mentale.

“White Christmas” dei Guns N’Roses, “Santa is coming to Town” di Alice Cooper, e chi più ne ha più ne metta: questa è la playlist definitiva per rockettari allergici alle feste, fatene buon uso!

Tra le tante stranezze del Natale nel mondo, ce n’è una che ci ha fatti letteralmente impazzire. Abbiamo scoperto che in Islanda, molte delle canzoni natalizie più ascoltate… sono italiane! O meglio: sono grandi successi del pop italiano tradotti in islandese e riarrangiati in versione natalizia.

Così può capitare di sentire in radio una melodia familiare, ma con un testo completamente diverso: “Così celeste” di Zucchero diventa Ef ég nenni, “Voulez-vous danser” dei Ricchi e Poveri è Fyrir jól, o brani di Al Bano e Romina, Tozzi e altri cambiano completamente veste. Per gli islandesi queste canzoni sono diventate parte del loro immaginario festivo, al punto che molti non sanno nemmeno che l’originale è italiano.

Ciao Team,

Gli amici del Grinch ci vorranno perdonare, ma questo mese ci sentiamo, un po’ come tutti, decisamente natalizi. Siamo andati a caccia di storie particolari e, tra una ricerca e l’altra, ci siamo chiesti: è vero che a Natale siamo tutti più buoni?

Su questo non abbiamo ancora una risposta definitiva, ma nel frattempo abbiamo scoperto che le canzoni natalizie abbassano lo stress, che in Islanda cantano Zucchero in islandese e che, tra un Michael Bublé e una Mariah Carey, può esserci spazio anche per qualche pezzo natalizio metallaro.

Su questo non ne siamo ancora del tutto sicuri, ma che grazie alle canzoni siamo tutti più rilassati, quello sì.

Che ci piaccia o no, appena parte una canzone di Natale qualcosa dentro di noi si muove. È inevitabile: bastano le prime note di Jingle Bell Rock e anche i più grinch si ritrovano, loro malgrado, a sorridere.

Certo, sono canzoni spesso smielate, a tratti esasperanti, e in questo periodo non poter più nemmeno bere un caffè senza un jingle in sottofondo non aiuta. Eppure, anche se fingiamo fastidio, queste canzoni ci fanno stare bene. Ci rilassano. E non è solo un’impressione: lo conferma anche uno studio dell’ospedale Sønderjylland, in Danimarca.

I ricercatori hanno misurato la pressione sanguigna dei partecipanti, poi li hanno fatti accomodare in una stanza decorata a tema natalizio e mostrato loro il video di “All I Want for Christmas Is You.” Una volta finito, la pressione veniva misurata di nuovo, insieme al livello di “spirito natalizio”.

Il risultato? La pressione era più bassa e il buonumore alle stelle, anche tra chi si dichiarava nemico giurato del Natale.

Insomma, il potere calmante della musica natalizia funziona davvero, persino sugli ascoltatori più scettici. Ma perché una canzone abbia davvero effetto “camomilla”, deve seguire una ricetta precisa:

  • Deve avere testi brevi e ripetuti, facili da ricordare e da canticchiare.

  • Contenere temi natalizi classici: amore trovato e perduto, caminetti accesi, Babbo Natale e fiocchi di neve.

  • Ritmo in 4/4, il più naturale e rassicurante da seguire.

  • Velocità intorno ai 115 bpm, più o meno quella di Jingle Bells, per capirsi.

Seguendo questi semplici ingredienti, una canzone di Natale può davvero diventare un toccasana per lo stress dicembrino. Altro che camomilla!

Se invece l’idea di ascoltare “All I Want for Christmas Is You” un’altra volta vi fa desiderare di ibernarvi fino a febbraio, abbiamo l’antidoto perfetto per voi.

Una playlist pensata per chi preferisce chitarre distorte ai campanellini, assoli infuocati ai cori angelici, e ha bisogno di qualcosa di più adrenalinico per attraversare le feste senza perdere la sanità mentale.

“White Christmas” dei Guns N’Roses, “Santa is coming to Town” di Alice Cooper, e chi più ne ha più ne metta: questa è la playlist definitiva per rockettari allergici alle feste, fatene buon uso!

Tra le tante stranezze del Natale nel mondo, ce n’è una che ci ha fatti letteralmente impazzire. Abbiamo scoperto che in Islanda, molte delle canzoni natalizie più ascoltate… sono italiane! O meglio: sono grandi successi del pop italiano tradotti in islandese e riarrangiati in versione natalizia.

Così può capitare di sentire in radio una melodia familiare, ma con un testo completamente diverso: “Così celeste” di Zucchero diventa Ef ég nenni, “Voulez-vous danser” dei Ricchi e Poveri è Fyrir jól, o brani di Al Bano e Romina, Tozzi e altri cambiano completamente veste. Per gli islandesi queste canzoni sono diventate parte del loro immaginario festivo, al punto che molti non sanno nemmeno che l’originale è italiano.

Questo strano fenomeno è nato alla fine degli anni Ottanta, quando diversi musicisti islandesi iniziano a tradurre e reinterpretare hit italiane per farne canti natalizi. Nel giro di quarant’anni queste versioni si sono talmente radicate da diventare tradizione a tutti gli effetti, tramandate di anno in anno come se fossero sempre appartenute a quel Paese nordico.

Alcuni degli artisti coinvolti sono rimasti sorpresi quanto noi nello scoprire la storia, tra cui Zucchero. Il cantautore avrebbe scoperto solo nel 2019 che la sua “Così Celeste” era stata reinterpretata in islandese dal cantante Björnsson, quasi venticinque anni dopo l’uscita del brano originale, nel 1995.

A quanto pare, però, non l’ha presa affatto male, come dimostra questo video, in cui i due improvvisano insieme un duetto italo-islandese che è pura meraviglia natalizia.

Chi l’avrebbe mai detto? A volte la magia del Natale fa fare strane cose, perfino creare ponti culturali inaspettati tra culture lontane.

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