Alesksej Vronskij, l’amante di Anna Karenina, non è forse il personaggio più simpatico del romanzo, ma nel capitolo XXX della prima parte dice una battuta che, da quando ho letto il romanzo la prima volta, più di trent’anni fa, non me la sono mai dimenticata.
Siamo sul treno che riporta Anna a Pietroburgo, lei è partita in anticipo rispetto ai suoi programmi per scappare da Vronskij e dalla loro possibile relazione, che la attrae e la spaventa. Di notte il treno si ferma in una stazione intermedia e Anna esce sulla banchina e aspira con piacere l’aria gelata e si goda la stazione illuminata e la tempesta. E lì, sulla banchina, incontra Vronkij, che ha preso il suo stesso treno e le dice una battuta memorabile, indimenticabile. Quando, il mattino dopo, a Mosca, Anna rivede il marito, Aleksej Karenin, si chiede (nella traduzione di Pietro Zveteremich) “Dio mio! Perché gli sono venute quelle orecchie?“.
Qui Anna comincia a scivolare verso la sua fine, e anche questo capitolo mi è sembrato valesse la pena di leggerlo per Stare male [nell’immagine Vasilij Lanovoj nel ruolo di Vronskij nel film Anna Karenina di Aleksandr Zarchi, (1967)] .
La lettura si ascolta qui. Possono ascoltarla gli abbonati a State bene Bombé: ci si abbona qui.
State bene (Bombé).
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