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Il Substack di La Rivoluzione Delle Seppie · Apr 21, 2026

Note sparse di primavera

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La Rivoluzione delle Seppie · Il Substack di La Rivoluzione Delle Seppie

aprile arriva sempre così, di punto in bianco, un po’ storto.
Le giornate si allungano, ma il corpo ci mette un po’ a starci dietro.
Il naso non collabora, le allergie iniziano a bussare, e intanto fuori succedono un sacco di cose.

È un mese che chiede movimento, anche quando non sei del tutto prontə.

Noi nelle ultime settimane ci siamo mossə parecchio.
Tra Cosenza, Belmonte, Arvier, Bolzano e Milano: spostarsi molto significa anche perdere un po’ il centro.

Ma forse è meglio così.
Lasciare che il centro si sposti, che non sia sempre nello stesso posto.

E i progetti iniziano a esistere davvero quando smettono di essere solo nostri.
Quando passano di mano, si deformano, si aprono, si complicano.

Questa newsletter sta dentro a quel momento lì.
Una serie di (dis)appunti, più che un racconto lineare.

Il 27 e 28 marzo, al Cosmo Lab di Cosenza, abbiamo aperto il primo tavolo di lavoro di Territori Liberi.
Insieme a Roberta Parigiani, Simonetta Costanzo, Linda Serra, Eva Kernel, Vito Meola e Giovanni Barberio abbiamo lavorato su modalità di accoglienza sicura, accesso ai servizi, privacy, tutela.
Tra tavoli tematici e restituzioni è emersa una prima struttura: una prima bozza di protocollo operativo per i nostri due spazi: il CosmoLab e Casa BelMondo.

A Belmonte Calabro, il 7 e 8 aprile, abbiamo lavorato con CHEAP.

Il workshop si è mosso a partire da una rilettura critica delle narrazioni dominanti.
Attraverso le pratiche di CHEAP siamo entratə dentro l’affissione, l’intervento, l’occupazione visiva.

Da lì, il lavoro si è spostato su un piano collettivo, dando forma a una proposta concreta per Belmondo: un intervento capace di attivare lo spazio, generare attrito e aprire nuove possibilità di relazione.


Il 9 aprile ci siamo ritrovatə a Cosenza, al MuDaBa, per la presentazione di Disobbedite con generosità, in una conversazione tra CHEAP ed Eva Kernel, che ha moderato l’incontro aprendo uno spazio attraversato da più voci e più livelli di lettura.

Il libro ripercorre i dieci anni dalla nascita di CHEAP: un collettivo, un progetto di arte pubblica, ma anche uno sguardo non convenzionale sul contemporaneo inteso come qualcosa di temporaneo, instabile, attraversabile.

Dal 2013, attraverso l’uso della carta come supporto espressivo, CHEAP lavora sul legame tra arte, attivismo e spazio pubblico, muovendosi da una forma iniziale più festivaliera verso una pratica più fluida, situata, permeata da energie transfemministe intersezionali e decoloniali.

Il libro entra dentro questo percorso, mostrando cosa succede dietro le quinte: pratiche radicali, esperienze di strada, pensieri precisi, aneddoti che aprono uno spiraglio sulle molte anime del progetto.

E, soprattutto, rilancia una domanda che ci portiamo dietro:
come può l’arte trasformare le città in cui viviamo in luoghi di conflitto, ma anche di cura condivisa?

La sera si è chiusa al Cosmo Lab, con il dj set di Italia Serie Oro.

esposto alla Redazione Scomodo Milano.

Il progetto CHANCE nasce all’interno dei laboratori realizzati negli Istituti Penali Minorili di Milano e Catanzaro, come spazio di ascolto, espressione e relazione. Attraverso il disegno, la parola e la registrazione audio, i partecipanti hanno costruito forme personali di racconto, dando corpo a emozioni, esperienze e immaginari complessi spesso difficili da condividere.

Abbiamo immaginato i materiali esposti non come opere finite, ma come tracce di un processo: frammenti di un lavoro collettivo in cui ogni gesto diventa possibilità di narrazione, relazione e rappresentazione.

Tutto il mese di marzo Rita è stata in residenza ad Arvier, in Valle d’Aosta, per una serie di laboratori all’interno di Arvier Innovation Lab.

Durante il mese ha lavorato insieme alla comunità di Arvier per osservare il territorio, individuare luoghi significativi e spazi pubblici poco utilizzati, e immaginare nuove possibilità di incontro e di vita collettiva.

Gli incontri sono stati momenti di lavoro aperti alla comunità, dedicati alla creazione di un cosmogramma. Attraverso disegni, fili e collage sono emersi luoghi del cuore, ricordi e immaginari: il parco giochi, i sentieri del bosco, il bar del laghetto, gli spazi dove succedono le cose del paese.

Nel nostro gran tour primaverile c’è stata anche un’altra gradita tappa. Siamo stati chiamati a Bolzano dal Museion Art Club per rispondere ad una domanda:

A metà Marzo abbiamo tenuto un workshop con il gruppo di Art Club, che sta costruendo la propria linea editoriale per il biennio 2026–2028.
Anche in questa occasione abbiamo lavorato insieme usando il cosmogramma.
Partendo da alcuni concetti complessi scelti dal gruppo, abbiamo costruito una costellazione di temi, uniti da relazioni spesso sottili e poco visibili se viste da una sola prospettiva. La natura ad alta dimensionalità dello strumento cosmogramma ha fatto emergere alcune ipotesi di ricerca e possibili formati per i prossimi anni. Un esercizio collettivo per pensare la complessità senza ridurla alle due dimensioni.

Viviamo in un tempo in cui le immagini funzionano come forme di pensiero autonome: linguaggi immediati che condensano significati in un istante. Dopo l’epoca della stampa e quella dell’audiovisivo, entriamo nell’Iconocene: una fase in cui il simbolico domina e il meme si afferma come sintesi culturale.

Per questo motivo abbiamo deciso di lasciare qui un po’ di meme e immagini sparse.

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Read the original on larivoluzionedelleseppie.substack.com

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