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Quando si parla di fedeltà tutti rizzano le orecchie e tirano fuori la microfibra quella grande, perché un po’ di tè sta per essere spillato. La verità è che la fedeltà qui non ha niente a che fare con fedigrafi-traditori-bugiardi-manipolatori-racconta-storie-falliti-insicuri-morti-di-patata, ma con chi nel 2019 si è iscritto ad una newsletter, si è visto recapitare nella casella e-mail lettere che lo hanno emozionato, divertito, fatto pensare e poi quelle lettere sono diminuite, rallentate, fino a scomparire. Non vi ho ghostati, lo giuro, ma fra una pandemia, svariati lockdown, una gravidanza finita male, un cambio di casa e l’ingresso nel mondo della maternità, mi sono persa per strada e non sapevo come tornare.
Sempre convinta che per fare un grande ritorno serva un grande colpo di scena, io bimba delle serie tv che finivano con sconvolgenti cliffhanger e la pausa estiva che comportava mesi di attesa per sapere cosa succedesse dopo.
Esempi per per me significativi: il finale della Stagione 4 di Friends, quando Ross dice “Rachel” anziché “Emily” o quello della Stagione 6 di Grey’s Anatomy, quando Derek è spalmato sul pavimento con un proiettile nel cuore, ma soprattutto quel senso di shock da cui non ci si riprende mai, ovvero The OC, episodio 25 Stagione 3. Imogen Heap ha prodotto un’indimenticabile cover di "Hallelujah”, nessun millennial può ascoltare quella canzone senza pensare a Ryan che porta via dalle fiamme Marissa. NESSUNO.
[Vi lascio questo estratto di un’intervista di Call Her Daddy a Misha Barton dove racconta come si è arrivati a scrivere la morte di Marissa e l’uscita dalla serie, ma cliccatelo dopo aver finito qui o poi tornate a leggere, dai].
Insomma, questo giro per dire che ogni volta mi chiedevo se quello che stavo scrivendo era abbastanza per tornare, per ricomparire nelle caselle e-mail di chi nonostante l’attesa era rimasto. Manco fossi Babbo Natale e i miei iscritti dei cinquenni in attesa di Emiglio, il robot (io sempre pensato si chiamasse Emilio comunque eh) che si sarebbero invece ritrovati con la nuova edizione del vangelo e l’iscrizione al prossimo anno di catechismo. Anche se Euphoria ha cercato di trasformare la lettura della Bibbia in un trend e allora qualcuno potrebbe apprezzare.
E quindi eccomi qui, fedelissimi (giusto per restare in tema) grazie per esserci fin dall’inizio. Per tutti gli altri: a chi è già pratico di Substack non servono spiegazioni su come funzioni, a chi arriva qui per la prima volta:
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Ps: la mia amica Camilla mi aveva suggerito di flaggare come categoria per questa newsletter Cultura, io visto il passato di Letter from Sonia mi sono sentita più a mio agio nel selezionare Umorismo. Ma potrei contraddirmi.

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