Diceva in un reel Gynepraio, a proposito di vacanze «nessuno vede quanto ti spacchi durante l’anno […] e la chiamano fortuna. Ed è proprio così, infatti. Una botta di culo e basta», riferendosi con sarcasmo a santoni e santone che fanno delle vacanze e dei viaggi un ennesimo strumento di misurazione dell’ego e del benessere. Personalmente ho la botta di culo (?) di essere sarda, e quindi di trasferirmi al mare per un periodo decisamente lungo ogni estate, dato che i miei genitori mi ospitano. Non starò a dirvi che problema sempre maggiore sia raggiungere quest’isola per necessità, dal punto di vista economico1 e logistico, non starò a parlarvi delle temperature di quest’anno che mi fanno pensare fresca Firenze, non starò a di… ah, lo sto già dicendo? Allora la smetto. Ma vi invito a leggere questo articolo di Alessandro Sahebi: Ti puoi permettere di andare in vacanza?, in cui personalmente mi sono riconosciuta tantissimo, e da sempre2.
Non ti dico “buone vacanze”, quindi. Spero almeno che tu possa avere momenti gratificanti di riposo. Se ti stai prendendo cura di malati, di anziani, se non hai potuto cambiare aria nemmeno per pochi giorni, se sei nella solita casa di sempre – e menomale che almeno quella c’è – con le tapparelle abbassate per il caldo e se speri che al tuo cane non si scottino le zampe quando lo porti a fare la passeggiata, be’: ti penso. Tieni duro.
È possibile che su questi schermi ci rileggiamo a settembre: se mi viene qualche buona idea prima ti scrivo, ok?
Ho finito di leggere Il mondo sommerso di Ballard e mi è venuto il blocco del lettore. Il mondo è precipitato in «un surriscaldamento globale che a sua volta ha prodotto lo scioglimento dei ghiacci polari e quindi un innalzamento delle acque a livello planetario. Ora, con temperature roventi, tropicali anche ai poli, e in mezzo a lagune malsane, ci si trova di fronte a metropoli irriconoscibili, precipitate come sono in un'atmosfera primordiale, e ai sopravvissuti di una civiltà scomparsa, psicopatici, malnutriti, contaminati dalle radiazioni.» Volevo continuare con Terra bruciata, ma ho sentito bisogno di una pausa.
Sul tema non posso non consigliarti anche La parabola del seminatore, nella bella traduzione di Martina Testa: «In un’America del futuro devastata dal cambiamento climatico, in cui le risorse si stanno esaurendo e il caos ha preso il sopravvento sulla legge, solo alcune piccole comunità isolate conservano una parvenza di ordine sociale, difese da muri contro le bande di disperati che saccheggiano, violentano, incendiano.»
Non ne vorrei scrivere, ma ne ho bisogno. A volte scrivere di una cosa la rende più sopportabile.
Octavia E. Butler, La Parabola Del Seminatore
Va bene, alleggeriamo. Non sono una grande lettrice in lingua originale, e in questi casi una buona idea è cominciare dai libri per bambini e ragazzi. Li rubo a mia figlia, che fa una scuola bilingue e quindi ho la scusa per spendere altri soldi. The Worst Witch è una serie su una maghetta imbranata che frequenta una scuola di magia divisa in 4 case, con una professoressa sagace e arcigna e un’altra più saggia e gentile, con un’amica fidata e una compagna altezzosa e dispettosa… come dite? Vi ricorda qualcosa? Incredibile. Il primo volume è del 1974. Se preferite, La Nuova Frontiera l’ha pubblicata anche in italiano.
Tra gli audiolibri, quello che ha reso più leggeri i miei tragitti in macchina è Il cliente di Grisham: siamo dalle parti dei legal thriller, ma considerato che da praticamente tutti i libri di Grisham sono stati tratti dei filmoni megagalattici potreste avere un’idea di cosa si tratta. I dialoghi sono strepitosi, e il tuffo negli anni Novanta, in termini tecnologici, è quasi rilassante, con tutti quei faldoni da leggere entro l’indomani.
I manga hanno salvato le mie letture, quest’anno: Hirayasumi, ancora in corso di pubblicazione, è un vero balsamo (specialmente alternato con Ballard), così come Takahashi del negozio di biciclette, nel quale c’è anche una leggera storia d’amore, ma sopportabile. Se ti interessa il genere, le parole chiave per trovarne altri sono “slice of life”. The girl from the Other Side (serie conclusa) invece, è un fantasy cupo e struggente. Leggilo con i fazzoletti vicini.
Ah, ma in che senso, la Sardegna non apre solo in alta stagione? Intendi che ci vivono persone che hanno bisogno di assistenza, di cura, di ospedali, di vedere figli, nipoti, fratelli, amici, per potersi sentire, almeno ogni tanto, una famiglia? Ma dai.
Essere stata un’adolescente e una giovane adulta sarda quando i voli low cost non esistevano ha fatto sì che io non sia una persona che può raccontarti quelle grandi, epiche, avventure di viaggio di gruppo con gli amici, perché avere (tutti insieme) i soldi per farlo non era un’opzione – a meno di avere il sacro fuoco del viaggio e di voler investire ogni centesimo risparmiato per fare questo.

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