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Il Substack di SpecchioRiflesso · Aug 20, 2026

Ucraina, la NABU arresta l’ex vice direttrice dell’ufficio della Presidenza Irina Mudraya per corruzione

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SpecchioRiflesso · Il Substack di SpecchioRiflesso

Fulvio Beltrami

Un nuovo terremoto giudiziario scuote l’ufficio di Volodymyr Zelensky. Irina Mudraya, ex vice direttrice dell’Ufficio del presidente ucraino, è stata incriminata dall’Ufficio nazionale anticorruzione, la NABU, e successivamente rimossa dall’incarico con un decreto presidenziale. Secondo il Kyiv Independent, gli investigatori hanno perquisito la sua abitazione nell’ambito di un’inchiesta che coinvolge funzionari dell’amministrazione presidenziale, parlamentari, dirigenti bancari e una rete di presunti intermediari.

La vicenda ruota intorno all’operazione “Midas”, l’indagine sulla corruzione nella società energetica statale Energoatom. La NABU sostiene che gli indagati abbiano riciclato 150 milioni di grivne, circa 3,4 milioni di dollari, utilizzati per pagare la cauzione di Herman Halushchenko, ex ministro della Giustizia e dell’Energia accusato di riciclaggio e criminalità organizzata. Una parte del denaro sarebbe transitata attraverso Sense Bank, istituto statale già finito sotto la lente degli investigatori.

Il ruolo di Irina Mudraya.

Mudraya, che nell’ufficio presidenziale seguiva gli affari giudiziari e la riforma della giustizia, avrebbe avuto il compito di contribuire alla raccolta dei fondi necessari per la cauzione di Halushchenko. I mandati di perquisizione, la cui autenticità è stata confermata da una fonte investigativa al Kyiv Independent, indicano inoltre che alla funzionaria sarebbe stato chiesto di portare Sense Bank sotto il controllo dell’Ufficio del presidente, impedendo che altri organi statali ne assumessero la gestione.

Il caso assume una dimensione ancora più grave per il contenuto delle registrazioni audio diffuse dalla stessa NABU. In una conversazione, Mudraya avrebbe riferito che una persona chiamata “David” e il capo di una commissione parlamentare cercavano di garantire protezione politica alla banca. “Non interverranno contro Sense Bank, e Sense Bank dovrà pagarli”, avrebbe dichiarato.

Il giornale più prestigioso in Ucraina precisa che non è stato possibile stabilire se quel “David” fosse David Arakhamia, leader della maggioranza parlamentare di Zelensky.

In altre registrazioni compare il nome di “Timur”, descritto come un “rifugiato israeliano”, che gli investigatori ritengono essere Timur Mindich, stretto associato di Zelensky e indagato nel caso Energoatom. Secondo la ricostruzione, Mindich avrebbe chiesto a Mudraya di assumere il controllo dell’istituto: “Non puoi fidarti di questi truffatori con la banca. Lì ci sono flussi di cassa enormi. Prendi il controllo della banca”.

Il sistema lodati da UE e NATO ora sotto accusa.

L’inchiesta non riguarda soltanto Mudraya. Le perquisizioni hanno interessato anche il deputato Vadym Stolar, l’ex parlamentare Maksym Mykytas, la sede di Sense Bank e gli uffici riconducibili al suo amministratore delegato Oleksiy Stupak e al presidente del consiglio di sorveglianza Mykola Hladyshchenko.

La NABU ha definito l’operazione “un’operazione speciale per smascherare un’organizzazione criminale guidata da un parlamentare in carica e da un ex parlamentare, con il coinvolgimento di alti funzionari dell’Ufficio del presidente”.

Gli investigatori ipotizzano anche il ricorso a documenti falsi, l’elusione dei controlli finanziari e l’intervento di funzionari incaricati del monitoraggio delle transazioni.

In una delle conversazioni, Mykytas avrebbe avvertito che, se l’operazione fosse fallita, una funzionaria sarebbe finita in carcere: “Sarà lei a finire in prigione se qualcosa va storto. Ma con lei negoziamo tutto”.

