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Riflessioni su umani, lavoro e AI · Oct 25, 2025

A Sudden Clash of Thunder

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Silvia Basiglio · Riflessioni su umani, lavoro e AI

Oggi non parlo di lavoro, di AI o di futuro.
O forse sì, fra le righe.

Ci sono giorni di raccoglimento, giorni colmi di introspezione, e altri in cui ci si perde nel mondo. Giorni in cui sentiamo il bisogno di ritrovare un senso, di rientrare al centro di noi stessi… e giorni di espansione, oltre a noi.

Questa mattina, riordinando alcuni files, ho ritrovato “per caso” - che caso non lo è mai - un brano appuntato nelle note del mio telefono.
È il pensiero limpido di un maestro che ho frequentato anni fa - tanto prima che andasse di moda la mindfulness! - e che oggi torna a risuonare con una forza nuova.
L’ho riletto e ho sentito che parla ancora, a me - e sono certa - a molti di coloro che prenderanno il tempo per leggere.

*Versione tradotta in italiano da ChatGPT

Ci sono due piani in te:
il piano della mente e il piano del non-mente.
Oppure, detto in un altro modo: il piano in cui vivi alla periferia del tuo essere e quello in cui dimori al centro del tuo essere.

Ogni cerchio ha un centro – che tu ne sia consapevole o no, che tu lo percepisca o lo ignori, il centro esiste. Tu sei un cerchio, una per­iferia: dunque, c’è un centro. Senza quel centro, tu non potresti essere; è il nucleo della tua esistenza.

Al centro, tu sei già un buddha, un essere risvegliato, uno che è già arrivato a casa.
Alla periferia, invece, ti muovi nel mondo – nella mente, nei sogni, nei desideri, nelle ansie, nei mille e uno giochi dell’esistenza.
E tu sei entrambi.

Ecco perché, quando senti parlare dei maestri Zen, qualcosa dentro di te riconosce:
“Sì, è vero!”.
Non solo in modo intellettuale – lo senti come una verità che ti appartiene.
“Sì, è proprio ciò che accade anche a me.”
Ascoltando, ci saranno momenti in cui avvertirai di essere, per qualche istante, come un buddha: la stessa grazia, la stessa consapevolezza, lo stesso silenzio; lo stesso mondo di beatitudine, di benedizione.

Sono bagliori del tuo centro.
Non possono durare a lungo: ancora e ancora verrai respinto verso la periferia.
E allora tutto ti sembrerà strano: ti sentirai smarrito, come un imperatore confuso e frustrato, incapace di cogliere il senso della vita – perché esisti su due piani, quello della periferia e quello del centro.

Ma, a poco a poco, quello “strano alternarsi” scomparirà.
Poco alla volta, diventerai capace di muoverti tra il centro e la periferia con naturalezza – come quando entri e esci da casa tua.
Non ti chiedi: “Sono fuori, come posso entrare?”
Oppure: “Sono dentro, come posso uscire?”
Fuori c’è il sole, ti siedi in giardino. Poi il calore diventa troppo forte, inizi a sudare. Allora semplicemente ti alzi e rientri in casa, dove è fresco e piacevole. Ti muovi liberamente, senza conflitto.

Allo stesso modo, l’uomo consapevole si muove dal mondo interiore a quello esteriore, dal mercato al monastero, da saṃsāra a sannyāsa, dall’estroversione all’introversione – fluido, naturale, senza fissarsi da nessuna parte.
Questi due piani non sono in contrasto: sono le due ali dello stesso uccello.
Devono muoversi in direzioni opposte per permettergli di volare, ma appartengono alla stessa creatura e servono lo stesso scopo.
Il tuo dentro e il tuo fuori sono le tue ali.

Questo va ricordato profondamente, perché la mente tende a fissarsi.
Ci sono persone che restano prigioniere del mercato: dicono di non avere tempo per meditare, di non sapere come si fa, di non credere di poterlo fare.
Dicono: “Siamo persone pratiche, estroverse – come potremmo meditare?”.
Hanno scelto una sola ala – e la frustrazione è inevitabile.

Poi ci sono coloro che, stanchi del mondo, fuggono via: vanno nei monasteri, sulle montagne, diventano monaci.
Chiudono gli occhi, le porte, le finestre: vivono come monadi senza finestre, isolate.
E presto si annoiano.
Nel mercato erano esausti, ora nell’isolamento sono vuoti.
Prima soffocavano per troppi legami, ora languiscono per assenza di vita.
Hanno solo cambiato lato, ma l’errore è lo stesso: hanno scelto ancora una sola ala.

Io non sono né per l’una né per l’altra cosa.
Vorrei che diventassi così integro da poter restare nel mondo e tuttavia essere meditativo.
Che tu sappia entrare in relazione, amare, intrecciare legami – perché le relazioni arricchiscono – ma che tu sappia anche chiudere le porte e prenderti una vacanza dall’altro, per incontrare te stesso.

Ama gli altri, ma ama anche te stesso.
Rimani nel mondo, ma non perderti in esso.
Il mondo è meraviglioso, pieno di avventure, di opportunità: non evitarlo!
Quando la vita bussa alla tua porta, apri e vai.
Non c’è nulla da temere: non c’è nulla da perdere, c’è tutto da guadagnare.

Ma ricordati di tornare a casa.
Ogni giorno, trova il tempo per rientrare dentro di te, per ritrovare il tuo centro.
Così, pian piano, troverai equilibrio: l’esterno e l’interno porteranno lo stesso peso, e tu non sarai mai più sbilanciato.

Questo è il senso profondo delle parole dei maestri Zen:
“Cammina nel fiume, ma non lasciare che l’acqua tocchi i tuoi piedi.”
Sii nel mondo, ma non del mondo.
Vivi nel mondo, ma non lasciare che il mondo viva in te.
E quando ritorni a casa, fallo come se il mondo intero fosse scomparso – e tu fossi, finalmente, in pace.”

Osho 🌺 A Sudden Clash of Thunder, Talk #2

A Sudden Clash of Thunder, un risveglio improvviso, un tuono che squarcia il silenzio e ci costringe a vedere davvero. È l’attimo in cui la mente si ferma e la realtà appare nuda, autentica. Un antidoto, ai ritmi serrati della quotidianità, per riportarci al sentire, alla meraviglia e allo stupore. Alla lentezza.

Buon weekend <3

Read the original on silviabasiglio.substack.com

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