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Il Controcanto di Tiziana Tentoni · Jun 26, 2026

Il Conservatorio Santa Cecilia e il peso del passato.

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Tiziana Tentoni · Il Controcanto di Tiziana Tentoni

Sala Accademica del Conservatorio Santa Cecilia

«Mi baciava se eseguivo bene un brano. Lo chiamava “bacio accademico”. Se sbagliavo, invece, arrivava una sculacciata. Altre volte, durante le lezioni, mi toglieva il flauto dalla bocca e mi toccava nelle parti intime.»

Inizia così l’articolo pubblicato il 25 giugno su La Repubblica, firmato da Ettore Saladini, che racconta la prima udienza del processo nei confronti di un ex docente del Conservatorio Santa Cecilia di Roma, flautista e clavicembalista sessantasettenne oggi in pensione, imputato per violenza sessuale.

Articolo Repubblica, a cura di Ettore Saladini

Secondo quanto ricostruito dal quotidiano sulla base di quanto emerso in aula, una giovane flautista, oggi ventiquattrenne, ha raccontato ai giudici di aver subito, nel 2022, una progressiva escalation di comportamenti che sarebbero iniziati durante le lezioni nelle aule del Conservatorio romano.

Iniziati come correzioni della postura e aiuto per migliorare la respirazione, con il passare del tempo quei contatti sarebbero diventati sempre più invasivi. «Le mani dal ventre hanno iniziato a scendere sempre di più», ha raccontato in aula. Secondo il suo racconto, il professore le avrebbe toccato glutei, genitali e cosce, arrivando anche a baciarla più volte sulla bocca e a bloccarla in un angolo dell’aula impedendole di allontanarsi.

La giovane ha spiegato di non essere mai riuscita a reagire. «Non gli ho mai detto di fermarsi. Non perché non volessi, ma perché non riuscivo», ha dichiarato ai giudici. «Mi sentivo pietrificata, di marmo.»

Come riportato da Repubblica, la sua legale, l’avvocata Giulia Masi, ha richiamato il fenomeno del freezing, spiegando come, in situazioni di forte asimmetria e sopraffazione, l’assenza di una reazione non possa essere interpretata come consenso.

Sempre secondo quanto riferito dalla studentessa durante il processo, il docente le avrebbe ripetuto che avrebbe potuto aiutarla non solo a crescere musicalmente, ma anche a diventare «meno rigida», più sicura di sé e a conoscere «altri aspetti del mondo». Avrebbe inoltre ironizzato sul fatto che fosse maggiorenne e, sempre secondo il suo racconto, l’avrebbe invitata più volte a casa propria, sostenendo di non poter «spingersi oltre» all’interno del Conservatorio.

La flautista ha raccontato di non aver voluto denunciare personalmente i fatti perché desiderava lasciarsi quella vicenda alle spalle. A rivolgersi alle autorità è stata invece una compagna di corso, dando così avvio al procedimento penale oggi all’esame del Tribunale.

La difesa del docente, affidata all’avvocata Marta Nardozi, respinge integralmente le accuse e confida che il processo chiarisca definitivamente la vicenda.

Articolo di Gabriele Cruciata per Roma Today Dossier

Gli anni tra il 2021 e il 2023 sono stati tra i più difficili della storia recente del Conservatorio Santa Cecilia di Roma, le cui radici, però, affondano ancora prima.

Nel pieno della pandemia, tra il 2020 e il 2021, nasce il SIPA – Studenti Insieme Per l’Arte, sindacato studentesco creato da un gruppo di allievi con l’obiettivo di rappresentare le istanze degli studenti e portare all’attenzione della direzione una serie di criticità legate alla didattica, alla trasparenza amministrativa e al funzionamento degli organi di rappresentanza.

Da quel momento si apre una stagione di ricorsi, esposti e contestazioni che culminerà nel commissariamento del 2022.

Per ricostruire quella fase ho consultato l’articolo pubblicato da Gabriele Cruciata su Roma Today Dossier, oltre ai provvedimenti del TAR e agli articoli di stampa di quel periodo.

