È iniziato l’International Congress of Mathematicians e sono state assegnate le 4 Medaglie Fields 2026 che sono: Yu Deng, John Vincent Pardon, Jacob Tsimerman e Hong Wang. La consegna è avvenuta a Philadelphia presso il Pennsylvania Convention Center, assieme ad altri premi e riconoscimenti. Marco Menale ha raccolto per noi un’ampia sintesi su com’è andata, raccontandoci anche di come sono andati gli altri premi (Gauss, Chern, Abacus e Leelavati).
Noi come MaddMaths! abbiamo seguito tutta la cerimonia inaugurale in diretta live sul nostro sito qui (e la potete rivedere: vi troverete tanti commenti e post di siti italiani e stranieri e i video dedicati alle persone premiate. E grazie per coloro che hanno seguito in diretta). Ancora una volta i premi hanno mostrato la grande varietà di settori in cui è attiva la matematica, con idee e tecniche diversissime.
Ed ecco le persone che hanno ricevuto le Medaglie Fields 2026.
Yu Deng, Medaglia Fields 2026
Di seguito un ritratto a cura di Sergio Simonella, che ha curato anche un approfondimento più lungo su questo risultato.
Il lavoro di Yu Deng con Zaher Hani e Xiao Ma cambia profondamente la teoria cinetica rigorosa e ne apre una nuova stagione. Nel dimostrare matematicamente come il comportamento collettivo di un gas rarefatto emerga dalle leggi della Meccanica, gli autori affrontano una difficoltà rimasta irrisolta per oltre cinquant’anni: l’inaudita complessità delle possibili sequenze di collisioni. Traendo ispirazione da intuizioni maturate nello studio dei sistemi ondosi e da sorprendenti analogie con i sistemi particellari, introducono idee completamente nuove per rappresentare e organizzare le correlazioni generate dalla dinamica di un numero elevatissimo di atomi, fino a dominarne la geometria. Gli strumenti matematici sviluppati in questo lavoro aprono prospettive che, fino a pochi anni fa, sembravano fuori portata.
John Pardon, Medaglia Fields 2026
Di seguito un ritratto a cura di Donatella Iacono e Sabina Milella.
John Pardon è nato in North Carolina nel 1989, in una famiglia di matematici (entrambi i genitori insegnano matematica!). Nel 2011 si è laureato a Princeton come valedictorian, ovvero il migliore del suo anno, e ha conseguito il dottorato presso la Stanford University nel 2015, con la supervisione di Yakov Eliashberg. Pardon è professore e membro permanente del Simons Center for Geometry and Physics presso la Stony Brook University a New York. Nelle sue ricerche si occupa principalmente di geometria e topologia.
John Pardon ha ricevuto la Medaglia Field per aver risolto, dopo circa 30 anni, un problema proposto da Mikhail Gromov nel 1983 in teoria dei nodi, campo di ricerca tra topologia e geometria. Gromov si chiedeva se la distorsione di certi nodi potesse essere arbitrariamente grande per nodi sempre piu complessi. Dove per “distorsione” si intende il rapporto tra la distanza tra due punti sul nodo e la distanza euclidea nello spazio. Pardon ha dimostrato che questo è possibile. Esistono, infatti, nodi particolari, che vivono su una ciambella, che possono essere distorti di un fattore arbitrariamente grande. Per questo risultato ha già ricevuto il Morgan Prize nel 2012. Inoltre, Pardon ha anche risolto la congettura di Hilberth-Smith in dimensione 3, circa i gruppi di trasformazione di varietà topologiche e la congettura MNOP in geometria algebrica.
Jacob Tsimerman, Medaglia Fields 2026
Di seguito un ritratto a cura di Alessandro Zaccagnini.
Jacob Tsimerman è stato un allievo di Peter Sarnak, uno degli editor di Annals of Mathematics. Ha ricevuto la Medaglia Fields per la sua soluzione della congettura di André-Oort, un problema di Teoria Algebrica dei Numeri, più precisamente di Geometria Diofantea, aperto da circa tre decenni; tutto sommato un tempo molto ridotto, rispetto alle altre grandi congetture di questa disciplina.
L’enunciato esatto è estremamente tecnico, ma possiamo ricordare alcuni problemi di Geometria Diofantea, che è un’antica disciplina che si occupa della ricerca di soluzioni intere di equazioni, soprattutto ma non necessariamente polinomiali. Uno dei problemi più antichi è quello di trovare le “terne pitagoriche”; uno più recente è quello di Fermat, risolto solo una trentina di anni fa da Andrew Wiles (al quale è stata data una Medaglia Fields speciale proprio per questo); e anche molte questioni legate alle curve ellittiche, che oltre all’interesse come strumento teorico, proprio nella soluzione del problema posto da Fermat nel Seicento, hanno rilevanti applicazioni alla crittografia, che usiamo più o meno consapevolmente tutti i giorni.
Hong Wang, Medaglia Fields 2026
Di seguito un ritratto a cura di Giovanni Alberti.
La sua ricerca si colloca nell’Analisi Matematica, al confine tra Analisi Armonica e Teoria Geometrica della Misura; un’altra parola chiave è «Geometria dell’incidenza». Ha ottenuto risultati significativi su diversi problemi importanti, tra cui la Congettura di Restrizione e la stima ottimale della dimensione degli insiemi di Furstenberg nel piano, ma senza dubbio il suo risultato più noto è la risoluzione del problema di Kakeya in dimensione 3, ottenuta nel 2025 in collaborazione con Joshua Zahl. Il problema in questione è relativamente semplice da enunciare: detto (E) un qualunque insieme nello spazio che contiene segmenti di lunghezza unitaria in tutte le direzioni, quanto piccolo può essere (E)? Intuitivamente ci si aspetta che (E) abbia dimensione tre, perché per parametrizzarne i punti servono due parametri per la direzione di ciascun segmento, più un parametro per i punti di detto segmento.
Tuttavia, nel 1919 A. S. Besicovitch ha costruito un esempio di insieme (E) con volume nullo. Questo risultato, sorprendente e controintuitivo, ha generato in modo naturale la seguente domanda: è vero che (E) ha comunque dimensione tre? Qui si fa riferimento a una ben precisa nozione di dimensione di un insieme, che può essere anche non intera. Mentre la risposta positiva all’analoga domanda in dimensione due venne data da R. Davies nel 1971, per la risposta positiva in dimensione tre si è dovuto attendere fino a oggi, nonostante i tentativi di tanti matematici eccellenti, tra cui J. Bourgain e T. Tao. Se il fascino di questo problema sta nella sua relativa semplicità, la rilevanza per la comunità matematica è invece legata al collegamento, meno facile da spiegare, con altri importanti problemi di Analisi Armonica, tra cui la Congettura di Restrizione e quella di Bochner–Riesz.
A lei è dedicato questo ritratto della nostra Sandra Lucente.
Hong Wang ha appena ricevuto la medaglia Fields 2026, terza donna a ricevere tale premio, per la sua spettacolare soluzione della congettura di Kakeya. Sandra Lucente ha visto di recente una sua conferenza e ci racconta com’è andata.
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