Chi sono gli ideologi a cui si ispira la nuova destra statunitense e cosa propongono? A questa domanda risponde la seconda sezione del volume 4/2026 di MicroMega - dal titolo “I nuovi padroni del mondo. Oligarchie digitali e democrazie sotto scacco” -che ricostruisce la variegata galassia cui si ispira il trumpismo contemporaneo.
Alessandro Mulieri ci introduce nel sogno distopico di una “monarchia tech”, esplorando un universo ideologico – sospeso tra nostalgia del premoderno, tecnologie di sorveglianza e ipotesi di sovvertimento istituzionale – che punta a un radicale “cambiamento di regime”.
Una torsione tecnocratica che non è affatto un fenomeno isolato, ma si salda a un disegno reazionario globale ben più ampio: Steven Forti ricostruisce la mappa di una vera e propria “internazionale nera” che unisce – attraverso una fitta rete di think tank e festival – nazionalconservatori, cattolici postliberali e oligarchi della tecnologia in una crociata comune contro la democrazia liberale nata dall’Illuminismo.
Si tratta di un’offensiva geopolitica e culturale che non esita a pervertire persino sofisticati strumenti filosofici per legittimarsi: Paul Leslie indaga, per esempio, l’appropriazione indebita del pensiero di René Girard da parte del duo Peter Thiel-J.D. Vance.
Il quadro che emerge impone di smontare definitivamente la retorica della Silicon Valley quale patria dell’innovazione progressista: Roberto J. González svela che le radici profonde del “tecnofascismo” odierno affondano proprio lì, in una cultura intrisa da tempo di sciovinismo e gerarchie razziali.
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