❝È una vergogna come sia diventato caro essere ricchi❞
Quino
Tra club che vanno e vengono da tournée lontane, mentre il Barcellona compra Rodri e apparecchia un’amichevole con l’Al-Ahly, ci sono 14 squadre che nel cuore dell’Europa si stanno già giocando un pezzo della loro stagione, o dovremmo dire del loro bilancio, con tutta la differenza che oggi può fare una partecipazione alla Champions, esserci o no. Il primo turno dei preliminari è cominciato coi Mondiali ancora in corso, nel giorno in cui l’Argentina riuscì in qualche maniera a rimontare il povero Egitto. C’erano in campo gli azeri del Sabah, i bulgari del Levski Sofia che furono i primi avversari del Milan di Sacchi nel 1988 e anche una squadra di nome Inter venuta da Andorra.
Oggi che i Mondiali sono finiti da neppure un mese tondo, l’Inter è a casa, ma Sabah e Levski sono ancora qui, arrivati all’ultimo livello di difficoltà del videogame che promette l’accesso alla stanza del tesoro, l’ultimo preliminare [il play-off o per i francesi il barrage] prima di festeggiare la qualificazione per la fase a gironi. Un bancomat minimo da almeno 18 milioni e 620 mila euro.
Ci stiamo abituando a leggere la Champions come un approdo finanziario, ma la formula post 1992 e l’allargamento progressivo alle seconde, alle terze, alle quarte ha piano piano messo ai margini molti paesi che un tempo avevano almeno un accesso garantito al tabellone. Ora, diciamo la verità, i preliminari sono sempre apprezzabili, tuttavia in quei mondi spariti, risucchiati nel gorgo della logica finanziaria con cui raccontiamo il calcio, quel che viene dopo conserva ancora un valore sentimentale - diciamo pure così - che razza di parola. E lo vedremo in qualche reel scrollando i nostri telefoni tra una decina di giorni, quando al momento del sorteggio calciatori di cui non conosciamo i nomi esulteranno per essere stati accoppiati al Real Madrid o al PSG, indifferenti all’incasso ma felici di sentirsi un giorno colleghi dei più grandi.
C’è anche questo in palio stasera, anche se lo dimentichiamo.
Il Levski Sofia, per esempio, non gioca la Champions da vent’anni e la Bulgaria - paese con un Pallone d’oro [Stoichkov] somma in tutto tre apparizioni dal 1992. Una debuttante verrà fuori di sicuro dalla partita fra gli israeliani dell’Hapoel Be’er Sheva e i famosi azeri di prima, una società che nove anni fa non esisteva. La Slovenia ha tre partecipazioni complessive, tutte con il Maribor, e si gioca la quarta con il Celje, una presenza inedita. Dovrà scavalcare la Slovacchia, le cui esperienze non sono molte di più [quattro].
La Norvegia - oddiomio la Norvegia - è in corsa addirittura con due squadre, l’irriverente Bodo/Glimt e il minaccioso [fin dal nome] Viking. L’ultima volta che gli avi di Haaland avevano due club eravamo ancora nel Novecento [ma di poco, era il 1999, faceva solo molto fico dirlo così].
Sarebbe la prima volta pure per la città di Linz, che con il LASK compete per smettere di invidiare Vienna, Graz o Salisburgo. La squadra con il nome da prodotto farmaceutico [disponibile al banco] deve però passare da quella specie di inferno che è lo stadio del Celtic Glasgow, unica presenza nell’albo d’oro giunta a questo atto finale.
ANCHE I RICCHI GIOCANO
Nella categoria dei benestanti, chiamiamola l’alta borghesia, si presentano almeno in due e una deve restare fuori. In Francia temono che il Lione possa non farcela, e per primo lo teme Paulo Fonseca che su quella panchina siede. È l’ora di essere grandi, ammonisce stamattina L’Equipe dopo un turno precedente superato con qualche fatica contro lo Sparta Praga.
Cotanto spavento in Francia viene dall’essere finiti sulla strada del Fenerbahçe, i turchi che So Foot definisce un’idra con un numero di teste di cui si è perso il conto. In porta hanno Ederson. Davanti a lui: Nathan Aké, Milan Skriniar, Nelson Semedo. Poi Mattéo Guendouzi e N’Golo Kanté a centrocampo. Davanti alla porta: Marco Asensio, Mason Greenwood, Kerem Aktürkoglu e Talisca, cinque gol nelle ultime cinque partite. Ultimo arrivo sulla giostra: Romelu Lukaku.
