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The Sequence · Jul 1, 2026

Intervista a Greg Ng

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The sequence by Emanuele Ratti · The Sequence

Il fenomeno delle Backrooms è nato nel 2019 su 4chan, diventando famoso sul web e successivamente su YouTube sul canale di Kane Pixel. Ora nel 2026, una storia nata su internet e sviluppata in una cameretta, dopo anni, passa al grande schermo. Al centro di questo cambiamento, per il film Backrooms, c’è il montatore Greg Ng, che ha avuto il compito di montare e dare emozioni a questi spazi liminali.

In realtà non sapevo molto delle Backrooms prima di incontrare Kane. Ma prima di iniziare a lavorare con lui, ho guardato tutti i suoi video. Ho visto che avevano milioni di visualizzazioni e ho pensato che fossero fantastici, ma non mi aspettavo il livello di successo che il film ha avuto sin dalla sua uscita.

Quando monti un film, la cosa migliore da fare è isolarsi dalle pressioni esterne, come le aspettative del pubblico. Puoi controllare davvero solo ciò che è in tuo potere. È simile al modo in cui gli atleti professionisti devono ignorare il rumore degli spalti per dare il massimo. In più ho avuto il vantaggio di lavorare con un regista come Kane, che è un esperto assoluto dell’universo di Backrooms, non ho mai dovuto temere che mi sfuggisse qualche dettaglio per i fan, perché lui avrebbe notato tutto. Io dovevo semplicemente concentrarmi sul montaggio.

Ogni progetto ha le sue regole, ma il bello dell’horror è poter giocare con le aspettative. L’assenza di elementi di abbellimento come musica o effetti sonori crea nello spettatore la sensazione che stia per succedere qualcosa. Se stabilisci chiaramente il pericolo fin dall’inizio, a quel punto puoi dilatare un momento di tensioni per un tempo lunghissimo prima di poterlo rilasciare.

La scena del tavolo da pranzo è la mia preferita per diversi motivi. È una sequenza piuttosto lunga che attraversa molti alti e bassi emotivi, in cui i personaggi cambiano molto. Scopriamo frammenti del passato di Clark, capiamo la sua visione delle Backrooms e poi arriviamo alla rivelazione finale. Proprio per questa complessità di elementi da bilanciare, è stata anche la scena più difficile da gestire in sala di montaggio.

No, nessun shock culturale o problema di questo tipo, siamo andati d’accordo alla grande. Semmai è stato Kane a doversi adattare di più, dato che entrava in un sistema industriale con un team di lavoro molto grande, ma lo ha fatto in modo del tutto naturale.

La cosa interessante è che i lavori di Kane su YouTube sono estremamente pazienti, quasi lenti, il che è sorprendente se pensiamo alla soglia di attenzione ridotta dei giorni nostri. Abbiamo preso quel ritmo lento e deliberato dei suoi primi video e lo abbiamo trasferito nel film. Questa storia non ha bisogno di velocità, parla di scoperta, esplorazione e incontro con l’ignoto. Sono elementi che richiedono immersione per essere compresi a fondo.

C’è molto di più dietro all’ansia rispetto alla semplice scelta della musica giusta. Al centro del montaggio c’è la storia, ed essa si riduce a due elementi: ci sono delle persone e queste persone hanno dei problemi. La sfida è far sì che al pubblico importi di quelle persone e che ne capisca i problemi. Se ti lasci coinvolgere dal viaggio del protagonista, le tue emozioni si sincronizzano con le sue: se lui prova panico, lo provi anche tu. Se questo legame funziona, allora puoi divertirti a enfatizzare la tensione con la tecnica, se non funziona, lo spettatore rimarrà indifferente, a prescindere da quanto siano stressanti la musica o le immagini.

Sorprendentemente no ahah, anche se il mio ufficio è attualmente rivestito con la carta da parati delle Backrooms, quindi le sperimento quotidianamente.

Fattori come il successo di Backrooms e Obsession dimostrano che c’è una forte spinta a sviluppare progetti partendo da storie e personalità nate sul web. È lì che oggi si concentra l’attenzione del pubblico, e sul web c’è molta più libertà e originalità rispetto ai media tradizionali.

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Read the original on thesqnc.substack.com

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