Parliamo di quando un’amicizia va alla deriva. Non per un litigio, non per un torto preciso da poter nominare, ma perché quella persona, col tempo, ti è diventata estranea. I suoi modi non sono più i tuoi. I suoi valori nemmeno. O, più semplicemente: ti fa stare male, e ogni volta che provi a spiegare il perché, ti accorgi che non c’è un perché abbastanza solido da poter dire ad alta voce. Siete diverse, incontrarsi è una forzatura, scriversi una bugia. E allora sparire è la cosa più gentile che puoi fare e smettere di rispondere è in fondo già una forma di risposta.
Perché diciamocelo: non puoi dire a una persona “i tuoi modi superficiali non mi piacciono” o “non sai cosa significhi essere un’amica” o peggio “sembri costantemente minacciata dai miei successi” e aspettarti che la cosa finisca bene. Stai dicendo che non ti piace più quella persona e a quel punto non c’è margine di movimento. Diventa quasi imbarazzante ridursi a un “sei stronza” o a un “si vede che sei invidiosa”. L’unica cosa onesta che resta è fare un passo indietro, lasciare che quel rapporto scemi e poi muoia, senza funerale.
Chiariamo: ad un amico vero parli, spieghi, per quel rapporto ci litighi e lotti, perché ne vale la pena, perché c'è qualcosa da salvare. Il ghosting di cui parlo qui riguarda un'altra categoria: quei rapporti che a un certo punto rimetti in discussione, e ti accorgi che non lo sono mai stati, amicizie vere. Erano simpatia, vicinanza fisica, magari anche affetto un po’, ma non conoscenza, affinità, quella cosa lì per cui vale la pena combattere. Se pensi alla time line del vostro rapporto è un elettrocardiogramma piatto, fatto di pranzi e caffè, mai conversazioni profonde, mai supporto, confidenze o vicinanza reale. E quando te ne accorgi, non scatta la voglia di chiarire. Scatta la modalità risparmio energetico. Se li togli dall’equazione della tua vita non se ne accorge nessuno. Non ci sono stati quando hai avuto bisogno, perché tenerli intorno? Per arredare casa? [Alcune persone sono solo mobili rumorosi cit. se non sai cosa significa ti sei perso questa newsletter]. Non ne vale la pena.
Ti vedo lì a sgranare gli occhi pensando a quell’ex che ti ha ghostato, sei triggerato dalle parole, ma in quel caso si parla di amore (o presunto tale) e lì non vale. Perché lì la timeline non è mai piatta, è fatta di picchi, di conversazioni alle tre di notte, di cose dette che non si possono più fingere di non aver sentito, di promesse. Hai visto quella persona senza difese almeno una volta, e lei ha visto te. C'è stata conoscenza, quella vera, quella che nell'amicizia-non-amicizia manca. E allora sparire non è risparmio energetico: è cancellare un tracciato che un battito ce l'aveva, eccome. È uccidere la relazione.
Per questo nelle relazioni romantiche il ghosting è un atto di codardia, non perché il rapporto non meritasse di finire, ma perché meritava una fine con delle parole dentro, non un silenzio spacciato per l'unica opzione rimasta.
Per quei rapporti che non passano neanche le semi-finali nelle qualificazioni della categoria amicizia, invece, il ghosting è un atto di cura. Quantomeno verso se stessi e sì, ogni tanto l’egoismo non è la cosa peggiore di cui ti puoi macchiare. Come fai a dire a qualcuno “si vede lontano un miglio che patisci ogni volta che racconto una cosa bella che mi succede” o “fai gli auguri nelle Storie di Instagram pure al portiere del tuo palazzo, ma mai a me”, sono conversazioni che rasentano il ridicolo, eppure per chi quelle cose le ha vissute hanno senso, eccome.
Di fatto, però, provare a chiudere un'amicizia - accampando scuse, mentendo, cercando parole che l'altra persona non condividerebbe mai, rischiando solo di aggiungere malumore al malumore - non porta a niente di buono. Porta alla convinzione, netta, che il silenzio sia l'unica cosa onesta che ti resta.
Ribadisco: non parliamo di amicizie sane, quelle vere, dove incidenti, disattenzioni, errori sono umani - spesso inevitabili dopo anni di rapporto - e il dialogo, il confronto, sono essenziali per salvarle. Qui parliamo di quei rapporti che guadagnano l'etichetta "amicizia" più per anzianità che per valore. E non è forse sbagliato fare questa confusione? Non sarebbe come dire che a un fuoricorso vada comunque conferita la laurea, dopo abbastanza anni di iscrizione? Nessuno gli dà il titolo di dottore solo perché è rimasto abbastanza a lungo in facoltà. Così come un rapporto non diventa amicizia solo perché è durato nel tempo.
Se un rapporto arranca a essere più di un pranzo ogni tre mesi e qualche Reel inviato su Instagram, se nessuno dei due fa davvero parte della vita dell'altro se non per gli auguri di Natale e di compleanno, sarà pur lecito, a una certa età, volersi preservare per i rapporti genuini. Non sentire il bisogno di tappare buchi con chi sembra più interessato ad annoverarti fra la cerchia di conoscenze che ad esserti amico.
Le amicizie che hai lasciato morire senza funerale non sono un fallimento, né dovrebbero lasciarti in eredità un senso di colpa, se lo chiedi a me (ed è la mia newsletter quindi dico quello che mi pare). Ho imparato a 30 anni a tagliare i rami marci, quando mi hanno detto che sennò muore tutta la pianta.
Se il rapporto non è mai decollato, se quella persona ti ha mostrato la sua vera natura e ne sei rimasto disgustato, deluso, ferito, o se sono più le volte che hadetto di volerti vedere che quelle in cui avete ricordi insieme, allora non ti serviva un discorso, non ti serviva un “dobbiamo parlare” davanti a un caffè che nessuno dei due avrebbe voluto ordinare. Ti serviva solo smettere di rianimare un tracciato che, a essere onesti, non stava più battendo da tempo, solo che nessuno dei due aveva avuto il coraggio di dichiarare l’ora del decesso. Eddai.
Ogni tanto essere egoisti va bene. Forzarti, stressarti, stare male perché senti di dover una spiegazione a qualcuno che con te non è stato nemmeno un essere umano decente, non è necessario, soprattutto se ha un costo emotivo, se ha un costo sulla tua salute. Ogni tanto fottersene è sano.
E se non l’hai ancora fatto, se stai solo iniziando a considerarlo per quell’amicizia tossica che trascini da anni: sappi solo che sarai il cattivo della storia di qualcuno, ed è il prezzo da pagare per non esserne almeno più il burattino.
Io la vedo così: mi hai trattata male, fatto sentire a disagio, presa per i fondelli? Non ti devo una spiegazione, ti devo il silenzio. E anzi, ringrazia che ti lascio nella convinzione di essere tu la vittima.

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