In questo periodo milioni di persone si stanno chiedendo come usare l’intelligenza artificiale per lavoro o per qualsiasi cosa.
Lo fanno nervosamente per due motivi:
sembra troppo complicata per me
se non imparo a usarla in fretta mi fanno fuori (sul lavoro)
(ho sempre trovata fantastica l’espressione USA per dire “licenziato”: fired.
Dà l’impressione di uno che improvvisamente si dissolve in una nuvola di fuoco mentre siede tranquillo alla sua scrivania nel suo 9-17 job).
Sul secondo problema, mi spiace dirlo, è più che giusto preoccuparsi, ma per le giuste ragioni: possono farti fuori anche se la sai usare, perché mentre stavi imparando a usarla lei ti ha sostituito.
Il primo problema è invece risolvibile con una certa facilità.
Per chi proprio parte da zero diciamo che la differenza principale, dal punto di vista dell’utilizzatore finale, tra usare un motore di ricerca o l’AI è questa:
se usi Google avrai una lunga lista di indicazioni. Poi sarà compito tuo esaminarle e una per sintetizzare le informazioni che stavi cercando.
L’AI invece fa questa sintesi al posto tuo.
Google ha visto da subito lo sviluppo di sistemi AI indipendenti, come ChatGPT come una grade minaccia per il suo motore di ricerca semi-monopolistico. Ha reagito sviluppando il suo sistema che ora si chiama Gemini. Puoi provarli qui:
Gemini ora è abbastanza inquietante perché a quanto pare riesce superare le prestazioni di un umano esperto nel 90% dei casi:
Con un punteggio del 90%, Gemini Ultra è il primo modello a ottenere risultati migliori delle prestazioni umane in ambito MMLU (massive multitask language understanding; comprensione linguistica multitasking su larga scala), che utilizza una combinazione di 57 materie tra cui matematica, fisica, storia, diritto, medicina ed etica, per valutare sia le conoscenze che le capacità di risoluzione dei problemi.
Fonte: Google - notizie aziendali
Più che teorizzare, analizzare o classificare, qui facciamo una sperimentazioni passo-passo e vedrai che non è poi così difficile usare l’AI, almeno per compiti non troppo complicati.
vorrei ottenere alcune informazioni sintetiche su un’opera d’arte che mi intessa. Mi servono perché ho avviato un sito d’arte su Pinterest e una newsletter per chi vuole avere immagini di alta qualità. Con il risultato devo potere fare copia e incolla nei testi che accompagnano le immagini che ho selezionato.
Proviamo con questa famosa opera di Vincent van Gogh: “La siesta” del 1890
Scrivo un prompt così su ChatGPT:
Forniscimi le informazioni di base sul “la siesta” di Van Gogh, anno, formato, materiali e simili
Ottengo questo:
Non è male, ma non sono però soddisfatto. Non voglio le liste puntate; poi mancano le dimensioni e vorrei il titolo anche in inglese perché mi rivolgo a un pubblico internazionale. Non posso fare copia e incolla con questo risultato.
Proviamo con un prompt più elaborato:
In riferimento al quadro di Vincent VAN GOGH "La siesta", scrivimi in quattro righe diverse: Prima riga, sull'autore, in questo formato (città di nascita, anno di nascita - città di morte, anno di morte) Seconda riga in questo formato il titolo originale in questo formato: (titolo originale" anno di realizzazione) Terza riga, le dimensioni e il materiali in questo formato: materiali, dimensioni Quarta riga, dove si trova ora il quadro in questo formato (luogo di conservazione).
Ottengo questo:
Molto meglio !
Ora proviamo anche con Gemini. Ecco il risultato:
Qui si esagera. C'è molto di più rispetto a quello che ho chiesto.
E se invece di fare prompt logici li facessimo analogici? Cioè fornendo esempi, come farebbe probabilmente un essere umano non programmatore?
Si può chiedere questo a Gemini:
Scrivimi informazioni sul quadro di OTTO DIX, portrait-of-the-journalist-sylvia-von-harden secondo questo esempio che ti fornisco: Vincent van Gogh (Zundert, 1853 – Auvers-sur-Oise, 1890)
ecco il risultato:
Ottimo. Questo è esattamente quello che volevo. Gemino non rinuncia a darmi molti approfondimenti non richiesti però questa volta mi dà quello che mi serve.
