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Venerdì Ultra · Jul 31, 2026

Stavo guadagnando 200€ al giorno ed ho mollato tutto

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Marco Mignano · Venerdì Ultra

Nel 2016, ormai 10 anni fa, vivevo una vita normale. Avevo il mio lavoro, la mia routine, tutto.

La mia vita era regolare. Direi piatta.

Mi alzavo la mattina e tutto partiva con il solito caffellatte. Aprivo il pc, fissavo lo schermo cercando di portare a termine uno dei tanti task quotidiani, aperitivo la sera e qualche svago. E via, il giorno dopo si ripartiva da capo.

Così tutti i giorni. Un loop di normalità sognando di vivere un’avventura prima o poi nella vita.

Tutti abbiamo avuto questo sogno, no?

Immagina quanto sarebbe bello girare il mondo. Prendere e viaggiare come se non ci fosse un domani. Alzarti ogni mattina in un luogo diverso, assaporare piatti nuovi e goderti l’alba con i piedi sulla sabbia dorata di un paese esotico.

Fino a quando un giorno io e la mia compagna ci siamo fatti questa domanda: perché non partiamo d’avvero per un viaggio solo andata?

Un viaggio solo andata? Siamo pazzi?

Ci vogliono soldi. E poi come fai con il lavoro? Abbiamo clienti, responsabilità.

Ma poi abbiamo iniziato a scavare nella tana del bianconiglio e abbiamo scoperto che forse non era un’idea così folle.

Forse per una volta nella vita valeva la pena mollare tutto e provare a realizzare un sogno. Uno di quelli per cui non ci sarà mai il momento giusto, i soldi giusti o l’attimo giusto.

Uno di quei sogni dove devi avere il coraggio di buttarti verso l’ignoto, mettere in pausa la vita e semplicemente provarci.

E così ho fatto una cosa folle.

Era gennaio del 2017. Ho aperto il pc e ho iniziato a digitare come un pazzo su quella tastiera. Stavo scrivendo una mail che mi avrebbe cambiato la vita, indirizzata al mio datore di lavoro.

Il riassunto di quella mail era questo: “Continuerò a lavorare fino a fine giugno. Dopo di che non mi vedrete più. Fino a quando, non lo so.”

Avevo un’azienda che mi pagava oltre 200 euro al giorno per lavorare come freelance. Ci avevo messo 6 mesi per trovarla. E stavo buttando tutto nel gabinetto.

Questa è stata la prima azione che mi ha cambiato la vita.

In quei giorni dentro la nostra testa c’era il caos più totale. Cosa faremo della nostra vita?

Non importa. Il dado era tratto. Ora ci voleva la seconda azione decisiva.

Fissare una data di partenza.

Io e la mia ragazza apriamo il pc, ci fiondiamo su Skyscanner e portiamo a termine la seconda azione che ci avrebbe cambiato la vita: compriamo il biglietto di solo andata per la Russia, la prima metà del nostro viaggio.

La nostra seconda vita sarebbe iniziata l’11 luglio 2017.

Quel viaggio ci avrebbe portato a fare la Transiberiana, dalla Russia alla Cina. Poi Giappone, Nepal, India e Thailandia.

6 mesi di vita in cui abbiamo davvero capito cosa voleva dire vivere.

Io ed Ilaria al campo base dell’Everest

Quando avevamo deciso di partire, pensavamo che sarebbe costato una fortuna. D’altronde viaggiare è una cosa da ricchi.

Questo è vero, ma solo se lo fai come un ricco.

Quel viaggio mi ha insegnato che le esperienze autentiche costano poco o niente. Tant’è che per viaggiare full time per 6 mesi abbiamo speso una media di 700€ al mese.

Tutto compreso: voli, assicurazione, vitto, alloggio e tutto il necessario per realizzare quel sogno.

Un affitto medio in una grande città si aggira intorno ai 1000€ al mese. Il costo della vita arriva tranquillamente a 1500€ al mese.

Noi, avendo mollato tutto e lavorando in viaggio, praticamente stavamo risparmiando soldi.

La verità più grande di questo racconto è questa: non esiste il momento giusto. O meglio, il momento giusto è adesso.

Quando si vuole realizzare un sogno, la prima cosa che faccio è forzarmi ad andare in quella direzione.

Nel 1519 Hernán Cortés sbarcò in Messico con 600 uomini di fronte a un impero azteco di milioni di persone. Prima di avanzare verso l’entroterra diede un ordine che sembrava folle: bruciare le navi. Nessuna via di fuga, nessun piano B. Solo una direzione possibile.

Nella vita dobbiamo essere un po’ come Cortés. Forzarci ad andare nella direzione in cui vogliamo andare.

Ad inizio di quest’anno ho fatto una cosa abbastanza folle: mi sono iscritto a una gara di 700 km che si terrà tra un mese.

In quel momento non ero pronto. Probabilmente non lo sono neanche adesso che mancano 25 giorni. Ma non importa.

Era un piccolo sogno che volevo provare a realizzare. E quindi mi sono vincolato a quella scelta.

Nella vita ho capito che non esiste il momento giusto. L’unico modo per ottenere o realizzare qualcosa è vincolarsi il più possibile a quella decisione.

Quando abbiamo deciso di partire per il viaggio solo andata, abbiamo fatto due cose semplici:

  1. Comprare i biglietti fissando una data.

  2. Licenziarci.

Con queste due semplici azioni ci siamo vincolati a una scelta. Anche se ci sarebbero voluti 6 mesi per partire, non importava.

La scelta era fatta, Il dado è tratto come si suol dire.

In quei 6 mesi di viaggio ho vissuto l’equivalente di 10 vite di una persona normale.

Ho imparato più in quei 6 mesi di quanto avrei potuto apprendere passandoli in ufficio.

È stata la scuola di vita più grande che potessi avere. Il catalizzatore di tutto. Perché ho capito che i sogni ci vuole poco per realizzarli, se uno ha il coraggio di buttarsi verso di essi.

Voglio vivere un’avventura. Ma non trovo mai il momento giusto. Finché non capisco che il momento giusto non esiste, e mi vincolo a una scelta concreta.

Non serve aspettare. Non serve avere tutto sotto controllo. Non serve essere pronti.

Serve solo una cosa: il coraggio di fare il primo passo.

Compra il biglietto. Manda la mail. Iscriviti alla gara.

Il resto viene da sé. 🔥

Be Ultra,
Marco

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Mi chiamo Marco Mignano, sono un ultrarunner, coach, Youtuber ed esploratore nell’animo. Il mio obiettivo è far si che più persone possibili alzino il sedere dal divano e vadano a correre sui sentieri. Ho fondato BE ULTRA con l’obbiettivo di rendere il trail accessibile a tutti.

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