Nella vita di professionisti e ricercatori è facile imbattersi in molti più articoli e report interessanti di quanti se ne possano realisticamente leggere.
In questa rubrica, grazie all’AI di Google Notebook LM1 - capace di trasformare lavori lunghi e complessi in podcast sintetici - recupero articoli scientifici e report che non avrei il tempo di leggere per intero, ma di cui posso ascoltare una sintesi mentre mi sposto, faccio sport o svolgo le attività quotidiane. Questo è Sintetico.
Ci sono opere che si vendono con una promessa: “tranquilli, servirà domani”. E poi ci sono opere che, già oggi, risolvono un problema che stiamo fingendo di non vedere.
Mentre scrivo, il Sud è sempre più costellato di impianti eolici e fotovoltaici e il Nord resta un pozzo di domanda. Se di energia ne abbiamo bisogno, e se di elettricità ne avremo sempre di più perché deve spiazzare combustibili fossili, allora opere come quella di cui ascolterete oggi diventano di grande interesse non perché “green” in quanto tali, ma perché abilitatrici della transizione energetica.
Questa puntata di Sintetico scende letteralmente sottoterra e sotto il mare per decostruire i documenti della Dorsale Adriatica di Terna: una tratta in HVDC (High Voltage Direct Current, linee di trasmissione di elettricità a corrente diretta e alto voltaggio) tra Foggia e Forlì, parte del piano Hypergrid, pensata per aumentare la capacità di trasporto lungo l’asse Sud-Nord e ridurre lo spreco di rinnovabili “strozzate” dalla rete.
Dell’HVDC ho sentito parlare per la prima volta nel 2019, all’inizio del dottorato, durante un incontro con ricercatori e industriali cinesi in cerca di partnership in Europa. Mi era rimasta impressa una cosa semplice: se la transizione è, sempre di più, energia rinnovabile dipendente da fonti che non controlliamo (sole e vento), la chiavi diventa spostarla bene nello spazio, con perdite basse e su aree geografiche molto più ampie.
Ovviamente non esiste opera di questo tipo che non abbia impatti ambientali anche rilevanti: cantieri lunghi, territorio, fondali, divieti, compromessi. Tuttavia, la futuribilità dell’opera può rendere questi impatti più o meno giustificabili. Negli ultimi tempi, mi sono occupato da vicino della questione del nuovo gasdotto che SNAM sta costruendo lungo la linea adriatica: un’estensione della copertura del gas in zone non ancora servite, con l’immancabile cornice narrativa dei gas rinnovabili (idrogeno ma massimo 10%, biometano - che però sappiamo avere oggettivi limiti di produzione) buttata lì come se bastasse pronunciare le parole giuste per trasformare un’infrastruttura fossile in un portale per il futuro. L’opera può sicuramente avere un ruolo in termini di flessibilità, ma rende più flessibile un bene - il gas naturale - sempre meno consumato in Italia e in Europa.
Di contro, il consumo di energia elettrica aumenterà in ogni angolo dell'Europa, rendendo le interconnessioni strategiche un elemento indispensabile per un futuro più sostenibile. I progetti di collegamenti HVDC sottomarini non sono un’innovazione improvvisa: in Europa esistono già da decenni, con interconnessioni tra Italia-Grecia (2002), Sardegna-Penisola (2009), Italia-Montenegro (2019) e Italia-Francia (2023), e progetti ancora più ambiziosi in corso come il Tyrrhenian Link che unirà Sicilia, Sardegna e Campania. Proprio per questo, iniziative di questo tipo trovano oggi sempre più spazio nel dibattito energetico e nell’implementazione concreta. Tra i progetti più rilevanti emerge il Marocco-Regno Unito di Xlinks, che propone un collegamento HVDC sottomarino di 3’800 km per portare 3.6 GW di energia rinnovabile dal Nord Africa alla Gran Bretagna, sostenuto da esperti come Michael Liebreich nel suo podcast Cleaning Up - sebbene 11 mesi fa il governo britannico abbia bloccato il progetto, negando il contratto per la vendita dell’energia. Nel Mediterraneo occidentale, invece, circola da tempo l’idea di una nuova interconnessione Spagna–Italia: il progetto APOLLO-Link è già mappato nei piani di rete europei (ENTSO-E TYNDP) come collegamento elettrico transfrontaliero tra i due Paesi, dimostrando che queste infrastrutture sono sia necessarie che concretamente pianificate.
🤖 Ma ora passo la parola ai veri conduttori di Sintetico!
🎧 Buon ascolto!
Trattandosi di contenuti generati da un’intelligenza artificiale, è possibile che nel podcast siano presenti imprecisioni, semplificazioni e interpretazioni non perfette del lavoro originale. Per questo, per analisi meno di superficie, invitiamo tutti a fare riferimento alla fonte primaria.

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