Ciao!
Si avvicina la quinta chiusura estiva di (Quasi). Ci piace molto che questa rivista che non legge nessunə abbia, nella sua edizione web, la forma del mensile. Abbiamo deciso una periodicità, definiamo un tema per ogni numero, mostriamo di saper mantenere questo ritmo insano. Giunti ad agosto, però, tiriamo giù la saracinesca e ci trasferiamo in località di villeggiatura.
Siamo devoti a Giuni Russo e alla più leggera e popolare delle sue canzoni.
Tutte le volte che arriviamo a quel «toglimi il bikini» che chiude la canzone, sentiamo un brivido. Che poi, diciamocelo, il bikini, con quel nome che rimanda a un atollo micronesiano e a esperimenti nucleari statunitensi, ha una connotazione esplosiva.
Quella parola dovrebbe essere sensualissima, e invece, risuona, nella durezza consonantica centrale, come un colpo di pistola.
A proposito di colpi di pistola, un evento criminale occorso durante la settimana appena passata ci ha fatto venire in mente una gag del sublime Bill Hicks:
«Uccidono i migliori tra noi.
Gesù, ucciso.
Martin Luther King, ucciso.
Gandhi, ucciso.
Malcolm X, ucciso.
Reagan… ferito.»
Se anche tu hai questa battuta in repertorio, è giunto il momento di aggiornarla.
Un’altra settimana dedicata a “(Quasi) Estate”. Sì, è vero: intitoliamo ogni mese a un tema specifico, ma, a volte, quel titolo è solo un’occasione di cazzeggio.
Ci tocca confessare che ci annoiano a morte le riviste che mirano con precisione un argomento mensile, tipicamente una figura – quasi sempre maschile – avvolta da santità cui dedicare omaggini e ricordini, tra didascalia e agiografia. Quindi, alla ricorrenza, al complemorto e all’occasione giornalistica ghiotta, preferiamo contrapporre inquietudini del momento, innamoramenti estemporanei, giochi di parole da osteria e arguzie che ormai non ci ricordiamo più a cosa si riferissero.
(Quasi) offre pochissime certezze. Anzi, ne offre una sola e si chiama “View-master”, la rubrica di Alessandra Falca, la nostra cacciatrice di immagini. Può succedere qualsiasi cosa, Alessandra, assolvendo al suo ruolo di metronomo redazionale, consegna il suo carosello di immagini. Otto foto, tutti i sabati, alle 8:00. Attorno a quelle fotografie, settimana dopo settimana, mese dopo mese, anno dopo anno, ci costruiamo la nostra rivista: “View-master: (Quasi) Estate / 2”.
Francesco “Baro” Barilli sta rileggendo per noi tutto “Ken Parker”. La sua impresa avanza senza interruzioni e, qualche giorno fa, è arrivato al 1982 e ad Adah, quella che per molti è la storia più bella e importante di Giancarlo Berardi e Ivo Milazzo.
Mabel Morri è tornata, a una settimana esatta di distanza dal suo ultimo exploit, per regalarci “Le figurine del Giro d'Italia 2024: Seconda parte”.
Su (Quasi), ovviamente, è uscito molto altro. Fai un giro e preparati a perderti e a godere, seguendo suggestioni, temi, rubriche, richiami e link vari.
(QuasiQuasi) è il nostro modo per tenere traccia delle cose che ci piacciono e ci interessano, anche quando succedono oltre le colonne d’Ercole del nostro sito.
Claudio Calia, da qualche anno, ha deciso di dedicarsi a una serie di fumetto politico ultrapop. Si chiama “I Baccanti” e, se ancora non l’hai letta, corri sul sito di Oblò – APS e rimedia. È una serie molteplice e accogliente. Finora sono usciti i due primi capitoli della storia di Calia, uno spin-off realizzato da Officina Infernale e un racconto di Maikel Maryn. A questi, ora, si unisce l'albo "1864, una storia risorgimentale de I Baccanti" realizzato da Alex Tirana. Lo trovi qui. Ecco la nota di presentazione:
«“Se sorgesse una nazione di Satana, che combattesse dittatori e preti, mi arruolerei nelle sue file.”
Giuseppe Garibaldi
Alex Tirana si unisce al coro dei cantori dell’universo narrativo de I Baccanti con una lunga storia ambientata nel Risorgimento, quando indossando la camicia rossa ci si batteva per il più nobile degli ideali.
Lo scorso 13 luglio ricorrevano i settant’anni dalla morte di Frida Kahlo. La mitizzazione dell’artista messicana è raccontata bene in questo articolo del “Post”. Marco Corona, che da decenni annovera Kahlo nel suo personalissimo mausoleo immaginario, si rifiuta di festeggiare la morte anche quando ha la cifra tonda. Però, sui suoi canali social, tutti gli anni ne festeggia il compleanno, il 7 luglio.
È uscito il primo numero di una nuova serie degli X-Men. È probabile sia molto brutto, ma – che diamine! – cosa ci si può aspettare dalle storie di un gruppo di supereroi mutanti che, in oltre sessant’anni, sono stati incastrati in un sistema regolatorio così fitto e vincolante da rendere impossibile il passaggio della brezza più lieve. È bello che sia uscito però, perché così Nola Pfau lo ha potuto stroncare su “Women Write About Comics”: “Trying to Care About X-Men (2024) #1”.
Ci sono eventi che ci lasciano senza fiato. L’annuncio, da parte dell’editore francese Cornelius, di un nuovo fumetto di Nicole Claveloux è tra questi. Esce il 12 settembre e s’intitola Ce soir c’est cauchemar.
(Quasi) è una rivista di critica del fumetto ed è consapevole che, per esercitare questa funzione, l’unico approccio possibile è quello della militanza.
(Quasi) parla solo del bello, del buono e dell’utile.
(Quasi) non tributa al fumetto alcuna centralità nella vita e nel mondo. Lo considera un modo del racconto straordinario e straordinariamente vitale che non rappresenta in alcun modo la vita.
(Quasi) crede che il fumetto aiuti a vivere meglio.
(Quasi) è una rivista ed esige che tutti i suoi contenuti siano letti come se fossero tenuti insieme da un filo rosso visibilissimo. Il quadro d’insieme è dinamico, instabile, mosso e approssimativo.
Per questo motivo (Quasi) si chiama (Quasi).
(Quasi) è un progetto di Boris Battaglia e Paolo Interdonato.
Se hai voglia, inoltra questa mail alle persone cui vuoi bene e invitale a seguirci su substack.
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