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Il dispaccio di Tersite · Jun 11, 2026

La geocalcistica non è un romanzo

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Tersite Rossi · Il dispaccio di Tersite

Ci siamo. Oggi cominciano i mondiali di calcio a trazione trumpiana.

Saranno i più inquinanti di sempre e i meno inclusivi, tra prezzi esorbitanti e divieti d’ingresso.

Ce n’è abbastanza anche in fatto di violenza: saranno i primi organizzati da un Paese, gli USA, impegnato in una guerra guerreggiata contro un altro; a ciò si aggiungano le incursioni dell’ICE e i desaparecidos (in Messico spariscono nel nulla 40 persone al giorno).

Saranno, naturalmente, anche i più ricchi di tutti i tempi (quasi 100 miliardi di dollari d’indotto globale, 14 dei quali incassati dalla sola FIFA).

Ma soprattutto saranno i mondiali che consacreranno il trionfo della geocalcistica. Cos’è?

È Trump che dichiara la terza guerra mondiale coi giocatori della Juventus a fare da tappezzeria dietro di lui; è Infantino che gli assegna il Premio FIFA per la pace; è Cristiano Ronaldo che a Trump stringe la mano nello studio ovale chiamandolo “bravo ragazzo”; è la FIFA che entra nel Board of Peace e ottiene l’incarico di costruire stadi di calcio a Gaza.

È quel miscuglio di dittatura, autoritarismo, business, diplomazia, corruzione, spettacolo e avanspettacolo che qualcuno chiama anche “post-politica”.

È il calcio mondiale che non è più solo un semplice strumento di potere (lo è sempre stato), ma è diventato esso stesso un attore geopolitico primario, con la FIFA trasformata in nuova piattaforma diplomatica globale senza alcuna legittimità popolare.

“Romanzo mondiale” di Marco Niro, in libreria dal 28 aprile 2026, ha anticipato tutto questo, raccontando di gigantesche corruzioni, sfruttamenti selvaggi, sabotaggi, partite di operai contro padroni, attori falliti, sosia di grandi campioni, fantasmi. La cosa più difficile, per Marco, è stata non farsi superare dalla realtà, che nel frattempo ce l’ha messa tutta per apparire persino più diabolica della sua fantasia.

Resta il fatto che il calcio è ancora soltanto un gioco, per cui, come ha scritto Jorge Luis Borges, ”ogni volta che un bambino prende a calci qualcosa per strada, lì ricomincia la storia del calcio”: nessun padrone potrà mai impedirlo.

Vi riportiamo l’audio dell’intervista radiofonica su “Romanzo mondiale” fatta a Marco da Livio Partiti per “Il posto delle parole” l’8 giugno 2026.

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Di seguito trovate invece la trascrizione della recensione del romanzo di Marco pubblicata il 9 maggio 2026 sul Fatto Quotidiano online, scritta da Lorenzo Mazzoni.

Buona lettura e buon ascolto!

Il noir “Romanzo mondiale. Il gioco sporco del potere” (Garrincha Edizioni) non offre finali consolatori: tramite il calcio si osservano le dinamiche del capitalismo contemporaneo

Mancano poche settimane al fischio d’inizio dei mondiali negli Stati Uniti e l’aria è già satura di retorica sportiva e marketing aggressivo. In questo scenario, Marco Niro decide di pubblicare Romanzo mondiale. Il gioco sporco del potere (Garrincha Edizioni), un’operazione editoriale che non lascia spazio a interpretazioni rassicuranti: il libro è un resoconto lucido e privo di concessioni sulla struttura economica che regge il calcio professionistico.

Niro, con un passato solido nel collettivo Tersite Rossi, adotta qui lo schema del noir civile. La trama si sposta tra Zurigo, la Nigeria, Roma e Lisbona, ma il centro di gravità è unico: il denaro e la gestione brutale del consenso. La narrazione parte dal 2010 a Zurigo, dove i voti per assegnare i mondiali si comprano con la stessa naturalezza con cui si acquista un bene di consumo. Qui incontriamo lo Schiavo, figura che incarna il faccendiere moderno, privo di morale e orientato esclusivamente al risultato economico.

Il contrasto netto arriva con la storia di Rashidi, che nel 2017 lascia la Nigeria per Petrolia. Niro descrive la transizione dal sogno sportivo alla realtà del lavoro forzato. Rashidi finisce a costruire stadi in condizioni di schiavitù. Questo è il punto in cui il romanzo smette di essere solo intrattenimento e diventa un atto di accusa contro lo sportwashing. L’autore riporta l’attenzione sui dati reali, come i seimila morti nei cantieri del Qatar, trasformando le statistiche in volti e storie individuali.

A Lisbona troviamo Sentenza, il campione ossessionato dal record personale e dal declino fisico. Rappresenta la faccia pulita e patinata del sistema, quella che serve a vendere i diritti televisivi e a nascondere le macerie sociali su cui poggiano gli stadi. La contrapposizione con il Mago, il suo eterno rivale, non è solo sportiva ma funzionale a un mercato che vive di dualismi costruiti a tavolino.

C’è poi la linea narrativa romana, con Rita ed Ernesto. Sono due teatranti che hanno fallito nel sistema culturale ufficiale e decidono di tentare un sabotaggio politico sfruttando una somiglianza fisica. È la parte più acida del libro, dove la satira colpisce l’incapacità dei movimenti di opposizione di incidere realmente sulle grandi dinamiche globali, pur mantenendo un’integrità ideale che manca a tutti gli altri protagonisti.

Lo stile di Niro è asciutto, rapido, quasi giornalistico nella sua precisione documentale. Non usa figure retoriche per abbellire il racconto perché la realtà che descrive è già sufficientemente cruda. Il calcio è utilizzato come strumento per osservare le dinamiche del capitalismo contemporaneo, dove il talento individuale è trasformato in un marchio e i lavoratori sono considerati costi da abbattere.

Questo libro appartiene a pieno titolo alla categoria degli “oggetti narrativi non identificati”. Ibrida l’inchiesta con la finzione per costringere il lettore a guardare ciò che solitamente viene ignorato durante la visione di una partita. Niro scrive un’autopsia di un sistema che considera morto dal punto di vista etico, anche se continua a generare profitti immensi.

È una lettura necessaria per chi non vuole limitarsi al ruolo di consumatore passivo di eventi sportivi. Romanzo mondiale non offre soluzioni facili o finali consolatori, ma fornisce gli strumenti per capire quanto sangue e quanta corruzione servano per tenere in piedi il grande spettacolo del pallone. Se cercate la poesia del calcio, guardate altrove. Se volete capire come funziona il mondo oggi, questo è il libro giusto.

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