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Edamame · May 28, 2026

Le Olimpiadi dei dopati

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Mattia Marangon · Edamame

A Las Vegas c’è stato uno degli eventi più assurdi della storia.

Dal 21 al 24 maggio si sono svolti gli Enhanced Games: sono stati in pratica una sorta di Olimpiadi, con la differenza che il doping era consentito e, anzi, addirittura incoraggiato dagli stessi organizzatori.

Circa 50 atleti provenienti da diversi Paesi hanno gareggiato nei 100 metri, nel nuoto e nel sollevamento pesi senza alcun test antidoping e senza limiti all’utilizzo di sostanze in grado di migliorare le prestazioni. Dagli steroidi agli ormoni della crescita tutto era permesso, purché sotto supervisione medica.

L’idea alla base dell’evento era infatti tanto semplice quanto provocatoria: se il doping esiste già nello sport professionistico, perché continuare a fingere che non esista?

Secondo gli organizzatori era arrivato il momento di rendere tutto trasparente, eliminando le regole antidoping e premiando apertamente chi fosse riuscito a spingersi oltre i limiti umani.

Per incentivare gli atleti erano stati messi in palio premi milionari, compreso un bonus da un milione di dollari per ogni record mondiale battuto.

Sulla carta sembrava l’inizio di una nuova era dello sport. Nella pratica, i risultati sono stati molto più modesti del previsto.

In tutta la manifestazione infatti è stato battuto un solo record mondiale (nel nuoto), ma per il resto le prestazioni sono state lontane dai migliori risultati mai ottenuti nelle rispettive discipline.

Oggi però non sono qui a parlare di sport. Perché, se c’è un campo in cui gli Enhanced Games sono stati davvero rivoluzionari, è stato quello comunicativo.

Una delle foto più virali dell’evento.

L’evento, da un punto di vista mediatico, è stato infatti una rivoluzione totale.

Già settimane prima dell’inizio delle gare se ne parlava come di qualcosa che avrebbe potuto cambiare per sempre il mondo dello sport, alimentando un’enorme curiosità attorno all’evento. Poi, nel giro di poche ore dalla cerimonia di apertura, il brand era ovunque, da TikTok alle prime pagine dei quotidiani.

“Le Olimpiadi dei dopati”.

Chiaramente non era il nome ufficiale, ma era così che veniva chiamato nei vari post virali. Rispetto a “Enhanced Games” creava decisamente più hype, e il punto in fondo era esattamente questo.

Viviamo in un sistema informativo in cui la provocazione batte sistematicamente l’autenticità. Mi piace sempre ricordarlo quando si parla di questi fenomeni: la parola dell’anno scorso secondo Oxford University era rage baiting, ossia la rabbia degli utenti usata come benzina per il marketing.

Proprio questa parola spiega come la logica delle piattaforme social abbia ridefinito le regole dell’attenzione: se un contenuto è normale e privo di attrito, rischia di diventare invisibile ai nostri occhi, che sono costantemente bombardati da stimoli. Se invece è controverso e ci scandalizza, allora l’algoritmo lo premia rendendolo virale.

Ecco, gli Enhanced Games erano progettati proprio per questo: per dividere il più possibile ed essere quindi discussi.

Una competizione dove il doping è legale, atleti che dichiaravano apertamente di assumere sostanze dopanti, premi milionari per chi superava i limiti umani… Ogni elemento dell’evento sembrava progettato per trasformarsi in un titolo virale.

E, da questo punto di vista, i giochi hanno funzionato perfettamente, visto l’engagement che sono riusciti a generare sui social.

Se però guardiamo oltre la superficie del fenomeno mediatico, questi giochi diventano qualcosa di ancora più interessante.

Ha partecipato anche Björnsson, che in Game of Thrones fa “La Montagna”.

Il sottotesto dell’evento infatti è quello di superare i limiti umani.

Concetto che si inserisce perfettamente nella narrazione social in cui siamo immersi, che ci impone di essere costantemente la “versione migliore di noi stessi”. Dai feed di Instagram ai podcast di crescita personale, veniamo bombardati dalla continua ossessione per l’automiglioramento.

Quello che era nato come semplice benessere si è in pratica trasformato nella dittatura della performance.

Ed è qui che gli Enhanced Games smettono di essere un evento bizzarro e rivelano una chiave di lettura più cupa, quasi da Black Mirror: quella dell’esperimento ideologico.

Non è un caso, infatti, che tra i principali investitori della manifestazione figuri Peter Thiel.

Il miliardario co-fondatore di PayPal e Palantir è uno dei “Silicon Valley Bros” più influenti del pianeta. Questo evento orchestrato da Thiel, può essere visto come una sorta di cavallo di Troia per sdoganare il transumanesmo, che lui da tempo sostiene.

Per transumanesimo si intende l’idea che il corpo umano sia un hardware obsoleto da aggiornare con la tecnologia per massimizzare i risultati e superare i limiti biologici. Ecco perché questo evento si inserisce perfettamente in questa narrazione.

Finanziare le Olimpiadi dei dopati, infatti, non aveva come obiettivo fare soldi facili con i biglietti o gli sponsor. Era piuttosto una mossa strategica per spostare gradualmente la “finestra di Overton”, ossia la soglia di ciò che la società considera moralmente accettabile.

Il meccanismo funziona più o meno così: se l’opinione pubblica si abitua a vedere atleti che si dopano apertamente per gareggiare, quella che oggi consideriamo una scorrettezza pericolosa diventerà, a un certo punto, la nuova normalità.

O almeno questa è la sua visione.

Insomma, più che un semplice evento di intrattenimento, gli Enhanced Games sono stati una dimostrazione di come si possa costruire consenso attorno a cambiamenti culturali molto più profondi di quanto sembri a prima vista.

E hanno raccontato piuttosto bene anche la nostra esperienza digitale contemporanea: viviamo immersi in una continua corsa verso l’esagerazione, in cui ogni limite viene percepito come qualcosa da superare e ogni ostacolo come un problema che la tecnologia, prima o poi, riuscirà a risolvere.

In questo senso, gli Enhanced Games sono apparsi quasi come un’evoluzione naturale del nostro presente. Se siamo abituati a ottimizzare tutta la nostra vita, anche ottimizzare il corpo umano smette improvvisamente di sembrare così assurdo.

È probabilmente questo l’aspetto più interessante di tutta la vicenda. Al di là dei record, degli steroidi e delle polemiche, gli Enhanced Games hanno funzionato soprattutto come uno specchio di ciò che sta diventando la nostra società.

È tutto, al prossimo giovedì :)

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Read the original on maranga9000.substack.com

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