Ciao,
È novembre e novembre, si sa, porta con sé raffreddori e malanni.
Ma, a pensarci bene, le influenze e la contaminazione non sono sempre un male. A volte ti mandano a letto con la febbre, ma tante altre fanno nascere nuove idee e progetti inaspettati.
Questo mese siamo andati alla ricerca di tre storie che parlano proprio di questo, di incontri, mescolanze e piccole rivoluzioni. E, a proposito di questo, non vediamo l’ora di raccontarvi anche la nostra piccola rivoluzione: si chiama Vibly Duo e ne andiamo molto fieri.
Ma adesso riavvolgiamo il nastro e partiamo dalle basi:
Rosalía è uno degli esempi più belli di cosa succede quando tradizione e modernità si incontrano. Con “El Mal Querer” ha preso il linguaggio antico del flamenco e lo ha contaminato con suoni elettronici e beat R&B, creando un immaginario che mescola Medioevo e cultura pop. Il risultato è un album che rispetta le radici ma parla una lingua globale, capace di far dialogare mondi lontanissimi.
Un equilibrio molto interessante, che Rosalía continuerà a esplorare nel nuovo progetto LUX, in uscita il 7 novembre. Noi, ovviamente, siamo tutt’orecchi ma se non la conosci e intanto vuoi sentirti un po’ di roba, prova a partire da qui.
La musica è, da sempre, una forma di contaminazione.
Nasce dall’incontro, dal dialogo tra chi suona e chi ascolta.
E spesso, è proprio in quell’incontro che succede la magia.
Da questa stessa idea nasce Vibly Duo: il nuovo modo di fare lezione che abbiamo immaginato per te.
Una lezione 1:1, online, costruita su misura per te!
Tu ci racconti a che punto sei, che musica ami, cosa vuoi migliorare e quando vuoi farlo: mattina, pomeriggio o sera, noi ci siamo sempre.
Da lì, facciamo noi: troviamo per te il maestro che ti capisce al volo, quello con cui nasce subito l’intesa giusta.
Abbiamo decine di insegnanti pronti ad ascoltarti: tra loro c’è già chi diventerà il tuo. Perché imparare non è solo esercitarsi: è condividere, contaminarsi e crescere in...Duo!
Ci sono eventi in cui la contaminazione è la parola d’ordine. Sono i boutique festival, pensati per offrire esperienze intime, curate e lontane dalle logiche dei mega eventi mainstream.
Si svolgono spesso in luoghi poco conosciuti e uniscono concerti, workshop e attività che mettono in dialogo musica, arte, sport e territorio. Le lineup, curate nel minimo dettaglio, preferiscono dare spazio ad artisti di nicchia ed emergenti invece che ai soliti headliner, trasformando l’ascolto in vera scoperta.
Ypsigrock, Frantic Fest e Jazz:Re:Found sono alcuni esempi di questi eventi, ma siamo certi che anche nella vostra regione, quest’estate, ce ne siano tanti altri.
E se lo studio non fosse fatto solo di ore passate con lo strumento in mano, ma anche da una contaminazione tra i momenti di studio e quelli di pausa? Sempre più ricerche mostrano che il cervello continua a lavorare anche quando non suoniamo: durante il riposo rielabora, consolida, collega.
La pausa, quindi, non è tempo perso ma una parte attiva del processo di apprendimento. Fermarsi un momento, soprattutto quando un passaggio sembra non venire, aiuta a far sedimentare, a rimettere ordine e a ripartire con più chiarezza. Quindi, in fondo, crescere nella musica è anche questo: imparare a suonare, e a smettere quando serve.
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