
Un numero speciale di buon riposo
Non è detto che la parola "vacanze" vada bene per tutti. Proviamo almeno a strappare dei momenti di riposo, allora.
Progettare con le parole. Scrittura, linguaggio, tecnologie.
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Non è detto che la parola "vacanze" vada bene per tutti. Proviamo almeno a strappare dei momenti di riposo, allora.

I libri parlano, tra loro e con noi. Chi decide quali possono farsi sentire?

Come possiamo contenere intorno al testo ciò che è importante dire, ma non al punto da interrompere il discorso? Ragioniamo sulle note a piè di pagina.

Le parole enfatizzate costruiscono un percorso nel testo: ciò che rimane ai margini rivela qualcosa di chi scrive e del suo rapporto con chi legge.

La fatica è inevitabilmente negativa? La risposta cambia a seconda di quanto senso riusciamo a vedere in ciò che stiamo attraversando.

Il paragrafo ha due strutture: quella che si vede e quella che regge il ragionamento. Non sempre coincidono. Capire la differenza cambia il modo in cui si legge, e anche il modo in cui si scrive.

Liste, elenchi e sequenze: i meccanismi che lavorano sotto la superficie di una delle strutture del testo più usate, non sempre in modo consapevole.

Il titolo di un testo lavora in silenzio: costruisce senso e prospettiva prima ancora che iniziamo a leggere. Capire quel meccanismo cambia il modo in cui si scrive e anche quello in cui si legge.

Cosa succederebbe se pensassimo alla scrittura non come l’espressione di un autore che ha già chiaro cosa dire, ma come un processo distribuito che coinvolge corpo, strumenti, ambiente?

Le parole che usiamo per descrivere la realtà finiscono per costruirla, un pezzo alla volta. Come possiamo mantenere alta l'attenzione sulle metafore che usiamo, prima che diventino invisibili?