Forse perché siamo un giornale di scienza, soffriamo particolarmente di fatti e decisioni contrari alla scienza, anzi che della scienza mostrano un irriducibile disprezzo. È questa la posizione che i partiti attualmente al governo dimostrano da tempo. Almeno da quando hanno voluto istituire la Commissione Covid e, attraverso questa, rimettere in discussione le decisioni prese allora, in piena pandemia, su lockdown, mascherine e vaccini.
È questa la posizione di un medico, ministro della salute, che non ha nulla da obiettare a un emendamento governativo il quale lascia la porta aperta al reintegro dei medici attivisti no-vax nell’Ordine che li ha radiati (si legga il nostro articolo e quello di Enrico Bucci sul Foglio).
Ed è la posizione di chi più e più volte minimizza l’evidenza del cambiamento climatico, e si mette alla testa di cordate di paesi europei per limare, procrastinare, quando non affondare misure chiave della decarbonizzazione (il sistema ETS dello scambio delle quote di emissione della CO2, per esempio) e della difesa della natura (il voto italiano contrario alla Nature Restoration Law, il disegno di legge sulla caccia che espone l’Italia a sanzioni europee).
Fermiamoci qui, per amore di brevità.
La scienza indispone perché pone limiti e indica strade impegnative, ma premianti per il paese che sa percorrerle. Si guardi al crescente predominio cinese sulle rinnovabili, sull'auto elettrica e ora anche sui nuovi sistemi di intelligenza artificiale. Perché, allora, tutta questa avversione, che si rivela controproducente sul piano economico e forse, alla lunga, anche su quello del consenso? È un fenomeno che, in misura diversa, riguarda tutte le forme di populismo e che andrebbe indagato a fondo, per capirne le ragioni e il modo di uscirne il più in fretta possibile.
Hai ancora tempo per aderire alla campagna “Offri un gelato a Scienza in rete” prima di partire per le vacanze! Sei già entrato a far parte della community delle persone che ci sostengono?
Grazie anche a te continueremo a fare buona informazione!
Le ondate di calore si sono già fatte sentire in questa estate, ma come era andata globalmente nel 2025? A livello globale, il 2025 si posiziona come il terzo anno più caldo mai registrato, dopo il 2024 e il 2023, considerando insieme le temperature medie di oceani e terre emerse; se si guardano solo le terre emerse, è invece il secondo più caldo di sempre, dopo il 2024, che è stato il primo anno in cui l’aumento della temperatura media globale ha superato temporaneamente la soglia di 1,5°C. Il servizio Copernicus Climate Change Service indica per il 2025 un'anomalia di temperatura media globale di 1,47°C rispetto al periodo preindustriale e di 0,59°C rispetto al trentennio climatologico 1991-2020. Ne risentono gli oceani e i ghiacci montani, che registrano record di temperatura considerevoli. Allo stesso tempo le tecnologie "pulite" aumentano, anche se si potrebbe fare meglio: l'inerzia climatica non deve demotivare. Ne scrive Jacopo Mengarelli.
Sorpresa: nuovi studi mostrano che il crollo del numero degli abitanti dell'Isola di Pasqua in seguito a una catastrofe ecologica autoprovocata non è mai avvenuto.
Il collasso delle civiltà è una delle narrazioni più affascinanti dell’archeologia.
Ma lo studio del DNA antico sta raccontando una storia diversa e molto più complessa: dietro la scomparsa di una società possono nascondersi fenomeni radicalmente diversi, come epidemie, migrazioni, assimilazioni e trasformazioni culturali. E, a volte, il collasso raccontato non è mai avvenuto. Ne scrive Alice Mosconi, paleoantropologa molecolare.
La crisi energetica degli ultimi anni ha riportato al centro del dibattito non solo la decarbonizzazione, ma anche la sicurezza degli approvvigionamenti e la resilienza delle infrastrutture. I dati più recenti mostrano che la crescita delle fonti a basse emissioni sta ormai coprendo l'aumento della domanda mondiale di elettricità, mentre il sistema energetico continua a dipendere in larga misura dai combustibili fossili. Ma quali tecnologie sono già mature, quali stanno emergendo e quali appartengono ancora al futuro? Marco Tannino, che collabora con il gruppo di ricerca LabCEM2 del Dipartimento DIET della Sapienza Università di Roma, ha tracciato un panorama della situazione.
Sul fine vita, quando la politica non decide, il problema non scompare. Si sposta altrove: nei tribunali, nei comitati etici e, paradossalmente, persino nei laboratori di ricerca. Ne parla Gilberto Corbellini, docente di storia della medicina e bioetica alla Sapienza Università di Roma, che interviene sulla vicenda del dispositivo realizzato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche per consentire a una persona completamente paralizzata di esercitare il diritto al suicidio medicalmente assistito, macchina finita oggetto di audizioni parlamentari.