Tra i casi più noti c’è quello di Maricruz Juarez Carcano, studentessa di canto lirico arrivata prima dei non eletti alla Consulta degli Studenti. Dopo le dimissioni di uno degli eletti, ritiene di avere diritto al subentro, ma il direttore Roberto Giuliani nomina un altro studente.

Maricruz presenta ricorso al TAR sostenendo di essere stata privata di un proprio diritto. Successivamente denuncia pubblicamente di aver subito pressioni affinché ritirasse il ricorso, arrivando a presentare una denuncia per tentata concussione nei confronti dell’allora direttore e di un docente. Giuliani ha sempre respinto con decisione queste ricostruzioni, definendole «una bugia colossale» e affermando di non aver mai esercitato alcuna pressione nei confronti della studentessa.1

Nel frattempo anche altri studenti iniziano a denunciare pubblicamente problemi nella gestione dell’istituto: procedure di ammissione ritenute poco trasparenti, griglie di valutazione non pubblicate, ritardi nelle graduatorie, difficoltà nell’organizzazione della didattica durante la pandemia e un clima di forte contrapposizione tra una parte degli studenti e la direzione.

Alle contestazioni degli studenti si aggiungono ispezioni ministeriali, esposti e ricorsi amministrativi.

Nell’aprile 2022 il Ministero dell’Università e della Ricerca dispone il commissariamento del Conservatorio, parlando nel decreto di «significative e reiterate criticità consistenti in gravi e persistenti violazioni di legge» e di comportamenti tali da non assicurare «il normale funzionamento degli organi o dei servizi indispensabili dell’istituto».

Roberto Giuliani e l’allora presidente Antonino Marcellino impugnano il provvedimento davanti al TAR del Lazio. Prima viene respinta la richiesta di sospensione cautelare, poi, nel febbraio 2023, anche il ricorso nel merito: il Tribunale amministrativo conferma la legittimità del commissariamento.

Il commissariamento straordinario resta in vigore fino al marzo 2023. Con la conclusione della gestione affidata ai commissari Marco Villani e Paolo Rotili, il Conservatorio torna al voto ed elegge come nuovo direttore il professor Franco Antonio Mirenzi, docente di Composizione e già vicedirettore dell’istituto durante la precedente gestione. Nel giugno 2026 Mirenzi viene riconfermato, come unico candidato, per un secondo mandato consecutivo.

La presidenza del Conservatorio è invece affidata a Simona Agnes, manager nel settore dell’editoria e della comunicazione e consigliere d’amministrazione di Treccani, Fondazione Telethon e RAI.

Chiostro del Conservatorio di Santa Cecilia, Roma

Il Conservatorio Santa Cecilia è il luogo in cui ho trascorso dieci anni della mia vita da allieva di violino e musica da camera, è un’istituzione che sento anche un po’ mia e che ha contribuito in maniera determinante a formare non solo la musicista, ma anche la persona che sono oggi.

Leggendo, ricostruendo e approfondendo questa vicenda, ho sentito la necessità di capire in che momento si trovi oggi il Conservatorio attraverso le parole di chi lo dirige e di chi lo vive ogni giorno: il direttore e gli studenti.

Riporto integralmente la dichiarazione del direttore del Conservatorio Santa Cecilia, il professor Franco Antonio Mirenzi, alla mia richiesta di una posizione sulla vicenda processuale, sugli eventuali provvedimenti adottati all’epoca dei fatti e sulle procedure di tutela oggi previste per gli studenti.

“Il Conservatorio Santa Cecilia condanna fermamente ogni forma di molestia così come riportato nel Codice etico e in altri documenti pubblicati sul sito ufficiale.