“Reclutare ex stelle dei principali campionati europei è una tattica prediletta dai club turchi, ma il Fenerbahçe 2026 sta portando le cose a un livello completamente nuovo” ha scritto So Foot.
Mentre la Turchia come paese bussa da tempo e invano alle porte dell’UE, la Turchia come sistema calcistico ha sufficiente forza economica e abbondante passione popolare per portare nei suoi confini Osimhen, Salah e mettiamoci pure Vlahovic. Ne hanno spiegato i meccanismi Il Post e Calcio e Finanza.
Dal 1996 la Turchia ha saltato la Champions solo due volte e nel 2032 ospiterà gli Europei con l’Italia, sebbene a guardare le condizioni degli stadi si direbbe che è l’Italia a ospitarli insieme alla Turchia.
“Quindi, il Fenerbahçe è davvero spaventoso? Forse dovremmo moderare un po’ il nostro entusiasmo. Dopotutto - considerano a So Foot - non sarebbe la prima volta che una squadra, soprattutto in Turchia, accumula un’enorme quantità di talento senza riuscire a trovare la giusta coesione”.
Il benessere è tra le mani di Ismail Kartal, l’allenatore subentrato dopo l’esonero di Domenico Tedesco, avvenuto in seguito a una sconfitta per 3-0 contro il Galatasaray alla fine di aprile. Il Fenerbahçe non vince il titolo dal 2014 e vale la pena ricordare che a perso la prima partita di campionato contro il Gençlerbirliği sabato scorso. Mason Greenwood è entrato in campo al 58° minuto, ma non è riuscito a fare la differenza. Contro il suo arrivo a Istanbul si sono fatte sentire le associazioni femministe della città, che hanno una roccaforte proprio nel quartiere della squadra, a Kadiköy. Con lui in Turchia c’è anche Harriet Robson, la donna che quattro anni fa lo ha accusato di tentato stupro, aggressione e percosse, ritirando in seguito la denuncia. Melissa Cetiner, tifosa del Fener e attivista dei movimenti femministi di Istanbul, ha detto a L’Equipe: «Se dovessimo vincere il campionato, preferirei che il suo nome non fosse associato a questo successo».
Tutto stasera sarà sommerso da quel coro, The Champions. Si ricomincia.
I preliminari play-off: Fenerbahçe vs Lione, Dinamo Zagabria vs Viking, Levski Sofia vs AEK | Domani: Celtic vs LASK, Hapoel Be’er Sheva vs Sabah, NEC vs Bodoe/Glimt | Slovan Bratislava vs Celje. Ritorni 25 e 26 agosto - su Sky e due partite su Amazon Prime.
📌 La copertina: Denaro e sentimento, che cosa c’è in palio stasera nell’ultimo preliminare di Champions - Anche i ricchi giocano: una tra Lione e Fenerbahçe andrà fuori
L’area Premium: Perché il premio Nobel Pamuk tifa per il Fenerbahçe - 🗞️ Edicola: Cosa stanno leggendo in Europa. L’analisi delle prime pagine in Francia, Spagna e Italia. 🟧 Azzurro Cenere: C’è un’inchiesta sull’elezione di Giovanni Malagò - Filippo Galli risponde a Paolo Maldini - Meduse: Un licenziamento in FIFA dopo le critiche a Infantino - L’estate dei Centesimi: Nuoto e atletica, due settimane di grandi ascolti in tv. I cuori di Larissa spiegati da sé stessa - Tennis: Da quale posizione comincia la working class. Il docufilm su Novak Djokovic - Palazzetti e dintorni: Kate Antropova ha cambiato di nuovo ruolo: la discussione sulle scelte di Velasco - E la Francia del basket deve reinserire in squadra Wembanyama - ▉ Cosa vedere, i cinque consigli di oggi: Medvedev vs Nakashima a Cincinnati. Openda in Lione-Fenerbahçe di Champions. Malika Bovo ai Mondiali jr di pallanuoto. La quattordicenne spagnola alta 2,03 agli Europei di basket. Il ciclocrossista belga che vive al contrario di Van der Poel e Van Aert. Il Teleco-Slalom: Tutta la guida dello sport in tv

Comments
Nothing yet. Say the first thing.
Sign in to join the conversation.