Scrivo queste righe poco dopo la prima conferenza stampa di presentazione di Lucca Comics & Games, che potete rivedere qui e da cui potrete avere qualche indizio su cosa mi impegnerà nella cinque giorni lucchesi a fine anno. Ma ho tanti altri annunci da condividere e tanto lavoro da fare da qui a fine anno, motivo per cui gli appuntamenti della newsletter si sono fatti più rari. Intanto, in USA…
A un mese dall’uscita nelle sale di Spider-Man: Brand New Day, Marvel ha pubblicato una raccolta con tantissime delle storie che ho realizzato in questi ultimi anni con protagonista il nostro Spidey. Troverete sia le storie con Capitan America, i Fantastici Quattro e il robottino H.E.R.B.I.E., Hulk di cui vi ho già parlato ma anche delle storie ancora inedite oltreoceano. Tra queste In Cold Blood, avventura che vede il nostro affrontare Lizard nell’insolito scenario di un centro per i senzatetto. I disegni sono del mio vecchio pard Lelio Bonaccorso, che aveva già illustrato alcune storie scritte da Steve Foxe. Per la cronaca, l’ispirazione per una storia ambientata quasi interamente in una cucina mi è venuta guardando The Bear!
Mi sono lasciato sfuggire Masters of the Universe1 ma sono corso in sala per vedere Disclosure Day ben più gasato dalle premesse. Proprio come He-Man, un film di Steven Spielberg con gli alieni dovrebbe interessare tutti i nati negli anni 80, in primis per l’effetto nostalgia. In questo caso specifico, direi anche per il bollino di garanzia. Il bollino c’era in tutte le sue forme: i tizi apparentemente ordinari (come quello straordinario mostro di bravura di Josh O’Connor) calati in circostanze sci-fi, i riflessi, i bagliori, i campi che si allargano con i dolly e i zoom in sui volti di personaggi stupiti etc etc.
Il tutto calato in un film che è per 3/4 un lungo e spettacolare inseguimento come se Duel venisse girato oggi, con un ritmo ansiogeno niente male, e per l’ultimo quarto si lancia nella fantascienza e nel complottismo fino a un finale aperto che mi ha lasciato pienamente soddisfatto (sono tra i pochi, credo). C’è ovviamente la metaforona che “i mostri siamo noi” e l’appello buonista, c’è una visione ottimista molto spielberghiana delle cose del mondo, c’è il suggerimento di un’apocalisse imminente di cui ci salviamo soltanto da soli, altro che alieni. Ma è tutto così ben girato (ancor più che scritto) che anche le parti più telefonate gliele si perdona con il sorriso.
Come dicevo, posso raccontarvi poco altro e fremo per tornare a scrivere. Ma chissà, quando ci risentiremo forse avrò un po’ più “sostanza” da condividere con voi fedeli lettori. A rileggerci,
– Marco
A causa della profezia autoavverante delle sale: se un film male nei primi giorni si riducono le proiezioni, quindi andrà sempre peggio.

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