E’ attivo uno Sportello di ascolto e un attività di Supporto psicologico per raccogliere, prevenire, sanzionare e supportare situazioni dichiarate di molestia e altre forme di disagio; è altresì attiva la piattaforma relativa al c.d. whistleblowing attraverso cui possono essere inoltrate segnalazioni che il Conservatorio raccoglie e, se ne riscontra gli estremi, adotta ogni conseguente determinazione, segnalando immediatamente al competente Mur le situazioni di rilievo per l’adozione di adeguate sanzioni disciplinari.

Non sono direttamente a conoscenza del caso a cui fa riferimento il pezzo apparso su “Il Messaggero”.

Ed infatti, quanto riferisce la fonte giornalistica si sarebbe verificato in un periodo antecedente al mio insediamento come Direttore.

Nondimeno, ho svolto una prima rapida ricerca d’archivio e le posso confermare che, effettivamente, c’è stato un pensionamento di un docente di flauto nel 2023. Ma non posso aggiungere altro perché, allo stato, non risultano agli atti altri elementi. Mi riservo, comunque, di continuare la ricerca nei prossimi giorni. Non sono infatti riuscito, ad oggi, ad appurare se l’allieva ha, o no, informato il Conservatorio di quanto le sarebbe accaduto né se sia stato, o no, aperto un procedimento disciplinare a carico del docente ed, eventualmente, come si sia concluso l’iter.

Il Conservatorio si rende comunque pienamente disponibile a collaborare senza riserve con la magistratura.”

E poi, ho intervistato Lorenza Lucaferri, la Presidentessa della Consulta degli Studenti del Conservatorio Santa Cecilia e di Sipa - Studenti insieme per l’arte, il sindacato studentesco dei Conservatori di Roma, Frosinone, Latina e Rieti.

TT: Dopo il commissariamento e l’arrivo della nuova governance, il Conservatorio è cambiato? Oggi gli studenti percepiscono un clima diverso rispetto agli anni precedenti al commissariamento?

LL: Quando è avvenuto il commissariamento non ero ancora attiva nel sindacato studentesco. Molte vicende le ho vissute indirettamente. Per quello che posso osservare oggi, però, il clima è cambiato.

Il professor Mirenzi era vicedirettore prima del commissariamento e, secondo me e penso possano essere d’accordo con me altre persone all’interno di SIPA, è riuscito a risollevare la situazione generale.

Ho percepito una gestione più trasparente. Alcune dinamiche sono rimaste, perché scardinare certi meccanismi è difficile, ma nel complesso il clima è diverso.

TT: Quali cambiamenti avete riscontrato concretamente nel rapporto tra studenti e direzione?

LL: Abbiamo trovato maggiore ascolto delle istanze degli studenti, perché ci sono alcune piccole battaglie che abbiamo portato avanti e che poi siamo riusciti a vincere. Per esempio dal prossimo anno ci hanno garantito i due appelli per ogni sessione, per le tre sessioni di esame, soprattutto per le materie collettive che erano quelle che creavano lo scoglio maggiore. Ci sono una serie di proposte che abbiamo avanzato e dall’altra parte comunque c’è stata un’apertura, quindi da questo punto di vista il clima ci sembra quantomeno conciliante.

Sono dell’idea che se uno le proposte le sa motivare, sa spiegare che non si tratta di rivendicazioni basate su nulla, ma effettivamente delle misure che poi portano a un miglioramento della qualità della vita accademica degli studenti e delle studentesse, dall’altra parte c’è quantomeno l’ascolto e la volontà di fare il bene comune.

TT: Oggi gli studenti si sentono maggiormente tutelati? Esistono strumenti adeguati per affrontare situazioni come quella emersa dal processo?

LL: Secondo me alcune cose sono ancora lasciate alla sensibilità della direzione di turno. Se, nel momento in cui vengono segnalati casi molto gravi, dall’altra parte c’è una persona disposta a non mettere tutto a tacere ma ad approfondire e far emergere la verità, è un conto.

Il problema è che, rispetto all’università, mancano alcuni strumenti che dovrebbero essere garantiti. Ad esempio, a quanto mi risulta, non esiste la figura del garante degli studenti nei conservatori, una figura imparziale alla quale ci si dovrebbe poter rivolgere per segnalare appunto problematiche legate alla didattica.

