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la Foresta · Dec 6, 2025

Quattro giorni in SISSA

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Nicola De Bellis, Giorgia Mocilnik · la Foresta

Cara Foresta,
questa newsletter esce di sabato perché ho partecipato al Convegno Nazionale di Comunicazione della Scienza, finito ieri. Sono arrivato a Trieste martedì pomeriggio, erano due anni che non tornavo qui, e ne sono passati 5 da quando ho iniziato il master. In questo momento sto scrivendo dal bar della stazione, stanco dopo 4 giorni intensi, ma contento. Nelle ultime settimane ho pensato molto al fatto che, lavorativamente, vorrei crescere ancora un po’, e questi pensieri spesso si ingarbugliano. Ma eventi come questo (o Folle di Scienza), mi aiutano sempre a chiarirmi le idee.

Questa uscita sarà un po’ diversa, dato che mi sono scordato di posticiparla ho deciso di scriverla durante il convegno: sarà un piccolo racconto per chi non c’era, dato che a Trieste eravamo 400, ma qui siamo quasi 1200.

Se sono a Trieste è anche grazie ad alcuni caffè che mi avete mandato. Ma devo ancora rientrare delle spese per il ritorno. Quindi, se ti va:

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A presto,

Nico

P.S. Nei prossimi giorni metterò qualche foto del convegno sul profilo Instagram della newsletter, per cui seguitelo!

Cos’è il Convegno Nazionale di Comunicazione della Scienza della SISSA?

È un convegno, in un senso abbastanza classico: plenarie, sessioni tematiche, progetti da raccontare in 7 minuti, attività laboratoriali, corridoi pieni di voci, discorsi sui massimi sistemi e odore di caffè. È uno dei pochi eventi in cui trovare gli alberi che compongono la foresta.

Il programma si è sviluppato su quattro giorni: da martedì a venerdì.

Sul treno delle 08:05 da Torino, ho incontrato colleghe dirette al convegno. Siamo arrivatə a Trieste nel primo pomeriggio, e io ho preso subito lo stesso bus che prendevo quando ero studente per salire fino a via Bonomea. È stato un viaggio indietro nel tempo e, mentre si avvicinava alla SISSA, ho sentito crescere la nostalgia.
Arrivato al Convegno, sono riuscito a vedere la fine (e nonostante questo sono rimasto entusiasta) dell’intervento di Yurij Castelfranchi sulla decolonizzazione del linguaggio della scienza. Dopodiché la giornata è scivolata tra un laboratorio sulla biodiversità e soprattutto saluti, abbracci, sorrisi e la sensazione di essere in un posto familiare.

L’ingresso dell’aula magna della SISSA

La giornata si è aperta con Magda Stanová, che ha parlato di come divaga la nostra mente, soprattutto durante le conferenze.
Poi laboratori, interventi e conferenze. Io ho partecipato a un paio di incontri che mi interessavano sugli eventi, sul loro impatto e sul come, e perché, misurarlo.
A chiudere la giornata c’è stato l’intervento di Bruce Lewenstein e Nico Pitrelli, che hanno parlato di come si formano (e si trasformano) le competenze di chi comunica la scienza oggi.

Durante la sessione è girata anche una mini bibliografia

La plenaria del mattino era dedicata al gioco come strumento di comunicazione della scienza.
Si è parlato di giochi da tavolo e di ruolo, di meccaniche, narrazioni, competenze realizzative. Tra i casi presentati c’è Pixel, un gioco da tavolo dell’INAF. È uno strumento interessante, e in effetti negli ultimi tempi ho visto sempre più giochi da tavolo pensati non solo come giochi educativi, ma strumenti di engagement.

Nel pomeriggio c’è stato uno dei miei momenti preferiti del convegno: la presentazione del lavoro di FRidA, che ha riscontrato grande curiosità. È stato bello vedere raccontato e riconosciuto qualcosa di cui fai parte.

La giornata tuttavia non si è conclusa con la fine delle sessioni. La sera avevamo una cena sociale in un edificio del porto vecchio di Trieste, dove ha sede l’Immaginario Scientifico. Abbiamo mangiato tra gli exhibit, divertendoci come bambini.

L’ultimo giorno è stato valorizzato da un’altra presenza importante, quella di Naomi Oreskes, storica della scienza che ha scritto libri fondamentali. Ha parlato delle strategie di disturbo dell’informazione e del rapporto tra scienza e politica ai tempi di Donald Trump.

Alcunə partecipanti al convegno, nel pomeriggio hanno visitato la Grotta Gigante, mentre per me il momento dei saluti è stato dopo pranzo.

Io ogni giorno vedevo questo. Capite la nostalgia, no?

Partecipare a questi eventi mi fa bene.
Perché ritrovi vecchi amici e te ne fai di nuovi, rafforzi il tuo senso di comunità, dai sollievo alle insicurezze professionali tramite il confronto e tutto questo ti carica.

Cercherò di farlo tutte le volte che posso e spero di incontrare, in futuro, anche chi non è potutə esserci in questi giorni.

Per chi c’era: grazie, è stato bello.

Per chi non c’era: ci vediamo presto.

Se eri al convegno, com’è andata?
Se non c’eri, pensi di partecipare in futuro?
Conosci altre occasioni di incontro e discussione?

Scrivimelo qui sotto 👇🏼

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🐝 Anche questa volta Giorgia Mocilnik ha riletto e salvato i contenuti di questa newsletter (grazie!). Se sono presenti errori sono dovuti esclusivamente a mie aggiunte all’ultimo.

Read the original on laforesta.substack.com

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