Per la cronaca, l’opera è questa:
Informazioni aggiuntive:
Otto Dix è stato un pittore espressionista tedesco noto per i suoi ritratti realistici e spesso provocatori, che riflettevano la società tedesca del suo tempo, in particolare le ferite della Prima Guerra Mondiale.
Sylvia von Harden era una giornalista e scrittrice tedesca, figura di spicco della scena culturale berlinese degli anni '20. Dix la ritrasse in un modo molto diretto e realistico, sottolineando le caratteristiche del suo volto e catturando la sua personalità forte e indipendente.
"Portrait of the journalist Sylvia von Harden" è considerato uno dei capolavori di Dix e un'icona dell'arte espressionista tedesca. Il quadro è caratterizzato da una pennellata vigorosa e da una palette cromatica intensa, che contribuiscono a creare un'immagine potente e memorabile della donna ritratta.
Se desideri approfondire la conoscenza di questo quadro o dell'opera di Otto Dix, ti consiglio di visitare il Städel Museum di Francoforte o di consultare i numerosi volumi dedicati all'artista.
Non male. Togliendo le liste puntate sembra umano. Sono tutte informazioni note su un quadro famoso, nulla di originale, ma se servono informazioni di base va piuttosto bene.
Dunque l’AI va pilotata e per farlo bisogna sviluppare l’arte del prompt. Non per nulla si stanno moltiplicando i corsi su come costruire prompt che funzionano e le lunghe liste di prompt “già pronti e buoni per tutti gli usi.
Niente, salvo che bisogna avere un mentalità logica e anche avere fatto il liceo classico aiuta (gli strumenti AI che ho usato sono strumenti linguistici)
Il mio prompt è un algoritmo e la sua forma “vuota” di base è questa:
Contesto (in riferimento all’opera ...)
Contenuto (città e date di nascita e morte dell’autore)
Formato (città di nascita, anno - città di morte, anno)
Chi si occupa di programmazione riconoscerà subito il formato tipico di un programma informatico: una sequenza di istruzioni logiche che poi la macchina esegue.
il primo è il diffusissimo analfabetismo funzionale nel nostro perse e non solo nel nostro. Secondo l’UNESCO un analfabeta funzionale se leggere e scrivere, ma è:
“una persona incapace di comprendere, valutare, usare e farsi coinvolgere da testi scritti per intervenire attivamente nella società, per raggiungere i propri obiettivi e per sviluppare le proprie conoscenze e potenzialità”
Queste sono esattamente le competenze che servono per pilotare l’AI. Quanti sono in Italia gli analfabeti funzionali? Secondo i dati Ocse, gli analfabeti funzionali italiani sono il 27,7 per cento della popolazione. Tanti, infatti, sono i cittadini che non vanno oltre il livello 1 misurato dall’indagine, che corrisponde alla comprensione di testi semplici. Se poi sei curioso di metterti alla prova qui puoi fare direttamente il test OCSE per valutare le tue competenze alfabetiche.
Il secondo problema è che l’AI tende in ogni caso a fare quello che vuole lei
e non quello che vuoi tu.
Guarda i risultato del prompt analitico su Gemini. Nella risposta c’è, in effetti, tutto quello che ho chiesto, ma ci sono anche molte informazioni che non ho chiesto affatto.
Il risultato è comunque buono però o lo inserisco nella mia newsletter così com’è (perché no? Sono informazioni di servizio, come l’orario ferroviario, non serve esser critici d’arte per questo) oppure devo intervenire a mano per accorciare riformattare, cioè proprio quello che NON volevo dover fare,
Immagina di essere un falegname che sta usando un pialla a mano e scopre che la pialla fa le cose di testa sua in modo imprevedibile.
Dovrebbe essere ormai chiaro a tutti, anche da semplicissimi esempi come questi, che l’AI non può essere considerata uno strumento come gli altri. E’ un cosa diversa. E’ un agente con ampi gradi autonomia.
La domanda che ne consegue è ovvia: chi pilota chi?
Tutto da vedere.
Se ti intessa il mio spazio Morning Art su Pinterest, puoi vederlo qui
Se vuoi ricevere Morning Art Newsletter con una sola immagine 2-3 volte alla settimana puoi iscriverti qui.
#28 come fare un riassunto con l'intelligenza artificiale. Prima parte.
#29 come fare un riassunto con l'intelligenza artificiale. Seconda parte
Puoi condividere questo articolo con i tuoi amici se ti è piaciuto

Comments
Nothing yet. Say the first thing.
Sign in to join the conversation.