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Ladynomics’s Substack · Feb 9, 2026

Sì, l’aria sta cambiando, e non è solo la primavera.

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Ladynomics · Ladynomics’s Substack

Buon giorno, amiche di Ladynomics, come state? Come è stato il vostro gennaio? L’inizio di febbraio? Noi qui ce la siamo passata tutto sommato abbastanza bene. La follia che ci circonda ci ha infatti scatenato una reazione furiosa: Federica negli USA sta insegnando Gender Studies come se non ci fosse un domani (e a momenti pare proprio così, ma è solo un’impressione), in Italia Giovanna fa invece Bilanci di Genere a testa bassa che manco la carica di un muflone.

della quale vi avevamo parlato nella scorsa newsletter. Ci stiamo confrontando con le prime amiche che ci hanno già raggiunto (ad una di queste dobbiamo l’ispirazione del titolo di oggi, grazie!), e stiamo cercando di capire come allineare il nostro contributo al mutare dei tempi.

Sì, perché sta proprio cambiando tutto, ma, la buona notizia di oggi, è che sì, non è più solo un precipitare verso il baratro della follia e della disumanità, ma è anche un riprendersi e riorganizzare una resistenza civile.

Certo, anche noi lo vediamo, quello che sta succedendo: pulsioni antidemocratiche a go go, guerre, interessi economici privati prevalere su quelli pubblici, informazione all’acqua di rose, opinione pubblica annichilita e ritirata nella propria dimensione individuale, social sempre più trash e manipolati.

Però non stiamo osservando solo questo.

Foto di Tsuyoshi Kozu su Unsplash

- una composta e civilissima reazione allo scempio di Minneapolis, che dimostra anche una gran tenuta dei nervi collettiva.

- un artista come Bad Bunny usare la platea del Grammy e del Super Bowl per opporsi senza se e senza ma allo scempio umano, dicendo quello che andava detto, a viso aperto e senza paura;

- altri artisti appoggiarlo senza riserve, pur avendo molto da perdere, come Lady Gaga, Jennifer Lopez, Shakira (ooops, tre donne!);

- le atlete e gli atleti della nazionale alle Olimpiadi invernali Milano-Cortina prendere le distanze dalla deriva xenofoba e autoritaria, e davvero ci vuole proprio tanto coraggio da parte di ragazze e ragazzi nei loro vent’anni per affrontare a viso aperto il vendicosissimo e violento Presidente del proprio paese.

- un elettorato scappare da proposte politiche distopiche e riversarsi in massa su forze democratiche nelle prime elezioni locali dell’anno.

Fonte: Unsplash+

Beh, come al solito da noi è sempre tutto molto meno estremo e scenografico rispetto a quanto avviene negli USA, ma qualche cambiamento cominciamo a vederlo anche qui.

Siamo ad esempio rimaste colpite dal successo della campagna social dei magistrati della corte dei conti su Instagram. No, ma ve lo potevate immaginare? Il social, trash per eccellenza dopo X, dove tutto è ridotto a piatti di cucina, gossip, casino batticoperchi per ogni causa (sì, purtroppo pure quella femminista), che crea una mini onda social di apprezzamento per una cosa totalmente sconosciuta ai più, barbosa e complessa come l’azione della Corte dei Conti. Ma allora c’è vita su Marte?

Ci piace molto, poi, l’impegno di molti magistrati, avvocati e avvocate e rappresentanti della società civile nella campagna per il no referendario, anche questa condotta con sobrietà e modi democratici. Anche se magari siete per il sì potete comunque apprezzare la dignità e la misura del loro impegno, che in questi tempi urlati e folli ci aiuta a ricordarsi che esiste ancora la possibilità di un confronto civile.

Tutto quello che abbiamo saputo essere come paese nel nostro passato, che siamo nel nostro presente, e, magari, che vorremmo essere nel futuro. Una meraviglia che ha reso ancora più stridente il confronto impietoso con una telecronaca del servizio pubblico assolutamente non all’altezza. La ribellione social che ne è seguita, che ha sfondato anche nel dibattito mainstream dei grandi media, è stata per noi un’ottima notizia: dopo tanto esaltare la fedeltà come qualità primaria per la scalata alla carriera, si comincia forse a pretendere capacità e competenza? Ve lo immaginate se ci fosse questa sollevazione anche per lo stato comatoso del lavoro, della sanità, della scuola, dei servizi sociali, dei trasporti pubblici? Se lo considerate un sogno, sappiate che si parte sempre da questo per trasformare la realtà.

Foto di Rod Long su Unsplash

con una inaspettata visibilità per alcune diventate famose per incredibili competenze, da Margherita Hack a Samantha Cristoforetti.

