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The Agency Lab · Oct 26, 2025

Idee di Potere - Ventinovesima Puntata

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Alice Siracusano · The Agency Lab

«Si può scoprire di più su una persona in un’ora di gioco che in un anno di conversazione»

Così Milena Bardoni, citando Platone, ha aperto la serata che abbiamo organizzato insieme il 29 settembre scorso. In questa edizione di Idee di potere vi racconto com’è andata e perché abbiamo scelto come titolo dell’evento: “Il senso dei soldi.”

© Elena Brugnerotto / Rebelhands

È proprio da questa convinzione che sono partita quando ho proposto a Milena, Wealth Advisor di Banca Mediolanum e responsabile insieme a Viviana Marchi del progetto editoriale di consapevolezza finanziaria Atlas Edufin, di organizzare questo evento insieme.

Abbiamo poi aggiunto altre cinque credenze legate al denaro che spesso ci vincolano, non solo nel modo in cui li gestiamo, ma nella vita e nelle relazioni in genere.

© Elena Brugnerotto / Rebelhands

Ci ha aiutate Elena Brugnerotto, che ha illustrato queste credenze in modo tale che NON emergesse alcun giudizio da parte nostra su di esse.

Dobbiamo ricordarci che il nostro cervello è una macchina delle previsioni progettata per mantenerci in vita. Quindi, non appena percepisce potenziali minacce come il giudizio e il rifiuto entra in modalità sopravvivenza e protegge anche certe convinzioni che abbiamo.

Ad esempio, quando abbiamo paura di sembrare “fuori luogo” - ed essere rifiutate - per aver messo in dubbio idee che in molti danno per vere, soprattutto le persone a cui vogliamo bene, finiamo per accettarle senza pensarci troppo.

Arriviamo anche a cercare conferme intorno a noi della verità di quelle idee, per convincerci di essere “nel giusto” anche se di pancia vorremmo mettere in discussione la cosa.

Vale anche al contrario: quando sentiamo di essere considerate “brave” - e quindi accettate - per aver espresso una certa idea, tendiamo a rafforzarla e a non porci troppe ulteriori domande in merito.

© Andrea Sanna / LUZ

Per abbassare ulteriormente le difese legate al giudizio percepito abbiamo iniziato la serata con un gioco e abbiamo scelto tre speaker di età e percorsi diversi, ognuno di loro ha affrontato sfide importanti, professionali, relazionali e sociali.

Per questo, abbiamo chiesto ai nostri relatori di raccontarci il loro rapporto col denaro in relazione ai loro obiettivi di vita e di lavoro.

Si tratta di:

  1. Amalia Ercoli Finzi, prima donna laureata in Ingegneria Aeronautica, professoressa emerita al Politecnico di Milano e pioniera di missioni spaziali;

  2. Stefano Rossi, psicopedagogista e saggista che ha creato il “Metodo Rossi” per allenare all’educazione emotiva genitori e ragazzi;

  3. Elvina Finzi, ingegnera con doppia laurea e dottorato in Ingegneria Nucleare, oggi Business Leader in Luxottica.

A distanza di giorni, ciò che è stato detto durante l’evento continua a ribollire in me e a suscitare discussioni con amiche, amici e con la mia famiglia.

  • Come si trasmette?

  • Quando e come possiamo rendercene conto?

  • Cosa possiamo fare a riguardo?

Sicuramente possiamo decidere se vogliamo adottare lo stesso approccio “ereditato” da chi ci ha preceduto o se, da figli, genitori, zii o futuri tali, vogliamo cambiarlo.

Voglio condividere un aneddoto sui soldi che mi ha raccontato una persona a cui voglio davvero molto bene:

Questa persona è anche un genitore e talvolta - per lavoro o per piacere - si assenta da casa: mi ha detto che all’inizio quando tornava portava sempre dei doni ai figli e che da un po’ di tempo non lo fa più, per due ragioni: vuole trasmettere che la gioia sta nel ritorno e nell’abbraccio, non nell’oggetto e poi vuole smettere di sentirsi in colpa per dedicarsi alle proprie esigenze, lavorative e umane. Già, perché i doni, e i soldi con cui venivano acquistati, confermavano un senso di colpa: «devi compensare la tua assenza».

Quindi NON per confermare convinzioni limitanti – “sei una fallita”, “sei una madre non all’altezza”, “sei un padre mancante” – ma per creare spazio e nuove risorse che rafforzino delle nostre qualità autentiche.

Qualche tempo fa ho svolto un esercizio legato a un percorso di mindfulness: per tre settimane, ogni volta (e intendo proprio ogni volta) che spendevo dei soldi, dovevo scrivere sul relativo scontrino questa frase

«Spendo con gioia, e il denaro torna moltiplicato»

All’inizio pensavo fosse una sciocchezza e mi ha fatto anche arrabbiare essere forzata a scrivere su qualsiasi scontrino quella frase.

Ma dopo un po’ ho capito il senso di quella “forzatura”: mi ha aiutata a riflettere sui motivi dietro le mie spese e a chiedermi se fossero un modo per compensare qualcosa o, al contrario, un modo per favorire la mia autenticità e la sua espressione.

Durata: 21 giorni

Obiettivo: osservare in modo neutro le proprie abitudini di spesa e scoprire cosa genera davvero “gioia”.

1. Conserva tutti gli scontrini o annota le spese man mano

2. Ogni settimana, registra le spese in un file excel, usando una tabella semplice, così strutturata:

  1. Quanta parte della tua spesa è stata “di gioia”?

  2. A quali tipi di acquisti corrisponde?

  3. Se sommi tutte queste spese “di gioia”, rimandano a un progetto più grande nella tua vita? Ad esempio, migliorare la salute, nutrire relazioni importanti, coltivare un interesse personale, ecc.

Suggerimento finale:

L’obiettivo non è giudicare le vostre abitudini, ma osservarle con curiosità e capire dove va il denaro - e la vostra energia - quando seguite la gioia.

Se provate fateci sapere com’è andata!

Idee di Potere è la logica prosecuzione di Nati per cambiare, il progetto che racconta come si può stimolare un cambiamento in azienda a partire dai nostri desideri e inclinazioni individuali e non dal volere dei nostrǝ capǝ . Volete saperne di più del progetto Nati per cambiare?
Visitate il sito: www.natipercambiare.com

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Read the original on theagencylab.substack.com

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