Una vicenda che pone una domanda fondamentale: è davvero compito della tecnologia risolvere, caso per caso, le contraddizioni lasciate aperte dal legislatore? Il confronto con la Francia mostra un'altra strada possibile: affrontare politicamente il tema, definendo attraverso una legge criteri, limiti e responsabilità.
Un’analisi condotta da ISPRA su 623 esemplari di uccelli appartenenti a 21 specie, nell’arco di 17 anni, rivela che le morti dell’avifauna provocate dall’essere umano sono quasi il doppio di quelle dovute a cause naturali. Elettrocuzione, collisioni con infrastrutture energetiche, come pale eoliche, e bracconaggio sono le cause principali.
La localizzazione dei singoli individui - e quando possibile la causa delle loro morti - è stata consentita dagli strumenti di tracciamento satellitare, diventati nel tempo più piccoli, leggeri e meno costosi. Ne scrive Marco Mantovani.
Il luogo più affollato del pianeta è nascosto nei primi trenta centimetri di suolo. Qui vive circa il 60% della biodiversità terrestre: batteri, funghi, lombrichi, nematodi e migliaia di altri organismi che contribuiscono alla fertilità del terreno, al ciclo dei nutrienti, alla produzione di cibo e alla capacità del suolo di immagazzinare carbonio. Eppure, questo universo brulicante di vita passa spesso inosservato. Il progetto europeo di citizen science ECHO si oppone a questa indifferenza: coinvolge cittadini e studenti nella raccolta di dati sulla salute dei suoli, in un continente dove tra il 60 e il 70% dei terreni è già degradato. Con l'aiuto della app EchoSoil, kit di campionamento, ambasciatori sul territorio e nuove piattaforme digitali, l'obiettivo è costruire una mappa condivisa per proteggere l'ecosistema che sta sotto i nostri piedi. Ne scrive Giorgia Mocilnik.
A cinquant’anni dal disastro ambientale di Seveso, ricordiamo un altro grave incidente industriale. Il 17 luglio 1988 due esplosioni all'impianto di formulazione del biocida Rogor della Farmoplant di Massa provocarono una nube tossica che si diffuse ben oltre i confini dello stabilimento. L’esplosione resta un caso di riferimento per lo studio del rapporto tra inquinamento e malattie.
I dati più recenti confermano un quadro sanitario dell’area ancora critico, mentre il risanamento dei terreni procede lentamente. Il progetto SINTESI prova ora a costruire un percorso condiviso tra istituzioni e cittadinanza.
Ne scrivono Fabrizio Bianchi, epidemiologo, e Liliana Cori, ricercatrice, entrambi presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche.
Che cosa hanno in comune Edgar Allan Poe, O.J. Simpson e gli errori giudiziari? La risposta passa per la statistica, ma soprattutto per il modo in cui ragioniamo. In Se fossi stato al vostro posto (Raffaello Cortina Editore, 2025) Marco Malvaldi parte da un celebre caso di cronaca ottocentesca e dalla sua trasfigurazione letteraria per mostrare come, quando siamo chiamati a interpretare fatti, numeri, probabilità, narrazione e fallacie cognitive si intrecciano. Un saggio e insieme un manuale, ricco di casi (reali o inventati) ma anche di ironia, che infine diventa un appello a chi, di fronte all’incertezza delle prove, ha la responsabilità di decidere della colpevolezza o dell’innocenza di qualcuno. La recensione è di Anna Romano.
Come si studiano le emozioni in specie che non possono raccontare ciò che provano? Un articolo da poco pubblicato su Science mostra come i modelli animali possano aiutare a identificare i meccanismi biologici con cui il cervello integra esperienze, contesto e segnali corporei per dedurne la presenza di pericoli o di sicurezza. Ne scrive Research4life.
Antivaccinismo ed esitanza vaccinale non riguardano la sola medicina umana, ma influenzano anche le scelte nei confronti di cani e gatti. E, quindi, i rischi sanitari.
Di questo parla la nuova puntata di “Domestici (is back)”, una rubrica dedicata agli animali che vivono con noi, osservati con gli strumenti della scienza per capirli meglio, curata da Anna Romano.
Iscriviti o seguila su Substack, e facci sapere se ci sono argomenti e temi che vorresti approfondire.
Segui il nostro canale su Whatsapp
🥇La medaglia Fields 2026, considerata “il premio Nobel per la matematica”, è stata assegnata nel 2026 a Yu Deng, dell'Università di Chicago; a John Vincent Pardon, del Simons Center for Geometry and Physics in Stony Brook, New York; a Jacob Tsimerman, dell'Università di Toronto, e a Hong Wang, del Courant Institute di New York e dell’Institut des Hautes Études Scientifiques, in Francia; la matematica cinese Hong Wang è la terza donna ad aggiudicarsi il riconoscimento nei 90 anni di storia del premio. Qui maggiori informazioni.
