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Sacro&Profano · Aug 15, 2026

☁️#144 L'Assunzione di Maria

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Lucandrea Massaro · Sacro&Profano

📬Questa è Sacro&Profano, la newsletter che ogni settimana ti fa capire due o tre cose sul mondo attraverso le lenti della religione, senza essere confessionale.

Interrompo le ferie per parlarvi del perché oggi è - al di là del fatto che sia sabato - una festa così importante al di là della sua origine romana, origine che non sarebbe bastata da sola senza l’intervento della Chiesa di Roma che - nei secoli - ha cristianizzato tutte le festività su cui ha potuto mettere le mani, conservandole pur nella loro trasfigurazione…

Fine del prologo, si comincia!

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“Pertanto, dopo avere innalzato ancora a Dio supplici istanze, e avere invocato la luce dello Spirito di Verità, a gloria di Dio onnipotente, che ha riversato in Maria vergine la sua speciale benevolenza a onore del suo Figlio, Re immortale dei secoli e vincitore del peccato e della morte, a maggior gloria della sua augusta Madre e a gioia ed esultanza di tutta la chiesa, per l'autorità di nostro Signore Gesù Cristo, dei santi apostoli Pietro e Paolo e Nostra, pronunziamo, dichiariamo e definiamo essere dogma da Dio rivelato che: l'immacolata Madre di Dio sempre vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo” (Pio XII, Enciclica Munificentissimus Deus, 1 novembre 1950)

Con queste parole nel 1950, pochi anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, il papa proclamò l’ultimo dogma cattolico in ordine di tempo: la Madonna, Maria la Madre di Gesù o più correttamente la Theotokos, ovvero la Madre di Dio, alla sua morte (?*) viene portata in Cielo, cioè in Paradiso al cospetto di Dio Padre con tutta se stessa, cioè con il suo corpo mortale.

[…] lo psichiatra svizzero Carl Gustav Jung. A suo giudizio, anche se lui non era cattolico, quel dogma rappresenta un evento decisivo nella storia della coscienza religiosa occidentale. Per lui il punto fondamentale è questo: con l’Assunzione una figura femminile e umana viene elevata corporalmente alla sfera divina. Con Maria viene accolto in Dio non soltanto il principio femminile, ma anche il corpo. La materia non è considerata qualcosa di inferiore allo spirito: il corpo, la natura intera, la femminilità, la terra, vengono portati nella sfera divina. Per Jung, questo non è parlare di sesso degli angeli. Lui vi legge il superamento della contrapposizione fra spirito e materia (Città Nuova).

Ora questa interpretazione junghiana è a mio avviso tanto interessante quanto ridondante. Il cristianesimo sin dalle origini non è mai stato esclusivamente un credo dello ‘spirito’, ma da sempre ha una componente corporea fortissima. A cominciare dal cuore dell’annuncio cristiano: la Resurrezione di Gesù. Se il corpo non rappresentasse un fattore decisivo, non si capirebbe perché Dio si prenderebbe il disturbo prima di incarnarsi e poi - dopo una morte brutta brutta - di risorgere nel medesimo corpo. Se la materia non conta e conta solo lo spirito, perché impegnarsi così? E tuttavia la tensione circa la faccenda della centralità del corpo, rispetto al benessere dello Spirito, c’è sempre stata.

Questa intuizione junghiana si spinge fino a dire “Maria diventa la quarta persona della Trinità”, una roba da teologi e non da psichiatri, ma evidentemente coglie un punto, e non a caso per questa sua particolarità - e per una centralità nella vita dei fedeli cattolici e ortodossi - Maria negli ultimi anni è stata al centro di un tira e molla tra alcune frange della Chiesa che spingevano per la proclamazione di un titolo nuovo, quello di “corredentrice”. È stata necessaria una nota dell’ex Sant’Uffizio lo scorso novembre per dare una parola apparentemente definitiva:

22. Considerata la necessità di spiegare il ruolo subordinato di Maria a Cristo nell’opera della Redenzione, è sempre inappropriato usare il titolo di Corredentrice per definire la cooperazione di Maria. Questo titolo rischia di oscurare l’unica mediazione salvifica di Cristo e, pertanto, può generare confusione e squilibrio nell’armonia delle verità della fede cristiana, perché «in nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti, sotto il cielo, altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati» (At 4,12). Quando un’espressione richiede numerose e continue spiegazioni, per evitare che si allontani dal significato corretto, non serve alla fede del Popolo di Dio e diventa sconveniente. In questo caso, non aiuta ad esaltare Maria come prima e massima collaboratrice dell’opera della Redenzione e della grazia, perché il pericolo di oscurare il ruolo esclusivo di Gesù Cristo, il Figlio di Dio fatto uomo per la nostra salvezza, l’unico capace di offrire al Padre un sacrificio di infinito valore, non costituirebbe un vero onore alla Madre. In effetti, ella come «serva del Signore» (Lc 1,38), ci indica Cristo e ci chiede di fare «qualsiasi cosa Lui vi dica» (Gv 2,5). (Mater Populi fidelis)

C’è un percorso lungo dietro questo titolo, di secoli, ma che ha avuto significati diversi e per questo si è deciso di fare chiarezza. Eppure c’è un ristretto dissenso cattolico su questo punto e non è detto che questo in futuro non possa cambiare. Intanto però la Chiesa, appropriandosi delle ferie augustae, ha mantenuto una giornata di riposo e di festa dedicandola nientemeno che alla Madre di Dio. Quindi spero lo abbiate passato trovando refrigerio e giusto riposo. Io torno al mio…

*Vale la pena dire che il dogma cattolico non parla, pudicamente, di morte ma di “termine del corso della vita terrena”. La teologia cattolica e quella ortodossa concordano sul dogma dell'Assunzione, ma la tradizione orientale insiste in modo particolare sull'effettivo sonno e sulla morte corporea di Maria, prima del risveglio e del trasporto in cielo, da qui il tema della cosiddetta “Dormizione”. Ci sono tradizioni che sostengono addirittura che Gesù avrebbe permesso di “non morire” alla madre, in virtù della suo status, ma siamo nel campo dei Vangeli apogrifi…

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