Giovedì 19 Marzo 2026
Questo è mio padre il giorno in cui, quest’estate, è tornato a casa dopo 30 giorni di ospedale per: un intervento al femore scassato cadendo, la setticemia, un soffocamento da cibo e il delirio ospedaliero.
”L’avevamo dato per spacciato” ci hanno detto i medici.
”Non lo conoscete” abbiamo risposto io e mio fratello, stravolti.
P.S. Il delirio ospedaliero è un quadro di disorientamento che vivono gli anziani quando vengono ospedalizzati e credo che ognuno lo viva a modo suo.
Mio padre, normalmente lucidissimo, era convinto di essere in guerra perché un ortopedico tedesco aveva una leggerissima inflessione linguistica che ha colto solo lui: ”Ci sono fascisti dappertutto!”, ci ha fatto morire dalle risate!
Era luglio e una mattina, appena arrivata in ospedale, ha indicato la finestra per farmi notare che fuori c’era un sacco di neve “Ma non li vedi i lupi?!” e mi ha annunciato che sarebbe andato a farsi una sciatina.
Qualche giorno fa mi ha chiesto quanti anni avesse.
”Vai per i 96 papà!”
Davvero?!
”Giuro!”
Ma io non me li sento!
”E quanti te ne senti?”
Almeno dieci di meno!
Finalmente ha smesso di dirmi: mi sa che sono al capolinea.
Non ci crede manco più lui!
E’ ipocondriaco da quando lo conosco, io e mio fratello da ragazzini
lo chiamavamo tragedy.
Super badato, è arrivato ad un punto del suo cammino di vita di inimmaginabile equilibrio: sta benone nonostante sia cardiopatico, se ne sta indivanato a dormire e sognare fra la sua micia e un cuscino con la foto di mia madre, che non c’è più.
Secondo me ha raggiunto un’alchimia fra la lucidità essenziale per orientarsi nel tempo e nelle relazioni ma con la leggerezza di una giusta dose di inconsapevolezza: sa solo quello che gli va di sapere.
Di notte, raccontano le badanti, parlotta con mia madre: è un vero personaggio!
Certo che sono stato fortunato, mi dice ogni tanto
Ho avuto una bella vita e ho fatto tutto quello che volevo.
Credo di dovergli l’attitudine per il piacere di vivere e la curiosità per qualsiasi cosa, peccato non avergli dato retta molto prima rispetto allo sport, per pigrizia e perché lui non ha nemmeno insistito, essendo io la figlia femmina.
Non penso di conoscere persona più sportiva di lui nel corso di una vita.
Ha imparato a sciare da ragazzino sui cumuli di neve della grande nevicata ad Alba nel 1942, era sfollato lì con la mia bisnonna Maria, dalla quale ho preso metà del mio nome e che l’ha praticamente cresciuto.
Ha sciato per cinquant’anni, lo sci di discesa fuori pista era la sua passione in tempi in cui le piste non erano certo affollate e la neve non mancava.
Alla mia età è poi passato allo sci da fondo, lo sci d’alpinismo (a casa era tutto un parlare di scioline) e poi alla bicicletta da strada e alla mountain bike sulla quale è caduto rovinosamente (altro mese di ospedale, sempre a luglio) alla bellezza di 86 anni e, ripresosi alla grande, è risalito in sella fino agli 88 quando poi è prudentemente passato alla cyclette casalinga.
E correva pure, con le sue cuffiette per la radio e la carta di giornale sotto la maglia quando faceva freddo: quando vado a correre penso che almeno questo lo faccio anche io, con le magliette giuste e senza La Stampa sotto..:-)
Mi faceva ridere quando lo portavo in giro in macchina e io andavo un pò decisa, perché emetteva un mugulio strano tipo..mmmmmm…
Ma il nonno sta cantando?
Lui (ex taxista e amante delle auto):
”No, è che tua madre ha una guida un pò troppo sportiva!”
E’ sopravvissuto a tutti i suoi amici.
Glien’è rimasto uno, più giovane, al quale è legatissimo e che va regolarmente a trovarlo: è bellissimo vederli insieme, è un filo teso con il suo passato sportivo e amicale.
I primi tempi da vedovo, ogni volta che morivano anziani attori o attrici del cinema o della televisione, andava in depressiun e così abbiamo iniziato a nascondergli qualsiasi scomparsa finché la tendenza si è invertita e adesso ogni occasione è buona per sottolineare che, lui, invece, vuole arrivare ai 100!
In un periodo in cui non sapevamo più come tirarlo su di morale, con il parere sfiduciato di tutti gli altri professionisti, l’abbiamo spedito da una psicoterapeuta, una saggia mamma delle mie tribù che gli ha fatto proprio bene, diceva che era come andare a vedere un bel film, forse quello della sua vita.
Mi ha fatto scoprire il bellissimo brano In the Mood di Glenn Miller, colonna sonora di un film musicale degli anni ‘40 che l’ha fatto appassionare allo sci e così gli ho preparato una playlist con le canzoni dei suoi tempi che lui canticchia quando gli metto le mie cuffione.
Quando avevo tredici anni io e poco meno mio fratello, abbiamo fatto una vacanza estiva con lui in camper senza nostra madre che era rimasta con il nonno.
Un’esperienza avventurosa da film di walt disney: ci siamo divertiti un sacco anche se faceva cose strane come farci mangiare il primo in un ristorante e poi andare in un altro a mangiare il secondo perché lì era più buono e ci andavamo in tre su una minimoto così piccola che sembrava quella invisibile di Napo Orso Capo!
Tra le tante cose che mi è stato utile imparare da lui, c’è quella di fare Maometto che si sposta e va dalla montagna: se non riesco a risolvere le questioni al telefono o con mail, prendo, parto e vado sul luogo dei fatti (se raggiungibile).
Chi ha capito che è nel mio stile non indugia a rispondermi perché sa che sennò mi trova sulla soglia!
Adesso che ha sempre meno memoria a breve termine, gli chiedo di raccontarmi del suo passato, di lui e di noi: ci piace molto e io lo ascolto emozionata e consapevole che ogni giorno potrebbe essere l’ultimo ma che potrebbe anche mantenere la promessa di arrivare ai 100!
BUONISSIMA FESTA DEL PAPA’
O DEL BABBO
Si è fatta piccola per approfondire solo ciò che vi interessa e per saperne di più scrivete a paolaluss@gmail.com
GIOVEDI 19 MARZO dalle 20 alle 22.30
Si parlerà di tutte quelle abitudini che possono condizionare la quotidianità facendo sentire le donne in balia della propria vescica.
SABATO 21 MARZO dalle 9 alle 13.30
Per coppie di Madri e Figlie e Padri e Figli in quinta elementare/prima media
DOMENICA 22 MARZO dalle 9 alle 16.30
per coppie di Madri e Figlie dalla quinta elementare alla seconda media
MARTEDI’ 31 MARZO dalle 20 alle 22.30 in Via Susa 6 a Torino
Si parlerà dei metodi che proteggono dalle infezioni e dalle gravidanze indesiderate per informarsi (per tempo) e fantasticare una vita amorosa e sessuale felice e sicura. Costo 35 euro a coppia
LA FORZA DELLA CURA
Questo pomeriggio dedicato alla Cura lo condurranno due delle mie migliori amiche e sarà un’occasione speciale per avvicinarsi alla magia dello Psicodramma!
Per iscrivervi cliccare QUI
Sono contenta che abbiate letto fino a qui!
Se vi va potete condividere e recuperare le puntate precedenti accedendo all’archivio.

Comments
Nothing yet. Say the first thing.
Sign in to join the conversation.