TT: E sul tema delle molestie?

LL: «La questione, secondo me, non riguarda nello specifico il nostro Conservatorio: è un problema sistemico, e lo sappiamo, non nascondiamoci. Per la natura stessa dei Conservatori, dove gran parte della didattica si svolge con lezioni individuali, il rischio esiste e non possiamo far finta che non ci sia: si deve migliorare sul piano della prevenzione.

Stabilire se ci siano responsabilità penali nella vicenda che vede imputato per violenza sessuale l’ex docente del Conservatorio sarà compito della magistratura. Quello che invece è importante chiedersi è se un’istituzione possa imparare qualcosa dal proprio passato.

Dopo aver ascoltato la direzione e gli studenti, la mia impressione è che il Conservatorio Santa Cecilia stia provando a voltare pagina. Resta però un’urgenza che va oltre il singolo Conservatorio: è arrivato il momento che la prevenzione e gli strumenti di tutela diventino una priorità per l’intero sistema AFAM.

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Aggiornamento del 27 giugno 2026

Successivamente alla pubblicazione dell’articolo, il professor Roberto Giuliani ha inviato una replica e alcune precisazioni relative ai passaggi che riguardano il periodo della sua direzione del Conservatorio Santa Cecilia. Per completezza di informazione, il testo integrale è riportato di seguito:

“Egr. Dott.ssa Tiziana Tentoni, a tutela della mia immagine, preciso che durante i miei due mandati triennali di Direttore eletto, nessuna segnalazione, orale o scritta, è giunta riguardo al caso della studentessa di cui al suo articolo; in caso contrario, avrei attivato i previsti canali di denuncia e disciplinari, ai sensi del “Codice etico di comportamento del Conservatorio Santa Cecilia”, da me varato nel mio primo anno di Direzione, e da me pubblicato nell’allora nuova sezione “Codici” del sito (contenente il Codice disciplinari del personale docente, il Codice di comportamento dei dipendenti pubblici ecc.). La questione di cui lei si è occupata, è bene precisarlo a scanso di equivoci, è venuta in evidenza quindi successivamente al termine del mio mandato.

Giova inoltre ricordare - uno per tutti i casi da lei citati - l’esito finale rispetto alle accuse della ex studentessa Carcano, i cui ricorsi sono stati respinti sia dal Consiglio di Stato, sia dal TAR, per “infondatezza dei motivi”; nella sentenza TAR si legge anzi che “il Direttore [Giuliani] ha correttamente operato”; stessa sorte per l’infamante denuncia di concussione, archiviata dalla Procura della Repubblica perché il fatto non sussiste.

Analogamente per quanto concerne il rinvio all’articolo “Il sistema Santa Cecilia: la rete di potere dietro il Conservatorio. Compensi, liquidazioni di pagamento apparsi sospetti. Irregolarità commesse nei confronti degli studenti. Professori che osavano criticare messi a tacere. Ecco tutti i guai che hanno portato al commissariamento (e al declino) del più importante conservatorio nazionale”; si tratta di accuse generiche che non hanno trovato riscontro in nessuno degli elementi di commissariamento, così come non sono state rinvenute le “gravi e persistenti violazioni di legge”; anche in questo caso - una per tutte - segnalo l’indagine della Procura di Roma che, presa in esame la documentazione amministrativa del mio periodo di direzione, ha archiviato anche in questo caso la denuncia, non avendo rilevata criticità alcuna.

Né allora né oggi il Conservatorio “Santa Cecilia” può essere affiancato a un’idea di declino (per positivo flusso di iscrizioni, qualità delle diplomate e dei diplomati, livello delle professoresse e dei professori, performance degli organi apicali e del personale amministrativo, attività concertistica nazionale e internazionale ecc.), rischiando di intaccare l’immagine di una eccellenza italiana, riconosciuta nel mondo.”

Read the original on tizianatentoni.substack.com

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