🩺La Fondazione Biotecnopolo di Siena rafforza l’impegno nella ricerca sulle malattie infettive emergenti con IMPACT (Innovative Monoclonal Antibody Against Poxviruses for Advanced Countermeasures), progetto Horizon Europe dedicato allo sviluppo di anticorpi monoclonali ad ampio spettro contro gli orthopoxvirus, tra cui i virus del vaiolo e Mpox. Il progetto riunisce università, centri di ricerca e partner industriali di sei Paesi europei, sotto la guida di Rino Rappuoli ed Emanuele Andreano, e punta a sviluppare un anticorpo monoclonale identificato dai ricercatori della Fondazione, capace di riconoscere e neutralizzare diversi orthopoxvirus attraverso bersagli comuni conservati. Qui maggiori informazioni.
🎙️Cosa succede su una nave da ricerca che lascia il porto, con più di trenta scienziati a bordo e il mare aperto davanti? Lo racconta Scienziati da Mare, la prima serie podcast dedicata alla ricerca oceanografica italiana, registrata in mezzo al Mediterraneo. Il podcast segue e racconta quello che succede a bordo della nave da ricerca Gaia Blu del Cnr, salpata a luglio 2025 per la campagna ITINERIS’ EYES: ventuno giorni di navigazione, ventisette stazioni di monitoraggio, più di trenta tra ricercatori, tecnologi e tecnici. Qui maggiori informazioni.
👩🎓C’è tempo fino al 10 settembre per candidarsi per l’edizione 2026-2027 del Master in Comunicazione della Scienza “Franco Prattico” della SISSA di Trieste, corso di perfezionamento che forma i comunicatori della scienza. Qui maggiori informazioni.
🗓️ Il 10 settembre a Firenze, dalle 16 alle 19, presso l’Orto botanico nell’ambito di ScienzEstate 2026 giochi, dimostrazioni, seminari e visite guidate alle collezioni di Paleontologia del Museo di Storia Naturale e all’Orto Botanico. Qui maggiori informazioni.
🗓️ Dal 21 al 23 settembre a Milano, presso l'Università degli Studi, si svolge il XVIII Congresso della FISV, appuntamento biennale che propone
un dialogo scientifico trasversale intorno ai temi più rilevanti delle
Scienze della Vita oggi. Il programma scientifico è molto ricco e lascia ampio
spazio ai giovani, a cui tra l’altro la FISV dedica per la prima volta
quest’anno 6 premi, che saranno assegnati nel corso della seconda giornata del
congresso. Le iscrizioni online chiudono il 20 agosto 2026. Qui maggiori informazioni.
🌎Dal luglio 2025 il Centro europeo per le previsioni meteo (ECMWF) usa un sistema di previsione basato sull’AI, che affianca i modelli fisici tradizionali. Modelli come GenCast di DeepMind riescono ormai a battere i migliori sistemi numerici fino a 15 giorni di anticipo, con costi di calcolo mille volte inferiori. Ma l’AI non è una bacchetta magica: i modelli addestrati sui dati faticano a rispettare le leggi fisiche di conservazione, tendono a “smussare” gli eventi estremi e restano incerti sugli scenari climatici futuri. E c’è un problema di equità: intere regioni del Sud globale sono quasi prive di osservazioni, proprio dove il cambiamento climatico colpisce più duramente. Eppure il progresso che l’AI ha reso possibile in questi anni è impressionante. Ne parla un longform in inglese realizzato da Zadig per la Future Earth Research School (FERS) del CMCC scritto tra gli altri da Chiara Sabelli, con la grafica di Sergio Cima. Qui puoi leggere l’articolo.
🚰L’acqua è una risorsa essenziale ma sempre più minacciata dalla crisi climatica, dall’inquinamento e dalla crescita dei consumi. Sergio Cima e Natalia Milazzo raccontano su Orizzonti. Sguardo ai confini della ricerca la ricerca del Politecnico di Torino in questo campo: sfide affrontate con un approccio interdisciplinare, studiando soluzioni che vanno dalla tutela delle falde sotterranee fino al recupero dell’acqua nello spazio. Il Clean Water Center concentra la ricerca su tecniche innovative di rimozione dei contaminanti, sul monitoraggio delle risorse idriche e su sistemi di purificazione dell’acqua a basso consumo energico. La ricerca riguarda anche la sicurezza di ponti e corsi d’acqua, sempre più esposti agli eventi climatici estremi. Le stesse competenze vengono applicate all’esplorazione spaziale, per rendere più efficienti i sistemi di riciclo dell’acqua nelle stazioni orbitanti e sviluppare tecnologie capaci di purificare l’acqua estratta dal suolo lunare. Qui puoi leggere l’articolo.

Comments
Nothing yet. Say the first thing.
Sign in to join the conversation.