Che poi vi siano piaciute o meno, è innegabile che le donne di spettacolo nostrane che si sono esibite sapessero fare in modo egregio il proprio mestiere, con un talento forgiato da gavette spesso troppo lunghe.

Senza parlare poi della meraviglia della sfilata delle squadre e di quella parità conquistata, medaglie alla mano, delle nostre ultime teodofore.

E le donne carabiniere con il pennacchio dell’issabandiera? Ma che belle.

Per tre ore ci siamo disintossicate davvero dall’overdose di figure femminili solo corpo e niente cervello che ci offende ogni giorno nella tv e nei social.

Noi vogliamo credere che la bellezza, la commozione e la quasi incredulità che abbiamo provato nel vedere questo distillato di italianità magistrale, anche femminile, ci faccia venire la voglia di crederci di più, di uscire dal bozzolo nel quale ci siamo rifugiate per troppo disgusto e di ricominciare a impegnarci per (ri)costruire un paese che merita molto di più.

I problemi enormi, mastodontici e squilibrati (in tutti i sensi) ci sono tutti e ci sono ben chiari, anche se in troppe e troppi fanno finta di non vederli. Ci scordiamo però troppo spesso che abbiamo anche la forza di affrontarli e di superarli, se solo smettessimo di sfuggirli. Perché questo è la distrazione di massa dei social e della TV: un continuo stimolo a non vedere e a rimandare la soluzione dei problemi che ogni giorno, se ignorati, possono solo diventare ancora più giganteschi.

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Il film “La grazia”: se vi piace Sorrentino (e a noi piace) il film merita sicuramente nonostante una trama un po’ monotona. Certo, i film di questo regista sono sempre lenti e con una trama ridotta all’osso, anche se ”La grande bellezza” aveva più personaggi e storie parallele che si incastravano, dando maggiore movimento. Il fim ha però una fotografia magistrale, Roma è sempre al suo meglio, ci sono scene felliniane di sicuro stupore e un omaggio neanche troppo nascosto al Presidente Mattarella, che amiamo tutte. Last but not least, le figure femminili sono tutte premiate da personalità forti, capaci, ironiche e impavide anche di fronte al potere. Per noi è un sì.

Il film “Marty Supreme”: attirate dai premi e dagli elogi alla recitazione di Timothée Chalamet, siamo però uscite dal cinema con i battiti accelerati e un vago senso di vertigine. Confermiamo che lui è davvero bravissimo, all’altezza dei mostri sacri di Hollywood. Tecnicamente un film realizzato molto bene, all’altezza dei migliori film americani. Però succede qualcosa di tragico-drammatico mediamente ogni minuto e il protagonista è un fuori di testa con tutti i sintomi della bipolarità grave non curata. Di questi tempi simili personaggi non ci divertono tanto, dato che la realtà supera troppo spesso la fantasia. Alla fine è comunque un film di azione, anche se parla di ping pong, e va quindi visto nei giorni in cui avete bisogno di adrenalina. Per noi è un nì.

La tre giorni di convegni “Democrazia alla prova” tenutasi al Palazzo Ducale di Genova, organizzato dal Forum delle Diversità e delle Diseguaglianze. Un evento di altissimo livello intellettuale che ha attratto anche tanti vip della politica, per una volta venuti su appositamente da Roma, in visita in quella periferia dell’impero che è Genova, la città di Giovanna. Siamo riuscite a vedere solo il primo giorno, ma ha meritato. Confessiamo di esserci andate soprattutto per ascoltare Nadia Urbinati, che è stata davvero all’altezza delle aspettative: è molto, ma molto di più di quanto le permettono di mostrare in televisione. Ci è piaciuto però molto anche Massimo Florio, che ci ha fatto volare con le sue proposte. Atmosfera molto bella, di gente che non gli pareva vero di ascoltare ragionamenti e parole competenti, precise e misurate. Certo, ogni tanto ci è parso che si volasse talmente alto da perdere di vista quello che succede davvero sul pianeta terra, ma di questi tempi è stata una boccata di ossigeno che levati. Ora ci guardiamo con calma anche gli altri interventi, disponibili qui. Per noi è un sì.

E poi ancora:

La prima puntata del podcast “Con gli occhi di Anna, che ripercorre la vita di Anna Kuliscioff, e ci è piaciuta molto. Super raccomandato.

Il libro “Le perfezioni”, di Vincenzo Latronico, con un vago senso di disagio per il ritratto di una coppia di Millennials decisamente privilegiati che vivono la loro vita su internet. Da leggere per riflettere anche sull’influenza dei social nella nostra vita.

Alla prossima!

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