Mudraya ha respinto una lettura definitiva delle registrazioni, sostenendo che si tratterebbe di “frammenti di conversazioni diffusi oggi a pezzi e fuori contesto”. Attraverso il suo legale ha però dichiarato: “Ho fornito piena collaborazione agli investigatori e sono pronta a rispondere a ogni domanda attraverso le procedure previste dalla legge”. Anche Sense Bank ha annunciato la propria collaborazione con le autorità.

Secondo il Kyiv Independent, Mudraya avrebbe persino discusso la possibilità di influenzare la composizione dell’organo di supervisione civica della NABU e di sostituire il procuratore anticorruzione Oleksandr Klymenko con una figura fedele all’Ufficio del presidente. “Se sarà riconfermato per un secondo mandato, per altri sette anni, siamo tutti fregati”, avrebbe detto.

Quella frase fotografa il problema centrale: non una singola mela marcia, ma un sistema che teme le istituzioni incaricate di controllarlo.

La NABU strumento americano per scardinare il regime di Zelensky.

La NABU, sostenuta finanziariamente e istituzionalmente dagli Stati Uniti, è ormai diventata uno degli strumenti più incisivi della pressione di Washington su Kyiv. La sua autonomia operativa consente di colpire il cuore dell’apparato presidenziale e di portare alla luce reti di potere che Zelensky non riesce più a proteggere senza pagare un prezzo politico elevatissimo.

La lettura politica è inevitabile: mentre la guerra si avvicina ad una vittoria militare russa e la prospettiva di una soluzione negoziata è stata sepolta dal sistematico boicottaggio della UE, il sistema presidenziale ucraino appare agli occhi di Washington sempre più come un ostacolo alla Pace e stabilizzazione del Paese.

La NABU si e trasformata nello strumento attraverso il quale Washington tenta di scardinare un regime ormai logorato, incapace di presentarsi come interlocutore credibile sul piano militare, istituzionale e morale.

L’imbarazzo europeo.

Per l’élite politica europea, il caso Mudraya arriva nel momento peggiore. L’Ucraina è sottoposta a pesanti sconfitte militari, mentre la corruzione investe ministeri, aziende strategiche, banche e lo stesso ufficio di Zelensky.

L’indagine su Energoatom era già stata descritta come la più grande operazione anticorruzione contro la presidenza; a essa si sono aggiunte le accuse contro l’ex capo di gabinetto Andriy Yermak e contro l’ex vicepremier Olha Stefanishyna.

La reazione dei media europei appare invece segnata da un silenzio quasi isterico. Gli stessi organi di informazione ucraini che ieri venivano citati come fonti autorevoli vengono oggi rimossi dal circuito della narrazione ufficiale, perché rischiano di incrinare lo slogan atlantista “Slava Ukraini”.

Il paradosso è evidente: quando denunciavano i crimini del “orco russo”, quei media erano presentati come una prova della vitalità democratica ucraina; quando documentano le crepe del potere alleato, diventano improvvisamente scomodi.

Il quadro descritto dai media ucraini restituisce l’immagine di un potere che piega istituzioni, banche e apparati di controllo alle proprie esigenze e che non esita a fare ricorso alla corruzione e abuso di potere per continuare a rivendere le armi NATO e a rubare i fondi occidentali destinati a difendere il Paese.

Da 4 anni giornalisti e testate indipendenti Europee denunciano questi crimini finanziari che sono anche crimini contro la popolazione ucraina costretta a combattere una guerra persa per far continuare l’afflusso di miliardi di euro depredati dalle tasche dei contribuenti europei che vengono sistematicamente e immediatamente depredati non solo dal regime ucraino.

Eppure l’operato di questi giornalisti indipendenti è stato ferocemente ostacolato dalla classe politica e media mainstream europei pur conoscendo i fatti descritti.

Per quattro anni le parole d’ordine sono state: negare l’evidenza, raccontare fakenews, seppellire la verità con la immonda e diffamatoria accusa di propaganda russa.

Parole d’ordine eseguite alla lettera da media, giornalisti e fact-checkers italiani mainstream Slava Ukrainii che hanno riportato alla luce il buio periodo del servilismo fanatico dell’informazione durante il Ventennio fascista, in cambio di soldi, carriere e privilegi e della sicurezza di non subire conseguenze del loro operato.

Il loro attuale silenzio non cancella lo scandalo e l’infamia. Al contrario, lo rende più visibile.

Read the original on specchioriflesso.substack.com

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